Il punk-zigano dei Gogol Bordello

A tu per tu con Eugene Hütz, l’ucraino fondatore del gruppo americano conosciuto in tutto il mondo per i suoi ritmi folk

Composto da musicisti ucraini, russi e israeliani, Gogol Bordelloè un gruppo americano fondato a  New York nel 1999 dall'emigrato ucraino Eugene Hütz, noto per le sue performance teatrali durante i concerti. Nel corso del loro primo grosso live, i membri del gruppo lanciarono banane al pubblico dal palco, oltre a danzare sui tavoli o ingaggiare una vera rissa. La musica di Gogol Bordello, è un incredibile mix di ritmi gitani, punk e folk rock, con elementi tipici del cabaret.

Con il fondatore della band Eugene Hütz, dopo la performance di Ekaterinburg e in vista della data di Mosca, si discute di rap brasiliano, pubblico russo e musicisti di Beirut.

Quando Perm si è dichiarata capitale della cultura, la notizia ha provocato, ovviamente, più di un sorriso scettico. Cosa pensa dei concerti in provincia?

Onestamente sono rimasto molto sorpreso dell'accoglienza ricevuta qui a Ekaterinburg, specialmente del numero di persone che già ci conosceva. Venendo qui mi preparavo a dover rompere il ghiaccio, cosa che faccio con gran divertimento in molte città, ma in realtà non c'è stato alcun bisogno di farlo.

C'è differenza tra  Mosca e altre città russe a livello di pubblico?

È normale che la percezione cambi a seconda dei diversi spettatori. I giovani sono un pubblico entusiasta e ciò fa una grande differenza. Nelle province, l'entusiasmo  è assolutamente innocente e  puro. Una volta, dopo un concerto, mi sono improvvisato in un dj set: ho semplicemente bombardato il pubblico con rap brasiliano, un rap genuino, direttamente dalle favelas. È uno stile molto particolare: ci vuole un po' per assorbirlo. L'ho fatto sentire al pubblico con un po' di dubstep davvero duro. E, diciamo, ho sparato questo mix esplosivo, questo casino (ride), su di loro. Sono rimasto molto colpito di come la gente ci abbia accolto. Non so come andrà a Mosca, in ogni caso il pubblico di Ekaterinburg si è dimostrato estremamente ricettivo.

La cosa più importante è catturare pubblico?

Ma lo si può fare in tanti modi, a prescindere dallo stile. In generale, non amo approcci concettuali. Non capisco fino in fondo cosa significhi. Se si cercano artisti, si deve ricercare risonanza e non concetti. La gente ha la stessa nostra lunghezza d’onda. Tutti i nostri show assieme a Manu Chao sono un ottimo esempio. Hanno sempre successo, perché l’energia è simile. Sì, Manu è l’artista latino numero uno di tutti i tempi e porta un’energia che trascende. Insomma, lui trascende l’energia. Al di là di generi e nazionalità. È questo ciò che andrebbe sempre ricercato.

Ciò ha condotto al fatto che c’è un grande buco ethno nello spazio musicale russo, ma non in Ucraina?

L’Ethno-rock è un genere ben stabilito nel mondo. Mano Negro, System of a Down fanno sostanzialmente ethno-rock, con tutte le differenze. E per come la vedo io, l’ethno- rock può solo provenire dalle periferie. Per gli standard sovietici, l’Ucraina era periferia.

E gli Urali e la Siberia? Anche questa è periferia…

Beh, (sorride sotto i baffi) in Russia, il folklore è meno conosciuto. Non riesco ancora a capire perché: ma è un fatto. Pochi ricordano qualcosa oltre “oh, the evening/ evening, I got little sleep…”. In Ucraina, il folklore è molto più vivo. Quando i veterani vengono a cantare a Hydropark, si può assistere allo spettacolo più autentico di tutta l’Ucraina. Anche i punk vengono. In Ucraina e in Bielorussia, ci sono molti progetti di avanguardia. Il genere appartiene alla gente delle periferie. Anche System of a Down provengono da un quartiere armeno. Non un noto quartiere armeno di Parigi, ma della disordinata periferia di Beirut. Una diaspora, pura e semplice. Al di là di limiti e vincoli. Provate a cantare una canzone americana in questo quartiere e vi ritroverete con un occhio nero.

Avete piani per le province russe?

Ci piacerebbe suonare in ogni angolo remoto. Non solo Perm ma Irkutsk, Khabarovsk, Komsomolsk-on-Amur. Siamo davvero curiosi di andare a vedere cosa succede in questi luoghi.

Per vedere quanta gente verrà e a quanti piacerà la vostra musica?

No (ride). Quanta gente verrà e quanti verranno al party dopo il concerto. E come reagiranno al baile funk brasiliano. Perché quanto ho visto negli Urali è stato per me davvero impressionante. Nessuno della band ha dormito. Dico sul serio, la cosa più interessante è come queste regioni improvvisamente si risvegliano a sentire la nostra musica. Si capisce che si immergono nel nostro sound. Non si tratta più di qualcosa di stagnante. Per me è un cambiamento improvviso e ne sono francamente colpito.

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