Le stelle del balletto russo brillano a Roma

Grande successo per la serata di gala al Teatro dell`Opera di Roma con i più grandi interpreti e coreografi dal Bolshoj e dalla Scala

Acceso e scombussolato, il firmamento tremava dietro le stelle del balletto russo nella serata di gala Italia-Russia al Teatro dell’Opera di Roma, il 31 ottobre 2011. Alla presenza del sindaco della capitale Gianni Alemanno e dell’ambasciatore russo Alexey Meshkov e sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana, è andato in scena un programma ricco e variegato, pensato dal direttore artistico Vladimir Vasiliev, uno spettacolo che ha visto la partecipazione di ballerini russi (dai teatri Bolshoj e Mariinsky) e italiani (dalla Scala di Milano) impegnati in performance di balletto classico e danza moderna.

Commoventi, astratti, seducenti, i pezzi non concedevano un attimo di pausa, solo tante emozioni. E non poteva essere altrimenti: sul palco c’erano dei virtuosi fra i più noti del mondo, come Svetlana Zakharova, Giuseppe Picone, Alessio Carbone, Ulyana Lopatkina e Evgenia Obraztsova che si esibivano nelle coreografie di maestri – classici e moderni - altrettanto famosi, del calibro di Fokine, Messerer, Macmillan e Petipa.

Uliana Lopatkina

Il pubblico, in gran parte italiano, è rimasto incantato dalla grazia eterea di Eugenia Obraztsova nel Valzer Sentimentale, mentre L’Altro Casanova, interpretato da Antonella Albano e Claudio Coviello, mostrava nel suo dinamismo corporeo il filo delicato che congiunge uomo e donna. Lo struggente Paganini (Dmitri Gudanov) infiammava il palcoscenico; Giuseppe Picone, invece, nella Compassione ha commosso tutti. Lopatkina e Shemiunov poi sono riapparsi nella sensuale e provocante Frammenti di una Biografia. C’era anche il divertente e buffo Calciatore (Vyacheslav Lopatin) e gran finale con La Morte del Cigno, interpretato da Lopatkina, di un fascino e una finezza proprie delle ballerine russe.

“Il balletto russo deve molto all’Italia, visto che questa forma d’arte è nata proprio qui, nel Belpaese - ha spiegato Olga Balakleets, direttrice di Ensemble Productions, alla vigilia della serata -. Non è stato facile portare in Italia tutto il fiore del balletto russo, soprattutto perché i teatri hanno delle agende molto fitte: il Mariinskij di San Pietroburgo è sempre in tournée, il Bolshoj di Mosca proprio in questi giorni ha in calendario moltissimi eventi per festeggiare la riapertura. Però sono molti anni che collaboriamo con questi teatri e molti degli artisti che ci lavorano sono ormai degli amici. È inevitabile che abbiamo dovuto affrontare diverse difficoltà per portare un progetto così ambizioso in territorio italiano – ha aggiunto -, soprattutto tenendo conto della crisi economica che l’Italia sta attraversando. Tuttavia devo notare che tutte le strutture italiane coinvolte nell’organizzazione dello spettacolo hanno dimostrato un sincero interesse per l'evento, e hanno cercato in ogni occasione di risolvere tutti i problemi insorti durante la sua realizzazione”.

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