Mosca nel pallone

Foto: Itar-Tass

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La capitale russa si fa in quattro per la domenica calcistica: Dinamo-Spartak e Lokomotiv-Cska sono le sfide dell`ultima giornata della prima fase del campionato russo

Una capitale divisa in quattro anime che si sfidano nel primo week end di novembre 2011. Mosca ospita Dinamo-Spartak e Lokomotiv-Cska. La storia del calcio russo che supera e trascende le ideologie, confrontandosi con le nuove sfide del pallone globalizzato. Tra intrecci con la politica e il peso delle multinazionali dell’economia nate dopo la fine dell’Urss.

Da sei anni a Mosca non si vince uno scudetto. E il campionato che arriva all’ultima giornata della prima fase ha visto il netto predominio dello Zenit di San Pietroburgo di Luciano Spalletti, che con il successo settimanale sullo Shakthar Donetsk è a un passo anche dagli ottavi di finale di Champions League. I due derby moscoviti contano. Sono attesi dalle rispettive tifoserie. Perché in ballo ci sono le tre posizioni in classifica alle spalle dello Zenit, utili per disegnare la griglia dei playoff della Russian Premier League che avrà un prologo di due turni a fine novembre 2011 prima di riprendere nel marzo 2012, con epilogo a maggio 2012.

Il Cska è sicuro della seconda piazza, le altre tre squadre sono racchiuse in soli due punti. Perché rivive la storia di quattro club antagonisti e protagonisti nell’era dell’Unione Sovietica che non vogliono cedere trofei e tradizione allo stesso Zenit San Pietroburgo oppure al neonato Anzhi di Eto’o e del milionario Kerimov che mira, a suon di rubli, di arrivare al vertice del calcio europeo in pochi anni. Anche in Lokomotiv – Cska c’è la mano della new economy che investe parte dei suoi patrimoni nel campionato. Nella squadra dell’Esercito ecco quindi Abramovich (in veste di sponsor), il magnate del ferro e candidato alle elezioni per la Duma Prokhorov e il membro della Duma Babakov. Le loro fortune sono servite per portare la Coppa Uefa 2005 nella capitale moscovita.

Il Lokomotiv, la squadra dei ferrovieri, ha però vinto gli unici due scudetti della sua storia proprio ai danni del club dell’Armata Rossa. Nel frattempo il calcio senza frontiere ha portato al Cska il talento del brasiliano Vagner Love oppure di Seydou Doumbia, che con 22 gol in 27 gare nel torneo in corso si avvicina al recordman dei cannonieri, Veretennikov, attaccante del Rotor (25 reti nel 1995). Nel Lokomotiv il calciatore simbolo è invece l’attaccante Dimitri Sychev, 28enne bomber con quindici reti all’attivo nella Nazionale russa.

Tra Dinamo e Spartak ci sono invece 32 scudetti in campo e un’ostilità alimentatasi fuori dal terreno di gioco dall’epoca staliniana. La prima apparteneva alla Polizia segreta. E aveva come presidente onorario Beria, tifoso viscerale, uomo della repressione staliniana, capo dei servizi di sicurezza del 1938. Lo Spartak era il club antigovernativo, con i suoi fondatori, i quattro fratelli Starostin, che crearono una polisportiva - dopo la breve storia della Kresnaja Presnaja - per reggere il confronto con Cska e Dinamo. Prima di essere accusati di antistalinismo e torturati nel 1942 proprio per volere di Beria. Ora l’astio fra i due club è scemato. Con le due tifoserie organizzate che sono scese entrambe in strada per i moti anticaucasici del dicembre 2010.

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