Un`Italvolley russa

L`azzurra Simona Gioli ora al Fakel Novy Uregoi (Foto: Ap)

L`azzurra Simona Gioli ora al Fakel Novy Uregoi (Foto: Ap)

La nazionale azzurra di pallavolo femminile che ha alzato a Tokyo la Coppa del Mondo, conta tante campionesse migranti conquistate dalla terra degli zar, dalla veterana Gioli alla neo arrivata Del Core

Quanto c`è di russo nell`Italvolley rosa, che sotto il cielo Tokyo ha conquistato l’edizione 2011 della World Cup? Facile a dirsi più di quanto si pensi, mentre la Nazionale italiana di pallavolo femminile riporta in Italia la Coppa del Mondo già vinta quattro anni fa e, soprattutto, staccando – insieme a Stati Uniti e Cina, seconda e terza classificate - il pass per Londra 2012. Un risultato importante per una squadra di campionesse "migranti". Cinque delle azzurre che hanno alzato la Coppa del Mondo non si prepareranno alle prossime Olimpiadi giocando nel campionato italiano ma in giro per il pianeta: dalla Russia alla Cina, passando per Azerbaijan e Turchia.

Nella SuperLiga russa che si appresta a iniziare, e che ha stretto le maglie per le straniere limitando a tre i tesseramenti e a due la presenza in campo, si trasferiranno Simona Gioli, centrale soprannominata "mamma fast", e la schiacciatrice Antonella Del Core, ingaggiate dal Fakel Novy Uregoi. Per Simona Gioli è un ritorno in Russia dopo le due stagioni trascorse alla Dinamo Mosca (era appena uscita dalla metropolitana moscovita quando ci fu l’attentato nel marzo 2010). È una novellina, invece, Antonella Del Core.

In Azerbaijan, dove non ci sono limiti ai tesseramenti delle straniere, giocherà l’azzurra, ex capitano del Villa Cortese, Sara Anzanello,che indosserà la maglia del Azerrail Baku. La diaspora anche nella terra degli zar delle giocatrici italiane, considerate tra le migliori al mondo, non si limita alle recenti campionesse. Sempre in Russia, allo Zarechie Odintsovo, andrà Monica Ravetta,che in azzurro ci è passata. In Azerbaijan, al Baki Baku,la centrale Raffaella Calloni, fino a un anno fa compagna di squadra dell’altra neo azera, Sara Anzanello.

Ad averle convinte, più della qualità dei campionati in crescita, anche gli ingaggi sicuramente più interessanti di quelli del torneo italiano dove, da un paio di anni a questa parte, è partita come nel campionato russo che dovrebbe diventare il bacino per una nazionale che possa recitare un ruolo più importante nel panorama internazionale, una campagna di tutela dei talenti locali. Problema che in Russia non è presente tra gli uomini. La Nazionale maschile russa, infatti, a differenza di quella femminile, partecipa alla World Cup al via domenica 20 novembre 2011, proprio, con la sfida dal pronostico apertissimo tra gli azzurri di Mauro Berruto e gli uomini di Vladimir Alekno.

Un momento della gara Italia-Russia, match d`esordio della World Cup 2011

(Fonte: fivb.org)

E la sfida d`esordio in World Cup a Kagoshima (Giappone) del 20 novembre 2011 Italia-Russia è stata amara per gli azzurri, mentre ha rappresentato un inizio in discesa per il team della Federazione. Il match si è concluso con la vittoria della Nazionale di Alekno per 3-1 (25-22 22-25 22-25 21-25) sull’Italia nella quale schiaccia l’italo-russo, figlio d’arte, Ivan Zaytsev. “La Russia – ha commentato il ct azzurro Mauro Berruto a fine gara – è una grande squadra e quando gioca in questo modo è molto difficile affrontarla. Sono migliorati molto in difesa e si è visto. Quando la Russia gioca così, è dura per tutti. Da parte mia posso essere parzialmente soddisfatto per la nostra gara. So cosa può dare e sono convinto che possiamo migliorare durante l’arco della Coppa del Mondo”.

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