Kiev si allontana dall’Europa

Yulia Tymoshenko (Foto: AP)

Yulia Tymoshenko (Foto: AP)

Realtà o percezione, gli ucraini vedono un peggioramento delle relazioni tra il loro Paese e il Vecchio Continente. Ma la maggioranza vuole ancora seguire la strada verso Bruxelles

È ormai quasi due anni (si è insediato nel febbraio 2010) che Victor Yanukovich è presidente dell`Ucraina. Allora sconfisse la sua rivale di sempre Yulia Tymoshenko, la pasionaria della rivoluzione arancione che nel 2004 lo aveva costretto a rimangiarsi la vittoria guadagnata coi brogli ed era salita al potere insieme con Victor Yushchenko. Lui alla Bankova, lei sulla poltrona di primo ministro. Sappiamo come è andata a finire.

Ora il tavolo si è capovolto e la Tymoshenko siede addirittura dietro le sbarre. Gli ucraini hanno vissuto gli ultimi anni con un certo distacco e soprattutto con una buona dose di disillusione. Che l’ex premier sia andata in gattabuia dopo un processo politico è una realtà indiscutibile, almeno per oltre la metà della popolazione. Secondo un recente sondaggio della Deutsche Welle il 52% degli ucraini ritiene che la Tymoshenko sia stata condannata per motive politici, mentre il 37% pensa che il procedimento sia stato regolare (il 17% non si é espresso). Di fronte al destino di Yulia però non ci sono state rivolte popolari come qualcuno magari si aspettava, perché i problemi delle gente sono altri e non riguardano le vendette politiche tra chi nel Paese ha fatto il bello e cattivo tempo nello scorso decennio.

Le tendenze autoritarie, manifestatesi soprattutto nella presidenza di Yanukovich e, tra esse, il processo Tymoshenko rappresenta l’esempio più eclatante, sono considerate una questione da temere solo per il 14% della popolazione. Stando al suddetto sondaggio gli ucraini hanno molto più paura di perdere il lavoro (45%) che del giro di vite dell’élite al potere contro gli avversari politici. Il più grande timore degli ucraini (51%) è quello di non poter fornire un futuro migliore ai propri figli. I maggiori problemi del Paese sono infatti quelli economici (71%) e la corruzione (57%), solo in secondo piano ci sono le violazioni dei diritti umani (31%), i deficit democratici (10%) o la mancanza di libertà di stampa (2%).

Le ricerche mostrano insomma una certa rassegnazione di fronte ai movimenti politici interni e internazionali, con una nota di pessimismo per questi ultimi, per quel che concerne l’Europa. Il 44% degli ucraini vede un peggiormento delle relazioni tra Kiev e Bruxelles sotto Yanukovich, mentre il 22% pensa che le cose invece vadano meglio rispetto a prima (il 34% non giudica).

Un dato di fatto è che l’Ucraina in questo periodo ha fatto da un lato molti passi in avanti sulla strada per Bruxelles portando avanti le trattative sull’Accordo di associazione come non era stato fatto in precedenza, dall’altro con il processo Tymoshenko Yanukovich si è creato da solo qualche ostacolo. Il prossimo summit previsto a dicembre 2011 servirà a chiarire qualche elemeno in più. Intanto il sondaggio della Deutsche Welle indica che rispetto al 2010 la percentuale di ucraini che vogliono subito entrare nell’Unione è scesa dal 67% al 54% (il 22%  è contro l’ingresso).

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