Mosca sposa il design italiano

Giulio Cappellini. Foto: Kommersant

Giulio Cappellini. Foto: Kommersant

L’installazione Made in Italy di Cappellini apre la manifestazione dedicata ai grandi progettisti mondiali: in primo piano le firme del Belpaese

L’odore è quello della vernice fresca. Fresca e rossa, per la precisione. Un colore tutt’altro che casuale, omaggio al luogo che per una settimana ospiterà il meglio del design mondiale (dall’11 al 16 ottobre 2011). L’ex fabbrica Krasnij Oktjabr, ottobre rosso, per l’appunto, è diventata il palcoscenico della Moscow Design Week che, sotto la direzione di Aleksander Fedotov, riunisce nella capitale russa i più grandi designer del momento. Progettisti e artisti provenienti da tutto il mondo, ora insieme per promuovere l’alto design nella terra degli zar. Fra di loro moltissimi nomi italiani: Giulio Cappellini, Luigi Colani, Jacopo Foggini, presente con il progetto Design superheroes (realizzato in collaborazione con Ron Gilad e Ingo Maurer), e Giulio Iacchetti, inserito in Mutants architecture&design. Progetti che si rivelano “una sorta di racconti che parlano di un’architettura mutante, in continua trasformazione”, come ha spiegato la curatrice Gilda Bojardi, direttrice della rivista Interni, che ha da poco dato alla luce il primo numero della versione russa.

Vernice rossa ovunque quindi, nel progetto Made in Italy realizzato da Giulio Cappellini. Sedie scarlatte e poltrone dai colori accesi, che sfumano sulle tonalità più morbide dei sofà e dei mobili della zona notte. Un’eleganza tutt’altro che timida, che raggiunge il suo apice di originalità nella poltrona arlecchino al centro del padiglione. “La scelta del rosso è un omaggio al luogo che ospita questo evento”, spiega Giulio Cappellini, ambasciatore del design italiano in tutto il mondo, mentre passeggia fra le installazioni del suo Made in Italy: un progetto realizzato per riunire, in chiave commerciale, le migliori firme del Belpaese, con creazioni di ieri e di oggi. Agape, B&B Italia, Driade. E poi ancora Cassina, Cappellini, Flos, Poltrona Frau. Tutte insieme per “presentare i propri lavori al pubblico russo”.

Foto: Anisia Boroznova

Ed è proprio verso la Russia che negli ultimi anni si sta concentrando l’interesse dei produttori. “Il design in questo Paese sta facendo passi da gigante – dice Cappellini, minimizzando i disagi causati dai contrattempi che hanno preceduto l’inaugurazione -. D’altronde gli imprevisti fanno parte del gioco”, taglia corto, diplomatico. “Tornando alla Russia, credo che dopo un momento di adeguamento agli standard occidentali, questo Paese si stia riappropiando delle proprie origini. Sono convinto che in breve tempo nasceranno progetti molto interessanti”. Anche i gusti locali si stanno via via evolvendo. “Dalla vecchia e tanto amata pomposità di un tempo, si è arrivati a prediligere forme più sobrie, più eleganti”.

Da alcuni anni lo stesso Cappellini è infatti presente in Russia con due punti a Mosca e uno a San Pietroburgo. “Ora stiamo studiando una struttura commerciale in grado di intercettare le tendenze e i gusti di questo Paese, per poter allargare ancora di più la sinergia con la Russia. Occasioni come questa si rivelano quindi vetrine importanti – aggiunge –, anche se risulta difficile fare paragoni con la settimana del design di Milano: si tratta di uno showroom diverso, una realtà ben più evoluta e radicata. La nostra missione – conclude - resta comunque quella di avvicinare il pubblico all’alto design. Le nostre creazioni, essendo non solo belle ma anche funzionali, non possono restare confinate nei musei: devono entrare nelle case della gente, finire nei salotti e nelle cucine di tutti i giorni… magari anche vicino a qualche mobile Ikea, perché no”.

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