In Borsa torna la stagione delle Ipo

 Broker finanziari al lavoro alla Borsa di Mosca. Foto: Afp/Eastnews

Broker finanziari al lavoro alla Borsa di Mosca. Foto: Afp/Eastnews

Anche nella Federazione si fa strada il trend internazionale. Le aspettative dei mercati migliorano. Contagiato anche il listino della capitale. E adesso occhi puntati sugli azionisti

Dopo un inizio di 2011 all’insegna dell’ottimismo, sta ritornando d’attualità la stagione delle Ipo (Initial public offering), con un numero crescente di aziende che si quota o fa passi in avanti verso la Borsa. Un segnale inequivocabile di come la fase più dura della crisi sia ormai alle spalle e che il futuro registrerà una crescita della piazza finanziaria moscovita. Merito soprattutto degli abbondanti flussi di capitale provenienti dagli investitori tradizionali, che vedono nella Russia uno dei Paesi più stabili tra le economie emergenti.

La quotazione di Nomos Bank:

22 % Il capitale
quotato
35 mld Il valore in euro delle ipo in arrivo
600 mln La somma
 incassata in euro

A metà aprile la Nomos Bank ha lanciato la sua Ipo, la prima da parte di una banca commerciale russa non controllata dallo Stato. Sul mercato ha collocato il 22% del proprio capitale, al massimo della forchetta (comunque predisposta su multipli contenuti rispetto a quelli in uso solo pochi anni fa). In cassa sono entrati così circa 600 milioni di euro, che verranno utilizzati per ricapitalizzare la banca, a corto di riserve dopo aver acquisito nel dicembre scorso la Khanty-Mansiysk Bank.

Nomos realizza la maggior parte dei propri utili nel corporate banking, grazie alla notevole esposizione nei confronti della sua società madre, il gruppo Ist con sede a San Pietroburgo, molto forte nei settori ingegneristico, delle miniere d’oro e delle spedizioni.

Leonid Slipchenko,
Analista finanziario di URALSIB:

"Nomos è in un’ottima posizione rispetto al resto del settore. Durante la crisi ha sofferto meno della maggior parte delle banche russe e i suoi asset sono di buona qualità. Con la ripresa dell’economia, sarà in una situazione privilegiata per intercettare l’interesse degli investitori, anche internazionali"

La buona riuscita dell’operazione, frutto anche dei fondamentali solidi della società (l’utile oscilla tra il 18 e il 20% per azioni, un dato cinque volte superiore alla media del settore) indica che il vento è cambiato in campo finanziario, dopo una serie di rinvii per gli sbarchi in Borsa attesi nei mesi scorsi. Gli analisti prevedono una pioggia di Ipo nel prossimo biennio, con una previsione di raccolta intorno ai 35 miliardi di euro. Una somma considerevole, ma che comunque sfigura di fronte ai 39 miliardi raccolti nel primo semestre del 2008, prima cioè che la crisi deflagrasse. Il successo di queste operazioni dipenderà, comunque, dall’atteggiamento degli azionisti di controlli: se saranno ingordi, proponendo quotazione elevate, il rischio di aste deserte sarà elevato. In caso contrario, contribuiranno a far crescere la piazza finanziaria di Mosca, che non ha ancora raggiunto dimensioni comparabili con il peso della sua economia. Ma l’attenzione verso il Paese è in crescita, come mostra il fatto che da gennaio a oggi è l’unico dei Bric a registrare un afflusso netto degli investimenti internazionali.

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