Le aziende italiane fanno affari a Kaluga

La sede di Volvo a Kaluga: è un investimento da 100 mln di euro. Foto: Itar-Tass

La sede di Volvo a Kaluga: è un investimento da 100 mln di euro. Foto: Itar-Tass

Per primi sono arrivati i tedeschi. Poi gli svedesi e i coreani. Per sfruttare le potenzialità di un’area che molti definiscono la "Detroit d’Europa"

Situata a un centinaio di chilometri a Sud-Ovest di Mosca, la regione di Kaluga (30mila chilometri quadrati per un milione e 16mila abitanti) da alcuni anni è diventata meta di investimenti da parte di numerose compagnie straniere. Colossi industriali che hanno capito come sfruttare i vantaggi di una regione priva di importanti risorse naturali, ma capace di rendersi competitiva giocando su altri fronti: posizione geografica, disponibilità degli enti locali, burocrazia meno rigida e politica di sostegno agli investimenti.

Anatoli Artamonov, governatore della regione:

"Come capo di governo della Regione, non mi interessa quanti soldi l’azienda investe. L’importante è che voglia lavorare onestamente e in modo efficiente. Vantiamo una buona reputazione tra i partner commerciali stranieri e sul nostro territorio ci sono esempi di imprese italiane che hanno avuto successo. E abbiamo anche tanti nuovi progetti in cantiere"

Nel 2007, infatti, la tedesca Volkswagen ha inaugurato la stagione degli insediamenti esteri aprendo uno stabilimento nel parco industriale di Grabzevo, fino a diventare l’attuale sponsor della squadra di calcio della città. Dopo di lei sono arrivati Samsung, Volvo e Nestlé. E poi ancora L’Oréal, Peugeot e Citroen, per un giro d’affari che nel 2008 ha sfiorato la soglia di un miliardo di euro. Da qualche tempo stanno arrivando anche gli italiani. A lanciarsi nella corsa agli investimenti, il gruppo veronese Zuegg, attivo nel mercato di succhi di frutta e confetture, che nel 2010 ha avviato nella frazione di Malojaroslavetz uno stabilimento per la produzione di semilavorati di frutta. Anche la Bozzola Spa lo scorso anno ha siglato un accordo di collaborazione per costruire tre sistemi di stoccaggio di cereali. Altre compagnie, come Ipa International, hanno invece progettato e realizzato in loco impianti su commissione, affidati in gestione a realtà russe.

4 motivi per investire a Kaluga

1 La posizione geografica: la regione si trova a pochi chilometri da Mosca, senza però il traffico della capitale


2 Disponibilità degli enti locali: il sostegno delle istituzioni è fondamentale per arginare le difficoltà burocratiche


3 Infrastrutture: la rete autostradale comprende l’autostrada di Kiev, l’autostrada Kaluga, collegata con la Bielorussia, e il Grande Anello di Mosca


4 Ricerca di personale: la Regione ha creato centri di formazione impegnati nell’inserimento di manodopera qualificata

A fianco di chi investe c’è chi per adesso si limita a osservare con interesse la Federazione: Alberto Bauli, presidente dell’omonimo gruppo veronese, pochi mesi fa ha organizzato a Mosca il primo forum italo-russo dell’industria del pane, della pasta e dei dolci. «Per adesso non abbiamo accordi operativi in Russia. Credo che i tempi di attesa alle dogane spaventino un po’, ma ci sono tutti i presupposti per avviare interessanti iniziative». Gli investimenti non frenano neanche davanti alla scarsità di risorse naturali, come nel caso di Kaluga. Secondo uno studio di Kpmg e dell’Unione russa degli industriali, i fattori “soft” (legislazione, incentivi fiscali, efficienza, disponibilità e capacità della autorità locali) pesano di più dei cosiddetti fattori “hard”, come risorse naturali, posizione geografica e infrastrutture, sui quali si può ovviamente esercitare un’influenza limitata. E proprio per incentivare gli investimenti stranieri e spingere verso lo sviluppo di aree industriali, a Kaluga sono stati creati due enti pubblici: la Oao, Corporazione per lo sviluppo della regione di Kaluga, e la Auko, Agenzia per lo sviluppo regionale della regione di Kaluga, che interagiscono con gli imprenditori. A ciò si aggiunge la realizzazione di centri per la formazione di personale qualificato. Anche se alcune aziende italiane preferiscono curare in proprio gli aspetti formativi. «Non vogliamo solo preparare il personale, ma anche creare un ambiente sociale di qualità, attraverso la creazione di nuovi posti di lavoro», ha dichiarato in un’intervista il presidente della Regione, Anatoli Artamonov, precisando poi: «Cerchiamo di essere un passo avanti rispetto alle esigenze dei nostri investitori. Ad oggi infatti la nostra esperienza è considerata una delle più brillanti di tutta la Russia».


