Maksim Gorky tra pubblico e privato

Foto: Marcella Miccolupi

Foto: Marcella Miccolupi

In mostra a Napoli gli scatti inediti dello scrittore russo negli anni passati a Sorrento. Molte le immagini curiose che lo ritraggono insieme alla famiglia

Foto: Marcella Miccolupi

Il mare, il clima mite, la buona cucina, il calore degli abitanti. Ad Aleksei Maksimovic Peskov, conosciuto in tutto il mondo con lo pseudonimo di Maksim Gorky, in lingua russa “amaro”, la vita in Italia doveva apparire tutt’altro che amara. È l’impressione che si ha osservando le fotografie inedite esposte all’associazione “Massimo Gorki” di Napoli, visibili fino al 15 ottobre 2011, che ritraggono lo scrittore russo e la sua famiglia durante la permanenza in Campania, tra Capri e Sorrento.

 

Trentuno scatti inediti in bianco e nero, da aggiungere a quelli già in possesso dall’associazione napoletana, che raccontano il lungo soggiorno italiano di Gorky, diviso tra le gioie della famiglia e gli impegni da intellettuale.

 

Quelli capresi, dal 1906 al 1913, sono gli anni dell’esilio zarista: allontanato per le sue idee socialiste, lo scrittore originario di Nizhny Novgorod, città della Russia centrale, si stabilisce sull’isola azzurra con la sua compagna, facendo di Capri un luogo di rifugio per gli intellettuali rivoluzionari in fuga dal dispotismo degli zar. Qui pubblica alcune tra le sue opere più conosciute.

 

E in Italia ritorna nel 1921, stavolta da uomo libero, in cerca di un clima più favorevole alla sua salute malferma. Sceglie Sorrento. A Villa “Il Sorito” rimarrà fino al 1927 con la moglie, il figlio e le nipoti, ospitando spesso esponenti dell’intellighenzia sovietica. Il piccolo centro della costiera sorrentina diventa, suo malgrado, un crocevia di incontri. Esuli, rifugiati, viaggiatori: Gorky è un punto di riferimento per i suoi connazionali che non perdono occasione di fargli visita.

 

Le fotografie esposte nei locali dell’associazione – una piccola enclave russa nel cuore antico di Napoli, con cinquemila volumi in lingua slava e numerose iniziative promosse ogni anno per favorire l’integrazione tra  i due popoli – sono il dono che il Museo Gorky di Mosca ha voluto fare al suo omologo partenopeo, con i complimenti di Aleksandr Avdeev, ministro della Cultura della Federazione Russa, e di Irina Markina, direttrice della casa-museo in cui lo scrittore visse dal 1931 fino alla sua morte, cinque anni dopo.

 

Ecco quindi una foto dello scrittore serio e pensieroso, che fuma la pipa. In un’altra osserva rapito il panorama dalla terrazza della sua splendida villa o, ancora, scrive alla luce di una lampada. 

 

Ma gli scatti più belli sono quelli del Gorky “privato”, ritratto in riva al mare con il figlio e il cane, secondo la curiosa moda dell’epoca: costume intero e cuffia. Oppure in poltrona: come un nonno affettuoso ha in braccio le due amatissime nipotine, Daria e Marfa. Le due donne, ormai anziane, sono state spesso le ospiti d’onore degli eventi organizzati dall’associazione.

 

Tra le istantanee, anche alcune curiose: Gorky impegnato a ripulire una scultura di Dante e, ancora, in posa per il proprio busto – piglio serio e sguardo fiero – realizzato dallo scultore Konenkov. Ma le fotografie testimoniano anche lo splendore della Sorrento di inizio secolo: molto suggestivi gli scatti in cui lo scrittore immortalò il panorama della Costiera, le strade della cittadina, il porticciolo. Testimonianza di un periodo d’oro, in cui l’Italia e la Campania costituivano una tappa obbligata per tutti gli intellettuali stranieri.

 

Dopo Napoli, la mostra fotografica dedicata al grande scrittore russo si sposterà proprio a Sorrento, dove Maksim Gorky si sentiva come a casa propria­.

 

Tutte le informazioni su: www.associazionegorki.it

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