A Mosca le anime perse di Romeo e Giulietta

Foto: Evgeni Baranov

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Il brivido della velocità nel turbinio della passione shakesperiana domina la scena su cui si esibisce la compagnia emiliana Aterballetto. Il risultato? Infranto il cuore dei moscoviti

Foto: Evgeni Baranov


Acqua e fuoco in quell`intreccio indissolubile di amore, conflitto, destino e morte; il battito ritmico e profondo del cuore che si fa esasperato; caschi integrali e protezioni da bikers: ma cosa salverà l`anima di due adolescenti alle prese con una passione fortissima e contrastata? Se lo sono chiesto Mauro Bigonzetti e Fabrizio Plessi e lo chiedono ai moscoviti portando al Russian Academic Youth Teatre  (10 e 11 novembre 2011), il secondo palco di Mosca dopo il Bolshoj, il corpo di ballo di Aterballetto in un “Romeo e Giulietta” riletto in chiave moderna.

Non, dunque, un solo Romeo e una sola Giulietta vittime del loro destino, ma la tragedia corale di nove coppie di ballerini che all`incalzare delle musiche di Sergei Prokofiev  perdono il controllo della ragione e delle loro vite, sopraffatti dalla velocità di quel battito cardiaco, imprendibile e inarrestabile. E, per evitare il peggio, non basta loro, a questi Romeo e Giulietta dei giorni nostri, un casco integrale, perché in realtà le loro anime sono indifese, senza protezione, “non hanno un airbag”, per dirla con le parole di Fabrizio Plessi.

Ci si muove così, in un equilibrio precario, in una continua tensione di movimenti e di passi, tra grovigli di corpi che non rappresentano “i personaggi in sé – spiega Mauro Bigonzetti -, quanto le forze che li porteranno al gesto estremo”, in una performance artistica di danza, che passa attraverso un moderno balcone di Verona: una grande ruota in metallo che racchiude un`elica e genera il terzo elemento cardine della storia, il vento, che con acqua e fuoco proiettati sul fondo, conduce alla purificazione, all`assoluto. Fino al culmine della scalata di una parete di roccia.

Un pubblico rapito ha seguito, per oltre novanta minuti di suspence, il debutto della compagnia italiana (sotto la direzione artistica di Cristina Bazzolini, ex prima ballerina del Maggio Musicale Fiorentino, che si è esibita tra l`altro anche con Rudolf Nureyev), tornata a Mosca nell`ambito dell`Anno 2011, dopo essersi fatta apprezzare all`ombra del Cremlino già nel 2003 e nel 2005.

Applausi fragorosi nel finale dell`esibizione hanno salutato i protagonisti sul palco, commenti soddisfatti all`uscita e nel piazzale davanti al Boshoj sulle bocche di spettatori di tutte le età, accorsi numerosi in sala. “Mi è piaciuta molto l’idea di far indossare dei caschi ai ballerini: un modo particolare per sottolineare come l’animo umano sia debole e indifeso”, ha commentato una spettatrice al termine dello spettacolo. “Una rappresentazione inusuale – ha aggiunto un giovane in sala -, mi ha stupito soprattutto la resistenza degli artisti, che hanno ballato per un’ora e mezza senza mai fermarsi”. Entusiasmo e soddisfazione per la prima, mentre si attende la replica dell`11 novembre 2011.

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