L’arte povera russa impreziosisce Milano

Foto: Getty Images/Fotobank

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Dall’8 luglio all’11 settembre una rassegna con oltre cento opere realizzate in legno, ferro e carbone: un viaggio per scoprire la bellezza dei materiali grezzi

Una rara occasione per scoprire gli sviluppi dell’arte russa dell’ultimo ventennio è offerta dalla mostra Russkoe Bednoe (Materia Prima), ospitata al Pac (Padiglione d’Arte Contemporanea) di Milano dall’8 luglio 2011 all’11 settembre 2011. Il progetto porta la firma dell’Associazione Italia Russia e del Museo d’Arte Contemporanea di Perm.

In esposizione 116 opere, realizzate in materiali naturali e poveri come il legno, il carbone e il ferro. “Ritengo importante sottolineare le differenze con l’arte povera italiana degli anni Sessanta, che il titolo e le opere della nostra mostra rievocano”, precisa il curatore, Marat Guelman. “Se per gli italiani la scelta di materie e forme grezze fu un gesto di rinuncia consapevole e di protesta radicale contro il kitsch e il lusso corrente, fino a vent’anni fa gli artisti russi non avevano a disposizione né materiali né tecniche paragonabili a quelli dell’Occidente”.

Tant’è vero che a differenza degli artisti italiani riuniti intorno a un manifesto, i 26 russi in mostra a Milano non si sentono un gruppo unico dall’estetica comune, secondo Guelman. Il quale dice: “Si sono resi conto lavorando di quanto la natura fosse ricca di materiali poveri, e ne hanno scoperto la bellezza, l’ascetismo, la tradizione, cogliendo, mi pare, proprio l’identità russa. Russkoe Bednoe , a mio parere, si può definire a piano titolo arte autentica”.

Lo conferma il fatto che la mostra, atto fondativo tre anni fa del Museo d’Arte Contemporanea di Perm, ha destato interesse e apprezzamento a livello internazionale: vinta nel 2009 la terza Biennale d’arte contemporanea di Mosca, lo scorso anno è passata al Grand Palais di Parigi e dopo Milano si prepara ad essere ospitata al MoMa di New York.

“Meglio di chiunque altro so quanto falsamente venga interpretata l’arte russa dall’Occidente: dev’essere invariabilmente politica dal momento che il nostro non era un Paese libero”, spiega Guelman, personalità molto nota in Russia per il suo impegno intellettuale.

“Invece Russkoe Bednoe offre un’altra interpretazione: il concetto di “bednoe” (povero) può essere una chiave per comprendere la nostra arte nella sua interezza e per entrare nella storia dell’arte mondiale del ventunesimo secolo”. Non resta che verificarlo di persona.

Un video dal Museo d’Arte Contemporanea di Perm

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