Sochi 2014, la fiaccola va in orbita

Foto: AFP/East News

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L’idea del presidente del comitato olimpico russo di mandare tra le stelle il fuoco di Olimpia riaccende la corsa ai primati spaziali con gli Usa, mentre sulla Terra…

Con i preparativi per le Olimpiadi invernali di Sochi 2014 si riapre la corsa al primato nello spazio tra Russia e Stati Uniti. Il vice primo ministro e presidente del comitato organizzatore russo Alexander Zhukov ha annunciato durante l’assemblea generale del Cio l’intenzione di portare la fiaccola olimpica oltre i confini della Terra. Un progetto ambizioso che fa il paio con l’idea statunitense di spedire una navicella su Marte alla metà degli anni 2030. La Russia pare godere attualmente di una posizione di vantaggio: la navicella Sojuz sarà l’unico mezzo per trasportare gli astronauti nello spazio.

Russia di nuovo primatista nello spazio, cinquant’anni dopo lo sbarco di Yuri Gagarin a bordo della navicella Vostok. Stavolta il suo erede sarà la fiaccola delle Olimpiadi invernali di Sochi 2014. Il governo russo con i Giochi sul Mar Nero usa i fuochi d’artificio per mettere una pietra sulla disastrosa spedizione dell’anno scorso a Vancouver, appena quindici medaglie vinte con il Presidente Medvedev che otteneva subito le dimissioni dei vertici dello sport.

Così il vice primo ministro e presidente del comitato olimpico russo Alexander Zhukov ha annunciato durante l’ultima assemblea del Comitato Internazionale Olimpico (Cio) l’intenzione di far arrivare il sacro fuoco  fuori dai confini della Terra. "Il nostro Paese è stato il primo a spedire un uomo sullo spazio circa cinquanta anni fa – ha affermato -. Siamo orgogliosi di avere la possibilità di essere il primo Paese a inviare la torcia olimpica nello spazio".

La tappa spaziale è la più suggestiva di un cammino che attende la fiaccola, simbolo della pace e dell’amicizia tra i popoli, in giro per il mondo nei prossimi tre anni. Un programma record lungo 120 giorni e 28mila chilometri, attraverso 130 città. Con itinerari da Oriente a Occidente. A cominciare dalle più alte vette montuose russe, come il monte Ebrus. Attraversando i laghi più profondi (quello di Baikal). L’iniziativa del comitato organizzativo – intraprendente e impegnativa – ripropone la sfida a distanza con gli Stati Uniti per la supremazia oltre i cieli della Terra. In contemporanea il presidente a stelle e strisce Obama, davanti ai tecnici e agli ospiti di Cape Canaveral nelle ore successive all’ultimo lancio dello shuttle Atlantis, annunciava il progetto di spedire una navicella su Marte nella metà degli anni 2030.

Un rilancio che non varia gli attuali equilibri che sembrano assegnare alla Russia la golden share nello spazio. Con la fine dell’avventura dello Space shuttle, la navicella russa Sojuz sarà l’unico veicolo in grado di trasportare gli astronauti sulla Stazione spaziale internazionale (Iss). In attesa della corsa olimpica nello spazio, a Sochi procedono i preparativi sulla Terra. I primi siti sportivi, tra cui l’arena per il pattinaggio artistico e lo short-brack, saranno pronti per il 2012. L’anno successivo toccherà alla pista per la Formula-1 lunga 5,5 chilometri, sei palazzi sportivi, un centro medico, alberghi e il complesso d’intrattenimento “Sochi-Park”. Primati anche terrestri, dunque, per i russi.

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