Ruyan, la città del futuro a metà tra Sirmione e Davos

Foto: ufficio stampa

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Nel profondo della Siberia sorgerà un nuovo insediamento per ospitare l’élite intellettuale di tutto il mondo e dare vita alla nuova sede della cooperazione internazionale

Alla domanda se nella sua vita sia riuscito a fare tutto ciò che desiderava, il quarantatreenne uomo d’affari russo Aleksandr Kravcov risponde senza esitazioni: ˝Senza dubbio; sono riuscito a fare tutto ciò che ritenevo veramente importante˝.

Nel 1995 il giovane imprenditore Kravcov fonda la società Ruyan, produttrice di servizi per il turismo. A sette anni dalla fondazione, la società si trasforma in un brand dal nome altisonante di Exspedicija, in inglese Expedition, che esalta lo stile di vita romantico del viaggiatore alla conquista di terre nuove.

Exspedicija oggi è una holding che controlla la produzione dei più diversi tipi di attrezzature per il turismo, una rete di franchising, una catena di ristoranti e una di complessi termali e pubblica una propria rivista. Un motivo di particolare orgoglio per il titolare sono le corse automobilistiche organizzate in territori dalle condizioni climatiche difficili.     

Ora è alle porte una nuova sfida: la costruzione di una nuova città nella regione di Tomsk in Siberia, nell’altopiano del fiume Urtamka. ˝La città di Ruyan assomiglierà piuttosto a un club esclusivo˝, spiega Kravcov, che precisa: ˝Ma l’appartenenza all’élite in questo caso non è data dalla ricchezza patrimoniale o dall’influenza politica. L’élite è formata da persone di tutto il mondo, artisti, scienziati, uomini e donne d’affari, specialisti, ai quali non piace la situazione attuale della civiltà umana, che non sono d’accordo con le modalità di gestione dei grandi sistemi burocratici e vogliono cambiare qualcosa. Tutti costoro potranno trovare nella città di Ruyan altre persone simili a loro con cui confrontarsi˝.

La prima pietra della futura città è stata posata nel novembre 2010. È stata portata dall’isola tedesca di Rügen, probabile prototipo dell’isola favolosa del folklore russo chiamata Buyan (o Ruyan) e cantata dal poeta Aleksandr Pushkin nella ˝Fiaba dello Zar Saltan˝. Nella versione pushkiniana, l’isola ospitava forze miracolose in lotta contro il male.   

Attualmente la città di Ruyan è in fase di rapida costruzione, ma ciò non le ha impedito di accogliere e ospitare i partecipanti del festival dei giovani imprenditori, nonostante qualche difficoltà nell’ottenere il diritto di proprietà del suolo. ˝Le autorità locali per molto tempo non sono riuscite a comprendere che cosa volessimo – spiega il fondatore -. Credevano che dietro al nostro progetto ci fosse un qualche trucco: che volessimo riciclare del denaro sporco o che avessimo trovato nella zona un giacimento di oro o di petrolio; oppure che fossimo una setta religiosa˝.

Tutto ciò non impedisce all’imprenditore di guardare con ottimismo al futuro della città; nel giro di cinque-sei anni Ruyan sarà sotto tutti gli aspetti adatta a viverci, sarà fornita di infrastrutture e potrà ospitare circa 2.000 abitanti in pianta stabile e 10.000 turisti. Kravcov illustra i suoi progetti: ˝Avremo qualcosa di simile alle terme della località italiana di Sirmione, sul lago di Garda. Viene indicato direttamente alla reception su una bacheca quando e quali luminari della medicina sono presenti. Anche a Ruyan si saprà in anticipo quali scienziati, artisti, investitori saranno presenti e quando. Pertanto si formeranno gruppi di persone accomunate dagli stessi interessi˝.  

˝C’è Davos – continua Kravcov – dove si radunano i personaggi dei grandi sistemi. Non conosco località dove si raccolgano persone dei piccoli sistemi. È questo lo spazio che vogliamo creare nella città di Ruyan˝. Come qualsiasi altra unità territoriale della Federazione Russa, la città di Ruyan sarà sotto la legislazione russa, ma avrà anche un proprio documento normativo interno.                    

           

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