L’aviazione russa viaggia in SuperJet

Foto: Lori/ Legion Media

Foto: Lori/ Legion Media

La Federazione mira a riconquistare un ruolo di primo piano nel settore aeronautico, ma la prospettiva si scontra con una serie di condizionamenti interni e con il quadro macroeconomico

Il Forum internazionale del trasporto aereo di Ulyanovsk ha messo in evidenza i significativi progressi compiuti dall’aviazione russa, facendo emergere al tempo stesso le difficoltà a cui questa va incontro, sottoposta com’è a pressioni di tipo economico, industriale e politico. L’immediato futuro dell’industria dell’aviazione è legato alle sorti del Sukhoi SuperJet 100 e del Tupolev Tu-204, due velivoli i cui destini appaiono per ora molto diversi. Il SuperJet, il primo aereo russo sviluppato interamente in epoca post sovietica e basato in gran parte su componenti di fabbricazione estera, ha raggiunto lo scorso anno un importante traguardo, avendo completato con successo i suoi primi voli commerciali con la linea aerea Armavia. Mentre il Tu-204, decollato per la prima volta nel 1989 e molto simile al Boeing 757, ha finora avuto invece una vita travagliata, come dimostra il fatto che in venti anni sono stati costruiti solo 69 modelli.

Il Sukhoi SuperJet ormai compie regolarmente voli commerciali, e questo permette ai suoi potenziali acquirenti di verificarne sul campo funzionalità e resa. E se i dati che emergeranno corrisponderanno a quelli forniti dall’azienda produttrice, nuove linee aeree potrebbero decidere di adottarlo. L’entusiasmo per il lancio del SuperJet è stato però appannato dai commenti rilasciati del ministro dei Trasporti Igor Levitin, il quale ha parlato di un potenziale indennizzo a cui l’Aeroflot (che con 30 ordini è il principale acquirente del velivolo) avrebbe diritto a causa dei ripetuti ritardi nelle consegne e, in particolare, perché il peso e l’efficienza energetica del SuperJet non corrisponderebbero a quanto in origine affermato dall’azienda produttrice. Secondo Maxim Pya­dushkin, esperto di trasporto aereo, la posizione assunta da Aeroflot rende questo prodotto meno appetibile agli occhi dei potenziali acquirenti e rischia di causare inutili sprechi di denaro pubblico.
Sukhoi

Per quanto riguarda il Tu-204, pensato per voli di medio raggio e capace di trasportare duecentodieci passeggeri, la situazione appare decisamente meno incoraggiante. Si sperava che l’ordine di 44 esemplari da parte della linea aerea Red Wings ne avrebbe favorito il rilancio, ma l’esito dell’affare rimane incerto. Le due fabbriche che costruiscono l’aeromobile ne producono uno o due all’anno. Le incertezze non hanno comunque frenato i principali produttori russi, che proprio al Forum internazionale del trasporto aereo hanno annunciato piani ambiziosi. Reduce dal successo del lancio del SuperJet (un progetto da lui diretto), Mikhail Pogosyan, direttore generale della United Aircraft Corporation (Uac) ha fatto sapere che nel 2011 il consorzio di produttori costruirà 30 aerei, contro i sette dello scorso anno. In particolare, Pogosyan ha espresso l’augurio che entro il 2025 la Russia – grazie al programma governativo di incentivi per l’industria aerea - possa assicurarsi il 10% del mercato globale dell’aviazione civile.

Il programma governativo è incentrato su tre modelli di aerei, SuperJet 100, MS-21 (velivolo di media portata e attualmente in fase di sviluppo, che avrebbe una capacità compresa tra 150 e 210 passeggeri) e Samolet 2020 (che conta 300 posti ed è stato pensato per le linee low-cost).

“I russi hanno scelto diversi partner, e per questo progetto si sono affidati soprattutto agli americani”, spiega Elizabeth Dallo, che dirige la cooperazione internazionale per conto dell’Autorità francese dell’aviazione civile. Una fonte interna alla Safran considera “ovvio che i russi desiderino capire se gli americani sono disposti a dare un contributo tecnologico superiore rispetto agli europei”. Altri esperti non escludono una maggiore partecipazione dei fornitori del Vecchio Continente e ritengono che in futuro alcune importanti componenti dell’MS-21 potrebbero essere oggetto di gare di appalto. Insomma, al di là di una ripresa economica che stenta a prendere forza e di pressioni di vario tipo, la Russia sta mostrando di voler tornare a giocare un ruolo di primo piano in campo aeronautico, forte anche di un piano nazionale che punta al rilancio del settore. Anche se non sarà facile tornare in breve tempo ai fasti del passato.

Tutti i diritti riservati da Rossiyskaya Gazeta