Elicotteri russi in Europa

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Al Salone Aerospaziale di Mosca affari per 10 miliardi di dollari. Protagonista della fiera il nuovo caccia russo T-50, mentre i velivoli della Vertolety Rossii conquistano Spagna e Portogallo

Il Salone Aerospaziale di Mosca Maks non poteva non stupire. Il caccia di quinta generazione T-50, destinato a competere con l’F-22 Raptor americano, ha rappresentato l’unica novità della kermesse, effettuando il primo volo in pubblico. Nei primi giorni un prototipo della fiera ha volato davanti agli occhi degli spettatori, professionisti entusiasti. Ma l’ultimo giorno dell’esposizione, il T-50 ha riscontrato un problema al motore al momento del decollo ed è dovuto ricorrere a una frenata in extremis sulla pista. Il velivolo è destinato alle forze d’aria russe ma anche a quelle indiane, a partire dal 2015.

Ma in fiera affari a gonfie vele. Sono stati firmati contratti per più di 10 miliardi di dollari (un record a livello locale), ma diversi altri contratti, che dovrebbero essere siglati tra l’armata russa e la holding di Stato russa Oak (che raggruppa tutte le imprese di costruzione del Paese), suscitano grande attesa e sono stati rimandati a data da destinarsi per un mancato accordo sui prezzi. Gli ordini di aerei militari sono stati piuttosto deludenti, ma la Oak ha cercato di rimediare promettendo che entro il 2015 la Russia occuperà almeno un quarto del mercato globale di aerei cargo.

La situazione è migliore per quanto riguarda il trasporto civile. Un velivolo, l’Ms-21, totalizza da solo i due terzi dei contratti (per un valore di 6 miliardi di dollari). E’ la risposta russa a l’Airbus A 320; 78 esemplari sono stati recentemente ordinati da società di leasing dipendenti dallo Stato e ha la particolarità di esistere solo sulla carta. Il suo primo volo di prova è previsto per il 2014 e la produzione in serie dovrebbe partire nel 2016. L’Ms-21 trasporterà tra i 150 e i 200 passeggeri e gli acquirenti potranno scegliere tra due sistemi di motorizzazione, uno russo con reattore PD-14 prodotto a Perm, l’altro di produzione americana Pratt & Whitney. La cabina dell’aereo è stata progettata dal gruppo francese Zodiac Aerospace.

Deludente, invece, il numero di ordini relativi all’aereo regionale russo SuperJet 100, di cui due esemplari sono già utilizzati a scopi commerciali, che si limita a 22 ordini fissati (12 per una compagnia indonesiana e 10 per la compagnia russa Gazpromavia), portando così il totale a 192 esemplari ordinati. Il SuperJet 100 è il primo aereo civile russo progettato in epoca post-sovietica ed è elaborato con le più avanzate tecnologie occidentali. Tuttavia, per il momento nessuna compagnia europea si è lasciata conquistare da questo velivolo con meno di 100 posti, che risente della concorrenza della società brasiliana Embraer e della canadese Bombardier. Le compagnie aeree sono reticenti all’acquisto di un velivolo che presenta problemi di utilizzo e un ritmo di produzione ancora molto lento (un esemplare al mese). Problema legato, per farla breve, al basso investimento nell’azienda partner PowerJet (Snecma e Npo Saturn), che produce i motori del SuperJet 100. La certificazione europea Easa, attesa entro la fine del 2011, e la risoluzione dei problemi di utilizzo dovrebbero aiutare il velivolo a trovare spazio nel mercato europeo.  

In occasione del salone gli esperti non hanno esitato a osservare che l’industria aeronautica russa, finanziata in gran parte coi "petrodollari" del Cremlino, non convince fino in fondo l’armata russa, che pure non può per principio acquistare aerei stranieri, a comprare i suoi esemplari. E ancor più esitanti sono le compagnie aeree russe, anche se subiscono a loro volta pressioni dal Cremlino.

Un’azienda di costruzione però si è distinta dalla massa: è la Vertolety Rossii (Elicotteri della Russia), che nel corso del salone ha concluso contratti per 79 velivoli civili (Mi-8Amt e Mi-171) e per 450 esemplari destinati alle forze armate. Il dirigente dell’azienda, Dmitri Petrov, esprime la sua soddisfazione per il fatto che la portaelicotteri Mistral sarà probabilmente equipaggiata con Ka-28 (anti-sottomarini) e con Ka-52K Alligator (elicotteri d’attacco) prodotti dalla sua società. Inoltre, Petrov ha confidato a Russia Oggi che due velivoli prodotti dalla Vertolety Rossii hanno buone possibilità di essere commercializzati sul mercato europeo. “La Spagna e il Portogallo hanno già acquistato più di una ventina di esemplari del nostro Ka 32A11Bc antincendio. Tale elicottero è fornito di cannoni ad acqua orizzontali assolutamente unici al mondo, che consentono, ad esempio, di estinguere incendi sui grattacieli”.

Il costruttore vuole piazzare sul mercato anche il suo elicottero da trasporto pesante Mi-26, in grado di trasportare 20 tonnellate, che potrebbe essere sfruttato nelle operazioni della Nato. Una fonte interna alla società informa che la domanda totale di Mi-26 potrebbe raggiungere i 500 esemplari, di cui 300 destinati alla sola Europa. Per quanto riguarda i velivoli militari, India e Cina restano i maggiori clienti del gruppo. Un ulteriore segmento entusiasma Petrov: “Lo sfruttamento degli idrocarburi in offshore, in cui gli elicotteri hanno un ruolo fondamentale, offre buone prospettive per la nostra attività. Penso anche alla recente apertura della via marittima artica. I nostri mezzi sono gli unici al mondo a funzionare in condizioni meteorologiche estreme, da +50° a -50°. Quindi la nostra posizione in questo mercato è molto buona”.  

I produttori di aerei, e tra loro molti si adagiano sull’immancabile supporto dello Stato, dovrebbero prendere esempio dai loro colleghi della Vertolety Rossii per vedere finalmente decollare le vendite.

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