Web, politica e lo sviluppo dell’opinione pubblica

Foto: archivio personale

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La Federazione insegue i progetti di crescita digitale a livello occidentale, mentre nel Paese esplode il fenomeno dell’informazione dal basso dei blogger

Come tutti i sistemi politici ed economici avanzati, anche la Russia pensa a un piano di sviluppo della società dell’informazione che sia quantomeno al passo con la crescita digitale dei moderni Paesi occidentali. Informatizzazione delle infrastrutture, politiche per lo sviluppo di servizi digitali, banda larga sono solo alcuni dei temi presenti nelle policy che caratterizzano l’innovazione digitale nella Federazione.

In effetti l’ultimo decennio russo si è distinto per una crescita esponenziale del digitale, con un raddoppio in pochi anni degli accessi alla Rete da parte dei cittadini. Questo scenario ha sviluppato una sfera pubblica mediatizzata particolarmente complessa sotto il profilo della circolazione della informazioni, creando una sorta di Giano Bifronte su temi delicati come controllo, gestione e pluralismo dell’informazione online.

Non è dunque difficile imbattersi in decreti che obbligano i fornitori d’accesso a Internet di concedere all’intelligence russa, l’Fsb, di controllare i loro siti e leggere le mail dei loro clienti. Come non è impossibile che la Microsoft divulghi il codice sorgente di Skype ai servizi federali di sicurezza russi. Fortunatamente tale minaccia è subito rientrata dopo la smentita ufficiale e la presa di distanza da parte del Cremlino. La sfera pubblica online ha caratteristiche peculiari: ad esempio, è capace di creare anticorpi, antidoti.

E in effetti in Russia l’informazione in Rete, quella dal basso, fatta di blog, quotidiani online indipendenti, forum e wiki è particolarmente attiva. Su tutti vale la pena citare la piattaforma di blogging LiveJournal , conosciuta in Russia come ZhZh , che negli ultimi anni si è attestata come uno dei motori della critica del sistema politico russo. L’effetto è stato la crescita di diversi attivisti e blogger. Personaggi come Anton Nosik, fondatore del motore di ricerca Rambler, oggi tra i più influenti opinionisti in rete. Oppure donne come Marina Litvinovich, ex responsabile del sito di Putin, oggi tra le più ascoltate blogger della Federazione.

La via russa verso il digitale assume dunque le caratteristiche di un fenomeno ambiguo ma con caratteristiche simili a quelle dei Paesi occidentali. Si passa da modelli di gestione e controllo dell’informazione atipica a nuovi spazi di libertà. Il tutto però all’ombra di una minacciosa cortina di ferro digitale che avrebbe come unico effetto quello di bloccare la base dello sviluppo dell’intero Paese.

L’autore si occupa di Sociologia dei processi politici all’Università Federico II di Napoli

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