Un simbolo a forma di orso

Fumetto: Niyaz Karim

Fumetto: Niyaz Karim

Testimonial di tanti eventi, anche sportivi, a partire da Mosca 1980, l’animale è da sempre identificato con la Russia. Il perché, tra storia e leggenda

Le prime apparizioni dell’orso come simbolo della Russia risalgono al XVII secolo, in concomitanza con l’espansione della Moscovia guidata dai Romanov.  L’espansione sarebbe arrivata fino al Pacifico e all’Amu Darya. In alcune delle terre occupate vi erano molti plantigradi (negli Urali, in Siberia, ecc.), tuttavia non fu per questo motivo che la Russia si identificò con “un orso”. E nemmeno per il fatto che la corte zarista o il popolo stesso provassero una sorta di empatia nei confronti dell’animale “come riflesso dell’anima schiava”, ma perché in Gran Bretagna iniziarono a fare della satira sulla fame imperiale di San Pietroburgo, presentando il Paese come un orso.

Ovviamente anche gli inglesi avevano grandi ambizioni, ma si proponevano come un leone, animale più civilizzato dell’orso, il quale non è altro che un barbaro scansafatiche, che dorme per lunghi periodi e poi si risveglia in maniera inaspettata e selvaggia.

Durante l’impero zarista, l’utilizzo di orsi “addomesticati” era frequente in occasione delle feste e persino nei ristoranti, dove a volte venivano costretti a bere alcol. Nonostante non sia una tradizione particolarmente diffusa, ancora oggi è possibile trovarne in alcuni locali dell’ex impero sovietico. Per questo, il ministro dell’Ambiente ucraino, Mykola Zlochevsky, ha recentemente proibito nel suo Paese l’uso dell’orso a fini ludici. Allo stesso tempo, ha creato una riserva in cui piazzare gli 80 orsi liberati.


E come dimenticare poi l’orsetto Mishka dei Giochi Olimpici di Mosca del 1980? In quella occasione, l’illustratore Victor Chizhikov aveva l’incarico di mostrare il lato gentile dell’orso sovietico, ma ottenne un risultato ancora migliore: diede vita alla prima mascotte sportiva. Durante quei Giochi, anche l’orsa Katya si mostrò davanti alle telecamere di tutto il mondo. Grazie al suo eccellente debutto, l’orsa fece carriera all’interno del circo Bolshoi di Leningrado, sulla Fontanka, e cercò di garantirsi una buona pensione recitando anche per il cinema.

Ironia del destino, e paradosso dei tempi, l’orso è anche una delle principali vittime dei gravi incendi dello scorso anno. Non vi è dubbio che continui ad essere molto presente in Russia e molto amato. L’agenzia Mildberry Sports Lab ha appena presentato l’emblema russo per i Giochi Olimpici Invernali di Sochi: un orso (oltre al leopardo delle nevi e alla lepre).

Al suo debutto in società, proprio sull’orso, il Presidente Dmitri Medvedev affermò che “è molto importante, in quanto si tratta di un tema che unifica e che è compreso dalla maggior parte della popolazione”. Gli autori del progetto, da parte loro, hanno spiegato che “non è altro che l’antico orso russo con un nuovo significato”. “Abbiamo ritenuto – hanno aggiunto -  che fosse meglio non inventare nuovi personaggi, ma lavorare con quelli già esistenti, caricandoli di un nuovo significato”. 

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