L’infanzia tragicomica di un piccolo sovietico

Arriva nelle librerie italiane “Seppellitemi dietro il battiscopa” del regista Pavel Sanaev, bestseller russo con più di 500 000 copie vendute e 15 ristampe

Nel panorama culturale internazionale Pavel Sanaev si sta facendo strada come uno dei più promettenti protagonisti della letteratura russa contemporanea. Tra i migliori sceneggiatori e registi del cinema russo della nuova generazione, Sanaev  è diventato famoso grazie al suo libro d'esordio "Seppellitemi dietro il battiscopa", pubblicato per intero nel 2003 in Russia, (nel 1996 il romanzo era uscito sulla rivista russa Oktjabr); vincitore nel 2005 del Triumph Prize e nominato  per il  Russian Booker Prize nel 2007.

Nel 2009 il libro è anche diventato un film diretto da Sergej Snezkin. Presentato in Italia durante l’ultimo Salone del libro di Torino dallo stesso scrittore, che il 9 giugno 2011 è stato anche ospite a Roma del Festival delle Letterature in una serata dedicata alla Russia durante la quale ha portato in scena il monologo “Coi soldi problemi zero”, il romanzo è stato pubblicato dalla casa editrice Nottetempo nella traduzione di Valentina Parisi.

“Seppellitemi dietro il battiscopa” è un romanzo divertente, ma drammatico e amaro al tempo stesso, che racconta di un'infanzia negata, di uomini e donne cui il tempo ha tolto ogni gioia di vivere, di un amore ossessivo e malato per un bambino che vorrebbe solo essere visto e vivere per quello che è. In un alternarsi continuo di situazioni tragicomiche raccontate in prima persona dal piccolo Saša davanti agli occhi del lettore  passa davanti la quotidianità di una famiglia russa degli anni '70 con simboli, sentimenti e tratti tipici dell'ex Unione Sovietica.

La storia è raccontata in prima persona dal protagonista, un bambino. Saša ha solo 9 anni, ma non è destinato a vivere a lungo: la nonna, la furibonda e isterica Nina Antonovna, ha profetizzato che marcirà all'età di 16 anni.  Saša non può mangiare il gelato, va a scuola solo sette volte al mese, non può sudare, togliersi la calzamaglia neanche di notte e passa tutto il tempo con la nonna ipocondriaca che lo trascina da un medico all'altro.

Da quando la mamma è andata a vivere con il “nano succhiasangue”, uno squattrinato pittore che secondo i nonni pensa solo ai loro soldi, Saša vive con i due anziani sempre sotto le grinfie di una nonna che lo ama esageratamente, ma che non si fa scrupolo di riempirlo di maledizioni e improperi.

Nella quotidianità di Saša esistono solo piccole ed effimere gioie e l'attesa della visita della mamma è una di queste.  Vedere la mamma costituisce un momento di piena felicità per Saša ed è per questo che ha un unico desiderio, essere seppellito “a casa sua, dietro il battiscopa. Là non ci saranno né vermi, né buio. La mamma sarà lì tutto il tempo e io potrò guardarla dalla fessura e non avrò così paura come se mi avessero seppellito al cimitero”.

In undici capitoli Sanaev racconta con ironia e umorismo le inquietudini più profonde dell'animo umano. La malattia, la morte, l'infanzia negata, l'amore distruttivo e malato sono alcuni dei temi forti affrontati in questo romanzo che, attraverso iperboli ed esagerazioni, riesce a girare tutto in una chiave comica e divertente. La lingua ingenua e semplice del piccolo Saša si scontra con quella cruda, ridondante e  scurrile della nonna e degli altri adulti che ruotano intorno a lui e sembra quasi lo usino come trofeo e rivincita nei confronti di ciò che la vita ha tolto loro.

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