Al teatro del gusto

Foto: Tatjana Schramchenko

Foto: Tatjana Schramchenko

Il Mime-Café di Mosca combina arte da palcoscenico e gastronomia: un`esperienza da fare tra camerieri-mimi francesi, storie parigine e dessert da preparare

Foto: Tatjana Schramchenko

A Mosca c’è un teatro insolito, culinario. Una ragazza dal maquillage bianco e dal berretto alla francese apre le porte e invita a entrare. Ci troviamo in un appartamento. Soprammobili sulle mensole, alle pareti vecchie fotografie. C’è profumo di caffè e di dolci. “Parlez-vous français?”, domanda la ragazza. “Parlate francese?”, traduce in un russo con un leggero, voluto accento un giovane con gli occhiali. A differenza dei teatri a cui siamo abituati, il Teatro del Gusto non comincia dall’appendiabiti, come diceva Stanislavskij, ma da un ingresso accogliente.

Lo spettacolo del Mime-Café di Mosca sta per cominciare. Entriamo in cucina e ci immergiamo nell’atmosfera di un caffè parigino. La musica è diffusa da uno stereo, i camerieri-mimi passano svelti e agili tra i tavolini per portare i menù. Oggi il Teatro del Gusto propone i pasticcini Sorriso di Amélie, Ridarella, La vie est belle e Cuore infranto: ce n’è per tutti i gusti e gli stati d’animo. Prima dell’inizio dello spettacolo gli attori – sono quattro – avvertono il pubblico a gesti: loro non parlano, mentre noi spettatori possiamo parlare, ridere, e partecipare in ogni modo all’azione che si svolge.

In realtà è difficile dire che lo spettacolo “si svolge”. “Il Mime-Café è piuttosto una narrazione, la breve storia di una giornata a Parigi. È uno spettacolo di atmosfera”, spiega Jurij Makeev, direttore del Teatro del Gusto. “Per noi la cosa più importante è far immergere gli spettatori nell’atmosfera di questa città, di questa musica, far provare loro delle emozioni. Ogni volta le storie cambiano, il pubblico ha scopi diversi: qualcuno viene qui per dichiarare il proprio amore, qualcun altro vuole passare un po’ di tempo in una città romantica senza andare via da Mosca”.  

I narratori delle storie sono dei mimi, e i protagonisti sono gli spettatori, o meglio, gli avventori del caffè. “Agli amici che vengono a trovarci proponiamo di prendere parte all’azione teatrale e di non essere solo degli spettatori passivi”, aggiunge Jurij Makeev. E non si tratta solo del contatto tra pubblico e attori. Ai presenti viene offerta la possibilità di preparare personalmente un dessert e di decorarlo secondo la propria fantasia.

Prima di diventare un progetto indipendente, il Teatro del Gusto ha collaborato con la Confederazione Internazionale delle Unioni Teatrali e con il Festival Internazionale Cechoviano.

Per tre anni gli attori hanno cercato la loro forma di espressione, tentando di capire quali fossero i temi più interessanti per loro stessi e per gli spettatori. Alla fine la concezione ha preso forma.

“Il teatro è un potente strumento per trasmettere informazioni. La cucina per il teatro è uno strumento altrettanto potente, perché la cucina racchiude storie, tradizioni, cultura, ed è anch’essa un valido mezzo di espressione. Dietro ogni piatto c’è una persona, dietro ogni baguette, ogni crêpe, ogni vitigno c’è una persona, ed è questa che ci interessa”, spiega il direttore del Teatro del Gusto.

Alla filosofia del teatro si è aggiunto un po’ per volta il tema della famiglia, la casa, i bambini, le storie che si svolgono nelle cucine. Spesso agli spettacoli si presentano intere famiglie con bambini.   

Aprire questo teatro non è stato facile, l`idea è venuta un anno fa, ma i burocrati volevano fermare il progetto, pensando che si trattasse semplicemente dell’ennesimo caffè. La compagnia del Teatro del Gusto invece è costituita di soli attori professionisti, e non ha nemmeno un cuoco. Alla fine si era trovata una sede: due appartamenti sono stati uniti per ricavarne un teatro. “Un piccolo, accogliente teatro per tutta la famiglia”, sorride Jurij Makeev. “Uno spazio raccolto, dove è difficile nascondersi dietro a qualcosa. Una nota falsa da parte degli attori o del pubblico si percepisce subito”.  

Un’ora al Mime-Café è passata in fretta, eppure quasi senza accorgercene abbiamo avuto il tempo di bere un caffè e mangiare un croissant, realizzare dei pasticcini con le nostre mani, ballare un po’, assaggiare del vino e del formaggio e ammirare la Tour Eiffel in fiamme. Oggi Parigi è stata incredibilmente deliziosa.     

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