Bufera Kudrin

Foto: Foto: Reuters

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Le dimissioni del ministro delle Finanze russe, in rotta con il Presidente Medvedev, hanno sollevato un polverone mediatico globale


Il Presidente russo Dmitri Medvedev  ha firmato il decreto sulle dimissioni del ministro delle Finanze Aleksej Kudrin. Questa notizia è diventata una bomba mediatica: dimissioni così clamorose nella politica russa mancavano da tempo.

 

Kudrin ha dichiarato che non intende lavorare in un nuovo governo di cui Dmitri Medvedev può diventare il capo, dopo le elezioni presidenziali del 2012. All’inizio di una seduta della Commissione per la Modernizzazione, organizzata nella città di Dimitrovgrad, sul Volga, il capo dello Stato ha posto il problema della disciplina in seno al governo. Aleksej Kudrin, presente all’incontro, ha risposto di non voler lavorare in un nuovo governo e in ragione di ciò Dmitri Medvedev gli ha proposto di chiedere le dimissioni. “Il governo, - ha ricordato Medvedev, - segue la linea determinata dal Presidente perciò il ministro delle Finanze in disaccordo con questa linea  ha un’unica via d’uscita, quella di chiedere le dimissioni”.

Kudrin ha confermato di avere delle divergenze con il Presidente  ma ha precisato che prima di presentare la richiesta di dimissioni  vuole parlare con il primo ministro Vladimir Putin. A questo punto Dmitri Medvedev ha ricordato che da Presidente ha la prerogativa di prendere una decisione al riguardo. Le elezioni presidenziali in Russia si svolgeranno a marzo 2012 e il nuovo Presidente si insedierà all’inizio di maggio 2012.

 

All’ultimo congresso del partito Russia Unita era stato annunciato che Vladimir Putin si candiderà per tornare alla presidenza della Russia, mentre Dmitri Medvedev si metterà in testa alla lista elettorale del partito e si trasferirà a lavorare nel governo. Nel frattempo Kudrin partecipava a Washington alla riunione del Fondo monetario internazionale. E da lì ha fatto sapere la sua.

 

Allora Medvedev ha definito indecente ed ingiustificata la dichiarazione di Kudrin di non volere lavorare nel nuovo governo. Per il Presidente, “il nuovo governo per il momento non c’è” e l’attuale è subordinato a lui.

 

Nel corso della visita a Washington Kudrin aveva detto anche di avere delle divergenze sul problema dell’aumento delle spese militari, che verso il 2014 dovranno superare le spese per l’istruzione pubblica, e sulla riforma pensionistica. Non solo, Kudrin si era detto disponibile a sollecitare l’aumento delle imposte per compensare le perdite dall’eventuale abbassamento dei prezzi del petrolio.

 

A detta di Dmitri Medvedev, Aleksej Kudrin poteva svelare in precedenza la sua posizione politica ed assumere la guida del partito Giusta Causa. La proposta in tal senso era stata fatta al ministro delle Finanze nella primavera 2011 ma egli aveva rifiutato per di continuare a lavorare nel governo.

Fonte: La Voce della Russia

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