Il basket russo di ieri e di oggi

Foto: AP

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A tu per tu con il lituano Modestas Paulauskas, ex cestista ed ex allenatore della nazionale sovietica, oro a Monaco 1972, in occasione del bronzo della Russia agli Europei giocati in Lituana

L'Eurobasket 2011, in Lituania dal 30 agosto 2011 al 18 settembre 2011, si è concluso con la vittoria della Spagna sulla Francia. La nazionale russa invece è tornata a casa con la medaglia di bronzo. L'esperto di gazeta.ru, il lituano Modestas Paulauskas, capitano della nazionale olimpica dell'URSS che conquistò l'oro ai Giochi di Monaco nel 1972, commenta i risultati del campionato europeo, paragonando il basket di oggi a quello di ieri.

Modestas Paulauskas


Nato il 19 marzo 1945 a Kretinga
Maestro onorario dello sport dell'Urss
Gioca nello Žalgiris Kaunas dal 1963 al 1976
Campione olimpico nel 1972
Medaglia di bronzo alle Olimpiadi del 1968
Campione del Mondo nel 1968 e nel 1974
Medaglia di bronzo ai Campionati del Mondo del 1970
Quattro volte campione d'Europa (1965, 1967, 1969, 1971)
Medaglia di bronzo all'Eurobasket 1973
Dal 1969 al 1974 è capitano della squadra dell'Urss
Allenatore della squadra giovanile dell'Urss e dello Žalgiris Kaunas
Oggi è allenatore presso la scuola sportiva della città di Šakiai (Lituania) e due volte alla settimana allena gli studenti di Krasnoznamensk (Kaliningrad)


“Ho debuttato nel campionato europeo a Mosca nel 1965 – racconta Modestas Paulauskas -. Da allora ho partecipato all'Eurobasket sia come giocatore che come attento osservatore. Bisogna riconoscere che la pallacanestro sta facendo progressi. Ultimamente va di moda dire che questo sport adesso è diventato più veloce. Ma questo è vero soltanto a un primo sguardo. A seconda della situazione che si crea durante ogni torneo, o a seconda dell'avversario alcune squadre hanno giocato più veloci e altre invece più lente”.


“Nel basket di oggi  - aggiunge - al primo posto viene l'atletismo. Se si fa un confronto anche solo visivo tra i giocatori delle nuove generazioni e quelli dei miei tempi, bisogna per forza riconoscere che i ragazzi di oggi ci superano di un bel po'. Dal punto di vista della tattica di gioco, l'ultimo Eurobasket non ci ha fatto vedere niente di nuovo. Nel 1982, come allenatore della squadra dell'Urss ho portato al torneo giovanile una squadra nella quale debuttava allora Arvidas Sabonis. Con lui utilizzammo una tattica a due, elementare di per sé, ma l'allenatore della Gran Bretagna affermò che era stata come una parola nuova per la pallacanestro. Qualcuno dei miei assistenti però corresse questa”.


E anche all'Eurobasket 2011 molte squadre hanno portato in campo queste cose vecchie da tutti ormai dimenticate. “D'altra parte – continua - bisogna dire che l'abilità individuale dei singoli giocatori è notevolmente cresciuta. I possessi e le marcature adesso vengono eseguiti ad alta velocità. Si è iniziato a prestare grande attenzione ai piccoli dettagli che possono decidere l'andamento della partita. Anche gli stessi fratelli Gasol o Dirk Nowitzki, a prima vista sembra che non abbiano fatto niente di speciale, se non spingersi a vicenda con i marcatori sotto canestro. Ma al momento opportuno grazie a una finta elegante aggiravano gli avversari e riuscivano a piazzare palloni decisivi. E' naturale che le nuove generazioni debbano giocare meglio di quelle precedenti”.

“ Mi sono sentito molto vicino alla squadra russa – confessa -. In Lituania dicono addirittura che sono più russo che lituano. Mi è piaciuta molto la pallacanestro che ha portato all'Eurobasket la squadra di David Blatt. Soprattutto in difesa. Quello che non ha permesso al team russo di arrivare più in alto del terzo gradino sul podio del campionato, secondo me è stato un errore di calcolo della forma ottimale. Come diceva a suo tempo l'allenatore della squadra sovietica Aleksandr Gomelskij: “Non si può arrivare all'inizio del campionato al massimo della forma”. D'altra parte, noi allora potevamo permettercelo. La squadra dell'Urss arrivava fino alla semifinale giocando sottotono, senza far vedere nelle partite preliminari neanche la minima parte di ciò di cui era capace. Adesso non si fa più così”.

“In effetti – conclude - in questo campionato tutte le squadre hanno subito almeno una sconfitta. Gli spagnoli hanno perso contro i turchi, i francesi hanno perso due volte contro gli spagnoli. I vincitori della medaglia d'argento si sono distinti rispetto alle altre squadre per la loro preparazione fisica. Bisogna dire che i giocatori di colore sono a priori più portati per la pallacanestro. Nella squadra russa si è distinto particolarmente Andrej Kirilenko. E' un giocatore di tutto un altro livello rispetto ai suoi compagni di squadra. Molti hanno criticato Timofej Mozgov, ma a me sembra che i suoi progressi siano evidenti. Il tempo trascorso nell'Nba gli ha fatto bene. L'anello debole della squadra russa mi sembrano piuttosto i difensori. Comunque la medaglia di bronzo rappresenta senz'altro un successo per la squadra russa”.


L'articolo è pubblicato in versione ridotta . L'originale in lingua russa è consultabile al link: http://www.gazeta.ru/sport/2011/09/a_3773061.shtml

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