Un viaggio tra Roma e Venezia del Rinascimento

Foto: Lori/Legionmedia

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Le vicende storiche della Lega Santa rivivono nel romanzo Bragadin, frutto della fantasia dell’autore “vagabondo” Sergei Tseytlin

La ricerca dell’identità e l’Italia del Rinascimento  Episodi della storia si intrecciano con l’esperienza reale dello scrittore russo Sergei Tseytlin, protagonista di un lungo viaggio per il mondo, fino alla scelta definitiva della Penisola. Nel suo ultimo romanzo, Bragadin, edito da Marcianum Press, le vicende della Lega Santa, tra Roma e Venezia.

Ma perché uno scrittore nato a Mosca e cresciuto a New York decide di scrivere su un eroe d’armi veneziano, vissuto nel 16esimo secolo? “Sentivo una piena sintonia con Venezia, una strana, fantastica affinità, come se ci fossi nato. La trama profonda del romanzo è basata sulla paura che avevo di perdere questa armonia, questo legame familiare. Tutto il resto nel libro è solo un contorno geopolitico”, spiega l’autore Sergei Tseytlin.

Un contorno piuttosto complesso: lo scontro fra la Repubblica Serenissima e l’Impero Ottomanno durante la guerra di Cipro (1570-1571) che culminò con la battaglia di Lepanto; lo scontro fra il Cristianesimo e l’Islam. Assistiamo alla formazione della Lega Santa fra la Spagna, Venezia e lo Stato Pontificio. Appaiono le più famose figure della Venezia cinquecentesca: l’ammiraglio Sebastiano Venier, il pittore Tiziano, la cortigiana Veronica Franco. Si sviluppa il tema dell’identità umana, l’indagine sulle componenti – etiche, estetiche, culturali – che costituiscono la personalità dell’uomo.

Le due religioni sono scandagliate e paragonate in minutissimi dettagli. La guerra è portata nell’animo del protagonista, il conflitto diventa psicologico, egli è costretto a lottare contro se stesso. “Volevo capire se la nostra identità è una manifestazione fissa, immutabile o, al contrario, se può trasformarsi secondo l’ambiente che ci circonda”, dice Tseytlin.

E i cambiamenti dell’ambiente l’autore li conosce molto bene, specialmente quelli nazionali. All’età di sette anni lasciò la Russia con i genitori per emigrare negli Stati Uniti. Crebbe in un sobborgo newyorkese. Dopo la laurea, tornò in Russia per due anni, poi ancora negli States. Nel 1998 decise di mettere radici in Italia, definitivamente.

Così spiega l’attrazione fatale per la Penisola. “L’Italia mi è rimasta nel cuore. Sentivo un forte richiamo durante la mia adolescenza attraverso il cinema, la pittura e la musica italiane. Roma mi affascinava con la sua vivacità solare, con il suo marmo voluttuoso. Venezia, che ho visto solo dopo aver finito il liceo, mi intrigava già con la sua atmosfera fosca, con la sua acqua onnipresente, con il senso di essere senza terra, di essere in un certo senso sradicata”.

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