L`occhio di Rodchenko su Roma

Al Palazzo delle Esposizioni una mostra senza precedenti con oltre 300 opere, tra scatti vintage e fotomontaggi, del maestro del Costruttivismo russo



Le avanguardie russe del XX secolo rappresentano un fenomeno unico nel panorama artistico mondiale; uno degli esponenti di punta di questo complesso insieme di movimenti artistici è Aleksandr Rodchenko, artista poliedrico e innovativo, che dall’11 ottobre 2011 è protagonista di una mostra senza precedenti al Palazzo delle Esposizioni di Roma.

La mostra è organizzata dal Museo della Casa della Fotografia di Mosca e curata dal suo direttore Olga Sviblova, in collaborazione, tra gli altri, con il Ministero della Cultura della Federazione Russa, l’Assessorato alla Cultura della Città di Mosca, l’Assessorato alle Politiche Culturali di Roma e dall’Azienda Speciale Palaexpo, e inserita nel programma delle celebrazioni in onore dell’Anno degli scambi interculturali Italia-Russia.

Aleksandr Rodchenko, grande maestro del Costruttivismo russo degli anni Venti, è un artista a 360 gradi: pittura, design, teatro, cinema, grafica e fotografia, sono gli ambiti in cui si è cimentato, aprendo nuovi percorsi creativi per lo sviluppo successivo di ciascuno di essi.

 

Nonostante le diverse sperimentazioni artistiche è con la fotografia che Rodchenko trova il mezzo d’espressione artistica privilegiato, introducendo, grazie ad essa, i principi del Costruttivismo e sviluppando metodi e strumenti per la sua futura applicazione: basti pensare che le tecniche da lui ideate si sono diffuse talmente rapidamente da venir riprese da allievi, colleghi e anche dagli avversari.

 

Negli scritti che ha lasciato, e che sono conservati gelosamente negli archivi di famiglia, l’artista spiega che “è stato il fotomontaggio a condurlo alla fotografia”, unitamente alla sua grande passione per la composizione; in effetti il fotomontaggio è fondamentale nella ricerca artistica di Rodchenko, utilizzato non solo nei manifesti, ma anche per costruire combinazioni fotografiche.

 

Nacque così “Metodo Rodchenko”, che comprendeva l’uso di composizioni diagonali, sfocati progressivi, inversioni orientative o semplicemente ritratti come i celeberrimi “Lilia Brik” o la serie delle stampe dedicate a Majakovskij, senza dimenticare i manifesti pubblicitari.

 

Alla fine degli anni Trenta, Rodchenko, deluso e sdegnato dalle critiche e dalla persecuzioni del regime sovietico, mise in discussione le rappresentazioni più radicali della sua arte avvicinandosi all’estetica del Realismo Socialista, pur senza tradire la sua interpretazione artistica più intima, ma ciò non basto a salvarlo dall’espulsione dall’Unione degli Artisti e, quindi in pratica, privato del diritto di lavorare, in quanto l’Unione garantiva il rapporto degli artisti con i committenti.

 

La mostra al Palazzo delle Esposizioni di Roma è la più grande dedicata al maestro del Costruttivismo russo e si compone di oltre 300 opere tra stampe vintage, fotomontaggi e fotografie vintage appartenenti al grandissimo patrimonio di immagini di Aleksandr Rodchenko.

 

Aleksandr Rodčenko. A cura di Olga Sviblova - Museo della Casa della fotografia di Mosca 

Palazzo delle Esposizioni, via Nazionale 194, Roma

Orari: domenica, martedì, mercoledì e giovedì: dalle 10 alle 20; venerdì e sabato: dalle 10 alle 22.30; lunedì chiuso

Informazioni e prenotazioni: 0639967500 - www.palazzoesposizioni.it

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