Un futuro da star

Alle spalle dei campioni già noti, la Russia può contare su una generazione di giovani talenti che promette di arrivare al top in tante discipline nel giro di pochi anni

Talenti oggi, fenomeni domani. Dzagoev, Kozlov, Ananidze, Klishina e Pavlyuchenkova. Cinque nomi per una prova. La Russia, come da tradizione, continua a sfornare campioni in ogni disciplina. A partire dal calciatore Alan Dzagoev, 21 anni, fantasista del Cska Mosca. Un genio dei calci di punizione, a metà tra Arshavin e Zavarov, tecnica abbinata a forza fisica, il new deal del calcio mondiale. Originario della profonda Ossezia, Dzagoev lasciava Dimitrovgrad a 17 anni, nel gennaio 2007, per 400 mila euro. Ora vale almeno 20 milioni. Miglior calciatore russo nel 2008, esordisce in tempi record in Nazionale (solo il portiere Akinfeev è stato più precoce) mostrando il destro di velluto in Europa due stagioni fa in Champions League. Gol e assist nel pareggio del Cska all’Old Trafford contro il Manchester United. Dalla notte inglese gli occhi di Alex Ferguson luccicano per lui, indicato dai media britannici tra i possibili successori di Paul Scholes sulla mediana Red Devil. Il sogno di Dzagoev è però giocare al fianco del suo mito, Frank Lampard del Chelsea. La continuità è l’ultimo step che divide il russo dai top player.

Altra variabile impazzita del campionato russo è Aleksandr Kozlov, classe 1993, attaccante dello Spartak. Un potenziale crack nel panorama dell’Est. Nelle selezioni giovanili della Nazionale ha messo assieme 22 reti in 24 partite. A 17 anni il battesimo in Champions League contro il Chelsea. Pochi mesi prima quello in campionato contro il Nalchik. Kozlov subentrava al georgiano di formazione russo-ucraina Jano Ananidze, 18 anni, 170 centimetri, nella lista dei migliori under 20 al mondo scelti dalla Fifa. Soprattutto, oggetto di una contesa mediatica tra Mosca e Tbilisi. Entrambe gli offrivano la maglia delle rispettive selezioni. Il ragazzo ha voluto privilegiare le sue origini, in precedenza la stampa georgiana scriveva di soldi offerti dai cugini per portare il ragazzo a cantare l’inno russo. Ad appena dieci anni Ananidze era aggregato allo Junior Team della Dinamo Tbilisi, una delle più forti squadre locali ai tempi dell’Unione Sovietica. La Dinamo Kiev lo portava in Ucraina nel 2005. Il tour tra Paesi ex sovietici si concludeva allo Spartak. L’Arsenal di Wenger lo cerca. E il club della capitale non considera offerte sino a quando Ananidze non compirà 20 anni.

Dall’erba alla pista, la Russia sportiva del domani punta su Darya Klishina, ventenne campionessa mondiale junior di salto in lungo. Una delle probabili contendenti alla medaglia d’oro alle Olimpiadi di Londra nel 2012. Fisico da pin up e un viso angelico che strappa importanti contratti pubblicitari, la Klishina affrontava l’anno passato una crisi da successo immediato superata con il titolo europeo indoor vinto quest’anno a Parigi. Normale amministrazione per un’atleta che da bambina passava le notti in dormitorio. Nel tennis femminile che piazza 15 russe tra le prime cento nella classifica Wta c’è la moscovita Anastasia Pavlyuchenkova, quindicesima al mondo, quarti di finale al Roland Garros e vittoria a Brisbane. Una ventenne predestinata. Madre ex nazionale di basket e nuotatrice, padre ex canoista a livello olimpico. Il suo sogno è il giornalismo. C’è da vincere Parigi prima di dedicarsi alla nuova carriera.

(FOTO: AFP/EASTNEWS, PHOTOXPRESS, AP/FOTOLINK, IMAGO/LEGIONMEDIA)

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