"La burocrazia non è un ostacolo"



Le istituzioni hanno spianato la strada. Ora tocca agli imprenditori percorrerla. Si potrebbe sintetizzare così il pensiero di Vittorio Gabbanini, sindaco del piccolo comune di San Miniato, in provincia di Pisa. A marzo una delegazione del Comune e della Provincia ha visitato la Russia, passando per Mosca, San Pietroburgo e Kaluga, per presentare il proprio territorio e firmare protocolli d’intesa con amministrazioni e organizzazioni locali.

Perché avete puntato sulla Russia, e in particolare su Kaluga?

La Russia è un Paese interessante, con un mercato dinamico e in continua crescita. E la regione di Kaluga rappresenta questa crescita al meglio. Abbiamo stretto collaborazioni con la Camera di commercio di San Pietroburgo e siglato accordi con quella di Tarusa. L’impressione è stata molto positiva. Il prossimo passo spetta agli imprenditori e alle Camere di commercio.

Quali difficoltà rischiano di incontrare gli imprenditori?

Credo che non ce ne siano di particolari. Bisogna solo trovare il canale giusto per inserirsi in questo mercato. Ovviamente un imprenditore non può fare tutto da solo. Serve il sostegno degli organi locali e delle Camere di commercio.

La burocrazia non fa paura?               

Non è un ostacolo insormontabile. All’arrivo in Russia non avevamo nemmeno le bozze dei protocolli che poi abbiamo firmato. Eppure abbiamo siglato accordi con Camere di commercio molto importanti senza contatti precedenti. Non bisogna farsi intimorire prima di affrontare le questioni.

Vittorio Gabbanini, sindaco di San Miniato



Con la Zuegg 60 posti di lavoro



Gianmaria DesenzaniLa Zuegg scommette su Kaluga. E lo fa puntando 25 milioni di euro. A tanto infatti ammonta l’investimento del gruppo veronese, che nel luglio scorso ha aperto un nuovo stabilimento su sei ettari di terreno a Malojaroslavetz, piccolo centro affacciato su Mosca, nella zona Nord orientale di Kaluga.

Nello stabilimento, circondato da campi e macchie di betulle, la Zuegg produce semilavorati di frutta per lo yogurt.

«Da quando è partito il progetto, la collaborazione da parte delle autorità è sempre stata massima», spiega il direttore generale Gianmaria Desenzani, convinto che la centralità del territorio, lontano però dal traffico della capitale, sia ideale per «presidiare il mercato russo da vicino, agevolando al contempo i rapporti con alcuni grossi clienti».

Qui il gruppo veronese ha creato 60 posti di lavoro (a breve potrebbero aumentare fino a 100), in un’area che avverte come pressante il problema della disoccupazione. «La burocrazia delle dogane non facilita gli investimenti, - dice Desenzani - ma non si tratta di problemi insormontabili: dobbiamo solo capire la loro mentalità e adeguarci alle richieste. L’inserimento nello staff di personale locale, che possa interagire direttamente con loro, è fondamentale».

Da potenziare, secondo Desenzani, anche le infrastrutture: «Questo è il piano che sta perseguendo il governatore della Regione: attrarre investimenti stranieri per garantire lo sviluppo infrastrutturale e assicurare la crescita del reddito medio della popolazione».

Gianmaria Desenzani, 
Direttore generale di Zuegg


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