Due destini nell’arte

Al Museo Pushkin di Mosca le opere grafiche di Mikhail Chemiakin consacrate dall'amicizia con il grande poeta, compositore e interprete Vladimir Vysotski. Fino all` 11 dicembre 2011

Foto: Ruslan Sukhushin

Uomini con musi d’asino o di maiale, teschi e morte, demoni, immagini in bianco e nero di Vladimir Vysotski, senza le cui canzoni è semplicemente impossibile immaginare la vita di un’intera generazione.  Tutto questo dall’8 novembre 2011 sta a guardare con occhi penetranti i visitatori del Museo Pushkin di Mosca. In una piccola sala è stata allestita una personale di Mikhail Chemiakin in occasione della pubblicazione del libro dell’artista “Chemiakin. Vysotski. Due destini” .

Quarantadue illustrazioni più la copertina: è l’esatta quantità di opere che è possibile vedere alla mostra. Quarantadue, esattamente come gli anni che è vissuto Vladimir Vysotski, amico dello scultore e artista russo Mikhail Chemiakin, ora residente in Francia, dove Vysotski è conosciuto più che altro come marito dell’attrice Marina Vladi, che come cantautore e attore.

Gli esperti tenderanno a fare paragoni tra le opere di Chemiakin e quelle di Salvador Dalì, e forse con Goya e le sue acqueforti, ma la cosa più importante per l’autore era trasmettere la propria personale interpretazione delle canzoni di Vysotski. “Perché molte delle cose che ha scritto parlavano delle nostre gioie e dolori, di quello che solo noi potevamo capire”, spiega l’artista.

Marina Vladi ha scritto di Chemiakin nel suo libro su Vysotski “Vladimir, il volo interrotto”: “Io non ho mai capito la loro amicizia e nemmeno cosa fosse che li univa, a parte il talento e la passione per le sbronze”. Chemiakin risponde: “Ogni persona ha il proprio angelo e il proprio demone. Noi avevamo un demone in comune, le nostre sbronze. Ma anche un lato luminoso, il nostro lavoro”.

Le acute interpretazioni di famose canzoni di Vysotski proposte da Chemiakin si fondano sulle conversazioni con l’amico che l’artista conserva vive nella propria memoria. Nell’illustrazione alla canzone “Cavalli bradi”, ad esempio Chemiakin cerca di mostrare quello che era l’”orlo del precipizio” sul quale ha inizio la canzone, per entrambi. Il precipizio di Chemiakin, secondo Vysotski, era il lungo corridoio dell’appartamento lungo il quale l’artista venne portato via per essere interrogato ed arrestato. E per Vysotski il precipizio era il palco: una parola di troppo e ti ritrovi in fondo al precipizio, in prigione.

Chemiakin spiega così il significato del titolo del libro “Due destini”: il destino del poeta e quello del Paese in cui il poeta è vissuto. Chemiakin ormai da diversi anni vive e lavora in Francia: è proprio qui che arrivò la prima volta nel 1971 dopo essere stato espulso dall’Urss. Nella sua casa, la tenuta di Château de Chamousseau, è riuscito a raccogliere un’incredibile collezione di trattazioni artistiche di vari oggetti. Uno dei molti temi che interessano Chemiakin è, ad esempio, quello del naso. Secondo l’idea del collezionista il naso può essere orgoglioso, sfacciatamente all’insù, affascinante o addirittura possedere caratteristiche umane: essere maestoso, regale o semplicione. Tutta la multiforme varietà dei nasi, fino ad arrivare al naso-water, è rappresentata nella collezione di Chemiakin in incisioni, foto, opere storiche e letterarie.


Al momento attuale Chemiakin sta lavorando alla collezione “Marciapiedi di Parigi” per selezionare 400 immagini tra le 200mila a sua disposizione, da proporre entro breve all’attenzione del pubblico, per ora, bisogna dire, soprattutto russo.

 

Biografia  


Mikhail Chemiakin è nato nel 1943 a Mosca. La maggior parte della sua infanzia l’ha trascorsa nella Germania orientale occupata e in seguito nella Ddr. Nel 1957 tornò in Urss a Leningrado, dove iniziò a frequentare la scuola d’arte presso l’Istituto di pittura, scultura e architettura I.E. Repin. Nel 1961 viene però espulso con l’accusa di “corruzione estetica” dei compagni di corso. Per tre anni viene sottoposto a terapia coatta presso una clinica psichiatrica. Le mostre a cui partecipano i suoi lavori vengono chiuse. Nel 1971 Chemiakin in viene espulso dall’Urss. Vive all’inizio a Parigi, poi nel 1981 si trasferisce negli Stati Uniti (prima a New York e poi a Claverack). Gli è stato permesso di tornare in patria nel 1989. Nel 2007 si è trasferito nuovamente in Francia nei pressi di Chateauroux. Spesso si reca per lavoro a San Pietroburgo.

Alcune opere di Chemiakin:

Scultura:

“Cibele” bronzo, fino all’ottobre 2006 si trovava in Prince Street nel quartiere di Soho a New York.

“Casanova” (Venezia)

“Pietro I”  (Fortezza dei SS.Pietro e Paolo, San Pietroburgo)

Teatro:

allestimento del balletto “Lo Schiaccianoci” al Teatro Marijnskij di San Pietroburgo. Chemiakin è autore dei costumi, delle maschere e della scenografia.   

Animazione:

dal 2011 lavora per lo studio di animazione russo “Soyuzmultfilm” alla creazione di un film di animazione dedicato all’opera dello scrittore E.T.A. Hoffman dal titolo “Hoffmaniada”    

Video sul tema del Naso: 


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