Russia, locomotiva per salvare il mondo

Foto: Itar-Tass

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Al Forum economico di San Pietroburgo Medvedev presenta il programma di sviluppo del Paese: “Non stiamo costruendo capitalismo di Stato”. Tanti i protagonisti italiani, soprattutto nel settore energia

Al Forum economico di San Pietroburgo (16-18 giugno 2011) l’Italia ha una grande valenza. Partendo dal volo, quando un aereo di linea dell’Aeroflot, SuperJet 100 porta una delegazione russa da Mosca a San Pietroburgo. A bordo il vice primo ministro Sergei  Ivanov, il ministro dello Sviluppo Economico Elvira Nabiullina, il vice ministro dei Trasporti Valery Okulov , l’ad di Aeroflot Vitali Savelyev e tanti passeggeri, che hanno comprato il  biglietto. E’ stato il primo volo commerciale dell’aereo, costruito dai russi di Sukhoi e dagli  italiani di Alenia (gruppo Finmeccanica).

Gli italiani si sentono a casa a San Pietroburgo. Non solo perché la metropoli, costruita 300 anni fa da architetti italiani, somiglia un po’ a Venezia. Ma perché sono grandi protagonisti dell’economia russa, con aziende che operano dall’energia alla finanza. Al Forum, giunto alla sua 15ma edizione, hanno partecipato Paolo Scaroni di Eni e Fulvio Conti di Enel,  Giovanni Perissinotto di Generali e Marco Tronchetti Provera di Pirelli, Giuseppe Orsi di Finmeccanica e l'ambasciatore italiano a Mosca Antonio Zanardi Landi.  Il rettore della Bocconi Mario Monti, come moderatore della tavola rotonda Russia-Europa. E tanti altri ancora.

All’apertura del Forum il Presidente russo Dmitri Medvedev detta un vero e proprio programma di sviluppo del Paese, rilanciando Mosca tra i leader della ripresa dell'economia globale. “Corruzione, chiusura agli investimenti, il ruolo eccessivo dello Stato in economia e l'eccesso di centralizzazione sono 'tasse sul futuro' che devono essere cancellate”, ha detto il leader del Cremlino sottolineando che le riforme sono indispensabili per rilanciare il Paese. In Russia “non stiamo costruendo il capitalismo di Stato. Sì, abbiamo avuto una fase di sviluppo associata a un ruolo maggiore dello Stato nell'economia. Era, infatti, inevitabile, e in gran parte, in un certo periodo, necessario. E' stato importante stabilizzare la situazione dopo il caos degli anni '90. Ma ora tale processo è esaurito”, ha proseguito Medvedev.

“Il predominio di compagnie a controllo statale in numerosi settori, limita l’imprenditorialità e gli investimenti e minaccia la competitività della Russia. Questo modello economico – ha aggiunto il Presidente russo - è pericoloso per il futuro”. Il programma di privatizzazioni avviato dal Cremlino in primavera punta a raccogliere, attraverso la vendita di asset pubblici, circa 25 miliardi di euro in tre anni. Ma per Medvedev bisogna rivedere il piano entro il 1° agosto, perché ancora “troppo modesto”. Come ha spiegato il consigliere economico del Presidente, Arkadi Dvorkovich, tra le compagnie da vendere potrebbe esserci anche colosso petrolifero nazionale Rosneft.

Dopo i tragici eventi in Giappone e i conflitti in Nord Africa e Medio Oriente il tema energia è diventato sempre più importante. Alla tavola rotonda incentrata su "Nuovi sentieri della sicurezza energetica" hanno partecipato il vice premier Igor Sechin e il direttore dell’Agenzia Internazionale dell’Energia Nobuo Tanaka. Per Tanaka, siamo entrati nel “periodo d’oro del gas”, e questa è una buona notizia per la Russia. Paolo Scaroni, ad di Eni, ha ammesso la necessità di nuove strade di energia per l’Europa, “sia Nord Stream che South Stream, che portino direttamente gas russo in Europa”, evitando possibili problemi di transito. Ma anche “altri Stream, e la rete di interconnessione europea, che permetta di avere gas, e perché non quello russo?, in ogni parte d’Europa”.

“Per quanto riguarda Eni, noi – ha spiegato l'ad a margine del Forum - abbiamo messo tre temi sul tappeto: da un lato, l'approvvigionamento di gas russo in un momento in cui la sicurezza dell'Italia registra un po’ di debolezza a seguito della fermata di Green Stream e dell'arresto dell'import di gas libico”. “Possiamo vivere senza gas libico - ha detto Scaroni - ma speriamo che non ci capiti qualche altro guaio perché due problemi, contemporaneamente, ci farebbero del male”, (probabilmente il riferimento è ai possibili attriti nei Paesi di transito, come l’Ucraina, n.d.r.).

“Secondo argomento sul tavolo, il progetto South Stream che ha ripreso vigore e su cui Eni continua a investire”. Come terzo punto Eni ha affrontato le attività upstream nella Siberia dell'Ovest, “attività - ha spiegato Scaroni - che abbiamo con Gazprom, nostro partner tradizionale. Ci aspettiamo di avviare la produzione vera e propria nel 2012. Inizieremo con 30.000 barili al  giorno, arrivando fino a 150.000 barili nel 2016”.

Fulvio Conti ha affermato, davanti a Dmitri Medvedev, che, per far sì che le compagnie straniere “contribuiscano a modernizzare il sistema energetico russo”, è importante che "si consolidi il quadro normativo" e che esso sia "chiaro e stabile". "Tra le acquisizioni già effettuate e gli investimenti in programma entro il 2015, il nostro impegno ammonta a 8 miliardi di dollari. E possiamo fare ancora di più se le regole cambiano e si potrà investire anche in reti di trasmissione”.

Tradizione del Forum è il sondaggio sul prezzo del gas, a cui ha partecipato anche Medvedev. E’ apparso, che per il 73 % dei votanti il prezzo del gas nel 2013 sarà tra 200 e 400 dollari per 1000 mc. “Troppo basso”, per l’ad di Gazprom Alexei Miller: “Per la fine dell’anno prevediamo che il prezzo raggiungerà  500 dollari”. Miller è stato l’unico a non sbagliare l’anno scorso le previsioni.

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