L’unica atleta russa a Wimbledon giocherà la semifinale

Foto: AFP/East News

Foto: AFP/East News

Ex numero uno del tennis mondiale femminile, vincitrice di tre tornei “Grand Slam Cup”, la russa Maria Sharapova potrebbe conquistare il quarto titolo prestigioso della sua carriera – il secondo sull’erba, dopo il trionfo a Wimbledon nel 2004

Si dice che iniziare un reportage parlando del tempo sia di cattivo gusto. Ma se si parla dell’Inghilterra, e tanto più di Wimbledon, è difficile farne a meno. Ieri mattina c’era il sole, poi improvvisamente sul pittoresco sobborgo di Londra si è rovesciato un acquazzone. Sono scoppiati tuoni e lampi. Naturalmente, al posto del cielo aperto sul campo centrale è apparsa una magnifica copertura artificiale, per cui si può dire che i match sono stati giocati indoor. Dapprima la tedesca Sabine Lisicki, che ha già suscitato grande clamore al torneo, ha battuto la francese Marion Bartoli per 6:4, 6:7(4:7), 6:1.

Poi c’è stato un altro lampo. Gli spettatori hanno visto sul campo Maria Sharapova, che si è abbattuta come un uragano sulla sua avversaria, la slovacca Dominika Cibulkova.

Fin dalla prima giocata è stato subito chiaro chi avrebbe vinto. Dopo un prolungato scambio di tiri lunghi, in prossimità della linea di fondo, la Sharapova ha messo all’angolo la Cibulkova, ha ottenuto una risposta alta e ha colpito la palla al volo, senza aspettare il rimbalzo sull’erba. Maria ha affrontato il match con grande concentrazione fin dall’inizio. Dopo soli 12 minuti il punteggio era di 3:1 per la Sharapova. Poi ha continuato a dominare l’incontro. Si è sbarazzata dell’avversaria in 59 minuti, vincendo per 6:1. 6:1.

C’è da dire che fino a questo momento il conto dei match tra le due atlete era stato pari, con due vittorie per ciascuna, ma erano match giocati su campi in terra.  La mingherlina Dominika ha un’azione efficace sulla terra rossa, dove riesce a raggiungere ogni palla, ma sull’erba non ha potuto reggere il confronto con Maria. Inoltre le condizioni erano estremamente favorevoli per la Sharapova. Con la copertura chiusa, non c’era un alito di vento. A Masha piace giocare in condizioni “asettiche”, dove niente può darle fastidio. È interessante il fatto che l’atleta slovacca ora è allenata dal croato Zeljko Krajan, l’ex allenatore di Dinara Safina. E l’entrata della Cibulkova nei quarti di finale di Wimbledon è un successo da record per il tennis slovacco, un risultato che mancava dal 2002.


In semifinale Maria Sharapova dovrà vedersela con la tedesca Sabine Lisicki.

Tutti i diritti riservati da Rossiyskaya Gazeta