Medvedev e lo sviluppo della Russia

Foto: Reuters

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I punti chiave del discorso sul programma del Presidente, annunciato al Forum economico di San Pietroburgo. Mail capo del Cremlino non sa se sarà lui a realizzarlo

In occasione del Forum sull’economia tenutosi a San Pietroburgo il Presidente ha presentato il programma di sviluppo del Paese per i prossimi anni. Secondo Medvedev il sistema di amministrazione pubblica in vigore negli ultimi 10 anni, in cui non si muove niente se non su ordine del Cremlino, non è sostenibile e dev’essere modificato quanto prima: dietro la tanto decantata stabilità si cela l’ombra della stagnazione.

Medvedev ha annunciato una politica di decentralizzazione del potere e il trasferimento di una parte delle competenze alle regioni e ai comuni. In un primo momento sarà necessario apportare modifiche alla sfera fiscale e in merito ai principi delle relazioni finanziarie intergovernative. Sarà un gruppo di lavoro speciale, che Medvedev promette di formare a breve, ad occuparsi della questione.

Il Presidente ha suggerito altresì di adottare misure volte a privare la burocrazia di risorse esterne al bilancio: è guerra aperta, dunque, al capitalismo di Stato e ai principi di "controllo manuale". Medvedev avverte che è necessario accelerare il processo di privatizzazione, e che i piani quinquennali non riusciranno a superare gli ostacoli legati alla perdita di competitività dell’economia.

La pianificazione quinquennale costituirà la spina dorsale del programma elettorale del Fronte popolare di Vladimir Putin, come ha dichiarato il suo ideatore, Nikolaj Fedorov.

Medvedev ha intenzione di destituire i funzionari e i rappresentanti delle forze dell’ordine corrotti e di privarli dei redditi illeciti, recuperando le somme sequestrate: ecco il nocciolo delle misure previste per la lotta alla corruzione. In un messaggio all’Assemblea Federale Medvedev ha dichiarato che i responsabili corrotti non avrebbero più potuto screditare lo Stato, ma non ha svelato i metodi previsti per punirli. L’iniziativa del Presidente è stata ripresa dal Primo Ministro, che ha proposto di obbligare i funzionari a dichiarare, oltre alle entrate, anche le spese. Secondo l’indicazione di un funzionario federale, però, l’amministrazione del Presidente si sarebbe opposta.  

Medvedev, inoltre, prevede di ridurre in modo considerevole il numero di funzionari e di rappresentanti delle forze dell’ordine: i membri degli organi istituzionali e del ministero dell’interno saranno ridotti del 20%. Più di ogni altra misura, la riduzione del numero di funzionari, come ha segnalato in occasione del forum il vice premier Aleksej Kudrin, consentirà di risparmiare 37 miliardi di rubli (quasi un miliardo di euro) nel bilancio triennale.

Il Presidente ha letteralmente messo i bastoni tra le ruote ai funzionari federali: ha infatti annunciato l’estensione del territorio di Mosca e il trasferimento di alcune istituzioni pubbliche al di là degli attuali confini.  Il vice presidente della Duma, Yuri Shuvalov, ha affermato che anche deputati e senatori, così come i funzionari federali, potrebbero lasciare il centro di Mosca per stabilirsi in un nuovo centro parlamentare.

Ma dalle parole di Medvedev si intuisce una cosa: non è detto che sarà lui a realizzare tali iniziative. Il programma deve funzionare indipendentemente dalle persone che si troveranno al comando del Paese nei prossimi anni. “Le riforme previste verranno realizzate, chiunque sia il Presidente”, ha dichiarato Kudrin, ma potrebbero essere sospese prima delle elezioni. La maggior parte delle misure verrà adottata entro l’anno, ha promesso Medvedev.  

Dalle dichiarazioni del Presidente e del suo personale emerge che diversi progetti non sono ancora del tutto definiti. In un primo momento Medvedev ha annunciato che il Centro finanziario internazionale avrebbe avuto sede nel centro di Mosca, in alcuni ambienti liberati dalle istituzioni pubbliche, ma il Presidente della Sberbank Herman Gref ha proposto di trasferirlo al di fuori della circonvallazione, proposta che è stata approvata.

Da un anno l’amministrazione presidenziale non concorda più ogni idea o progetto con il governo, sfruttando l’effetto sorpresa per assicurare la loro realizzazione: non c’è modo migliore per obbligare la gente a lavorare, ha spiegato un alto funzionario del Cremlino.

Alcuni partecipanti al Forum hanno svelato al Vedomosti di aver interpretato il discorso del Presidente come un discorso da campagna elettorale, in cui Medvedev cercava di dimostrare che il proprio programma d’azione è ottimo. Anche l’assistente del Presidente, Arkady Dvorkovich, ha confermato: “Si tratta di un discorso politico, e non solo di una serie di dichiarazioni economiche. Ma non si può certo parlare di campagna elettorale”.

Medvedev propone un programma finalizzato al consolidamento della classe dirigente: egli pensa di risanare, con le proprie forze, un sistema che minaccia di affondare, come constata l’analista Gleb Pavlovsky.  

Il programma di Medvedev non coincide con la distruzione del sistema. Di fatto tale programma non risulta efficace e senza il mantenimento della verticale del potere, come afferma l’analista politico Dmitrij Orlov. La differenza tra la retorica del Fronte popolare di Putin e quella di Medvedev può essere così riassunta: i soldati del “fronte” si rivolgono all’elettorato, mentre Medvedev manda segnali alle élites e agli investitori stranieri.

Alcuni partecipanti al Forum hanno dichiarato al Vedemosti  di aver interpretato il discorso del Presidente come un addio. Per la prima volta dalla nascita del Forum, infatti, egli non solo ha aperto l’incontro ma l’ha anche concluso, tracciando un bilancio. Medvedev ha infatti elencato i successi della sua presidenza: il progetto Skolkovo, l’elargizione di fondi ai settori prioritari per la modernizzazione, l’aumento negli ultimi tre anni del numero di famiglie con accesso ad Internet a banda larga e altro ancora. Parlando del passato Medvedev usava il “noi”, ma riferendosi alle riforme future, usava l’espressione “la mia scelta”, sottolineando tuttavia che diversi settori della società erano interessati a tali cambiamenti.  

Secondo Pavlovsky sarebbe in corso una lotta nell’entourage di Putin. Visto che la voce di Medvedev non ha alcuna possibilità di emergere nel caos che si è creato dietro le quinte della politica, ha deciso di esprimere la propria opinione pubblicamente. Così, sarà impossibile ignorarlo.



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