I perché di un naufragio

Foto: Kommersant Photo

Foto: Kommersant Photo

L’analisi della tragedia del Bulgaria. La vita di centinaia di passeggeri inghiottiti nel Volga è stata spezzata dalla violazione alle norme di sicurezza e dalla corruzione

Perché il Bulgaria è affondato? Molto probabilmente la tragedia del 10 luglio 2011 sul Volga, che ha strappato la vita a 129 passeggeri, è accaduta per la violazione delle norme di sicurezza e per la corruzione. “Spiegare la situazione del Bulgaria? Nel commercio c’è uno scopo soltanto: fare soldi. La sicurezza invece è un puro costo che danneggia il commercio”, afferma il direttore di un dipartimento d’agenzia del porto di San Pietroburgo che ha chiesto di rimanere anonimo. 

 

In Russia tre organi sono deputati alla sicurezza del trasporto navale: i registri fluviale e marittimo e anche il controllo portuale. “Quindi, il funzionario che ha riconosciuto il Bulgaria idoneo all’utilizzo si è lasciato sfuggire qualcosa o gli hanno chiuso in qualche modo gli occhi. La Russia è il Paese della corruzione vincente”, si lamenta il dirigente. “Per i commercianti è più semplice dare una bustarella che mettere a posto una nave”.

 

Ferraglia arrugginita

 

Secondo l’anonimo funzionario il 90% delle barche fluviali russe si trova nella medesima disastrosa condizione del Bulgaria: “I proprietari ricavano il massimo dei guadagni da quello che hanno ottenuto in eredità, praticamente a titolo gratuito, dai tempi sovietici. Quello che viaggia per i fiumi qui è semplicemente un sacco di ferraglia arrugginita”.

 

Il rapporto delle compagnie di navigazione russe con la sicurezza è scandaloso. Un altro interlocutore anonimo riporta un esempio: “Una volta è arrivata un’imbarcazione nel porto di San Pietroburgo. L’equipaggio era misto – russi e tedeschi –, il capitano era tedesco. Scoprirono che si era rotta una vera sciocchezza secondo i nostri parametri, il sistema di osservazione a video nella sala macchine. Ma il capitano si rifiutò di tornare in navigazione finché il guasto non fu eliminato. Voi pensate che il capitano del Bulgaria non sapesse in che condizioni si trovava l’imbarcazione? Lo sapeva perfettamente, ma nel timore di un licenziamento non poteva dire una parola contro chi gestiva questo business ed è partito per la crociera su una nave che non rispondeva ad alcun requisito di sicurezza. Perché licenziare un capitano da noi è più semplice che bere un bicchier d’acqua”.

 

Un altro esempio: navigazione per la Neva. “Sul ponte di ogni nave c’è una “linea di galleggiamento” che mostra il massimo cedimento tollerabile della barca. Il 100% delle navi, e fra di esse ci sono anche le petroliere, scorrono per la Neva con una linea di galleggiamento completamente abbassata”, racconta un esperto. “Rragazzi, ma di quale sicurezza stiamo parlando? Una petroliera carica con una linea di galleggiamento abbassata sta attraversando San Pietroburgo”.

 

Dell’eclatante infrazione delle misure di sicurezza parla anche l’inchiesta che indaga la tragedia del Bulgaria. Come è stato annunciato dalla procura generale, il comando della sorveglianza statale marittima e fluviale di Volžskij ha ritenuto la compagnia locataria del Bulgaria idonea al trasporto di passeggeri senza aver verificato la compagnia e l’imbarcazione. Sulla nave non c’erano nemmeno certificazioni sanitarie, che sono indispensabili per il trasporto di passeggeri. L’ex–capitano del Bulgaria, Evgeni Minjaev, conferma: doveva sempre entrare in conflitto con gli affittuari per ricevere i pezzi di ricambio e lo stipendio per l’equipaggio. Per di più gli stessi locatori non possono prendere in affitto nuove imbarcazioni, perché in Russia di fatto non ne vengono costruite.

 

“Secondo gli attuali requisiti non è possibile costruire un’imbarcazione con il sistema di credito a un tasso annuale del 12%, se non del 20%; non si riuscirebbe mai a estinguere il debito. L’industria armatoriale è possibile soltanto nel caso in cui i tassi di credito non superino il 3-4%, come in tutti gli altri Paesi”, spiega il direttore commerciale della compagnia di navigazione MVK, Dmitri Maslakov.

 

“Il governo non stanzia soldi, mentre i privati non sono nella condizione di finanziare da soli la costruzione di una nuova imbarcazione; è un circolo vizioso”, incalza il collega Maksim Zamaleev, rappresentante della compagnia Sputnik–Germes. La sua compagnia utilizza la motonave Petr Alabin, modello proekt 785 al quale apparteneva il Bulgaria. Le imbarcazioni di questo tipo furono costruite in Cecoslovacchia nella metà del secolo scorso. Qualche giorno fa i procuratori hanno trattenuto la Petr Alabin a Kazan’ per un controllo, mandando a casa i turisti in autobus.

 

Dopo la perizia si è appurato che la Petr Alabin aveva iniziato la navigazione senza autorizzazioni. È stato riferito che l’equipaggio della nave aveva utilizzato un permesso scritto dell’ispettorato navale valido per un unico trasferimento. Ancora prima era stato rivelato che la nave possedeva una certificazione falsa, nella quale si indicava che la motonave era stata costruita nel 1995, mentre la data esatta risaliva al 1955. “Attualmente in Russia questo deterioramento riguarda il 60% della flotta fluviale e ciò che è accaduto al Bulgaria ne è, purtroppo, una logica conseguenza”, afferma Michail Kobranov della rivista Rečnoj transport (Trasporto fluviale). “Sarebbe potuto accadere prima o sarebbe potuto avvenire dopo. Ma doveva succedere”.

Tutti i diritti riservati da Rossiyskaya Gazeta