Ok, il prezzo è giusto?

Foto: Itar-Tass

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A vent’anni dalla dissoluzione dell’Urss il costo della vita nelle repubbliche ex sovietiche varia notevolmente, dal latte alla casa, dal pane alla benzina

Per un litro di latte a Minsk si paga mezzo dollaro, a Tbilisi 2,10 dollari. Un appartamento a Mosca costa 4900 dollari al metro quadro, a Chisinau ce la si cava con 850. Prezzi medi, s’intende, visto che dalle bevande alle case la qualità varia. Ma andiamo avanti: un litro di benzina a Kiev 1,2 dollari, ad Ashgabat 20 centesimi. Roba che se non fosse quasi dall’altra parte del mondo verrebbe proprio la voglia di andare a fare il pieno in Turkmenistan. E ancora: per un kg di pane a Dushanbe si sborsano 20 centesimi, 1,4 dollari a Vilnius.

Sì, stiamo dando i numeri. Quelli che ha dato in questi giorni un giornale ucraino mettendo a confronto i prezzi nelle 15 ex repubbliche sovietiche, facendo notare le differenze da Paese a Paese e segnalando anche i maggiori cambiamenti negli ultimi vent’anni, da quando cioè l’Unione Sovietica non esiste più. Gli Stati indipendenti hanno avuto differenti vicissitudini, politiche ed economiche.

Le tre repubbliche baltiche (Estonia, Lettonia e Lituania) sono entrate in tempi brevi nell’Unione Europea. Bielorussia, Ucraina e Moldavia sono ancora zone di confine, in equilibrio tra l’Europa e la Russia. Nel Caucaso la Georgia ha una vocazione occidentale più di Armenia e Azerbaijan, e in Asia centrale i cinque Stan (Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan, Turkmenistan e Uzbekistan) sono ancora nell’ancora densa nebbia postsovietica.

Le cifre in questione sono in fondo un gioco, fanno però un po’ capire chi sta meglio e chi sta peggio; chi, insomma, in questi quattro lustri ha saputo sfruttare meglio la libertà ritrovata. Almeno sulla carta. Se il salario medio nel 1991 a Tallinn era di 14 dollari, oggi è arrivato a 788. La pensione di allora, 5,6 dollari, è salita a 305. In Estonia le cose non vanno affatto male. Se si va sul sociale si vede anche che la vita media degli uomini è cresciuta da 64 a 70 anni, quelle della donne da 75 a 80. Passi in avanti importanti.

Se invece si guarda al Tagikistan, si vede che a Dushanbe i progressi non sono stati così significativi: lo stipendio medio è di 83 dollari (erano 15,8) e la pensione è di 20 (era di 1,8). La vita è cresciuta da 68 a 69 anni per gli uomini, da 72 a 75 per le donne. In generale si può dire che essere entrati in Europa è stato un enorme vantaggio per le piccole repubbliche baltiche che hanno potuto stabilizzarsi e accrescere gli standard rispetto alle ex sorelle asiatiche e caucasiche che ancora cercano una via per il proprio futuro.

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