Striptease per i senzatetto

Iniziativa benefica nel centro di Mosca per accendere i riflettori sulle difficoltà economiche delle associazioni caritative a rischio sopravvivenza

Foto: http://dervishv.livejournal.com/

Spogliarsi a fin di bene per i senzatetto moscoviti. Il 13 novembre 2011 si è svolto a Mosca uno “striptease benefico”. La perfomance è stata organizzata da due attivisti di organizzazioni no-profit moscovite: Elizaveta Glinka, specialista in medicina palliativa, e il giornalista Igor Chersky. Gli spettatori avevano l’obbligo di presentarsi con indumenti caldi per i senzatetto. Ballerini professionisti hanno indossato dietro le quinte gli abiti da togliere, sfilando in passerella, in un numero di grande effetto.

“Viviamo in una sorta di inferno. Alla nostra associazione si rivolge un’enorme quantità di malati; mancano gli indumenti e arrivano continue chiamate da tutte le regioni”, ha raccontato Elizaveta Glinka. “Questa brillante e spiritosa iniziativa aveva lo scopo di raccogliere aiuti”.

In Russia oggi le organizzazioni benefiche faticano a sopravvivere. “Il sistema delle istituzioni di assistenza e beneficenza qui funziona in modo del tutto anomalo e le donazioni da parte dei privati corrispondono al 10-15%”, spiega Marya Chertok, direttore della Charities Aid Foundation Russia. Secondo le stime del 2011, il 73% dei finanziamenti alle organizzazioni no-profit proviene dal mondo degli affari e da privati. Tale anomalia è semplicemente il risultato di un costume diffuso: “l’abitudine di arrangiarsi facendo a meno dello Stato”. Finché ai vertici non si prenderanno dei provvedimenti, l’iniziativa continuerà a venire dal basso.

Inoltre, gli appelli e le richieste di aiuto sono in continuo aumento. Nei risultati emersi da un’indagine promossa da Russky reporter al Forum dei donatori, nell’ottobre 2011, secondo la maggior parte degli intervistati il freno principale allo sviluppo della beneficenza in Russia sarebbe costituito dall’“inadeguatezza dell’attuale legislazione” e dalla “scarsità di infrastrutture e servizi per la beneficenza”.

Nel frattempo, la Rete è letteralmente sommersa da richieste d’aiuto. Attraverso il suo blog  Elizaveta Glinka, meglio nota come “dottoressa Liza”, lancia appelli ai lettori per finanziare la sua organizzazione, “Spravedlivaia pomoshch” (Giusta assistenza), che opera a favore degli indigenti e dei senzatetto. “Non vogliamo operare in accordo con lo Stato, la nostra è una fondazione privata. Un discorso è non entrare in conflitto con lo Stato, un altro avere un rapporto di collaborazione. L’unico spazio che abbiamo a disposizione per far sapere che esistono persone che vivono nei sottoscala è il mio blog. Non possediamo né canali televisivi, né radio e non possiamo servirci di giornalisti e pierre superpagati. Abbiamo soltanto il blog. Per fortuna, la gente ci ascolta”, racconta la Glinka.

In Russia, secondo i dati di The Boston Consulting Group, i finanziamenti statali alle organizzazioni no-profit corrisponderebbero al  5% del budget statale, 10 volte in meno di quanto avviene nei Paesi industrializzati e 4 volte in meno rispetto ai Paesi in via di sviluppo. Non esiste alcun programma di tax benefit, né di promozione delle attività di beneficenza. E, oltre tutto, le scarse iniziative statali non fanno onore allo Stato.

Il concerto di beneficenza organizzato dalla Fondazione “Federatsia”, a cui hanno partecipato artisti di fama internazionale, e la prima voluta da Putin alla fine del 2010, fece scalpore: a distanza di 4 mesi la mamma di una bambina malata di cancro ha dichiarato di non aver mai ricevuto il denaro che le era stato promesso. Gli eventi di beneficenza organizzati dal Cremlino, sempre sotto la luce dei riflettori, spesso non sono altro che sfarzose campagne pubblicitarie.

Del resto, benché possa apparire stravagante, è meglio non sindacare sulle modalità scelte per fare beneficenza. Tanto più che chi ha davvero bisogno, non fa distinzioni, ha bisogno solo di un farmaco, un tetto o un piatto di minestra calda.

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