In Russia l’Italia si siede a tavola

Foto: Itar-Tass

Foto: Itar-Tass

Intervista a Danilo Facconi, direttore del settore Food and Beverage dei grandi magazzini Gum di Mosca. “Per il made in Italy ci sono ancora ampi margini di miglioramento”, assicura

Pasta & Co. in Piazza Rossa. All'interno dei grandi magazzini Gum di Mosca è possibile trovare il meglio della cucina del Belpaese, grazie a Danilo Facconi, primo italiano ad aver aperto un risto-caffè più di un decennio fa nel luogo più simbolico di Mosca e, oggi, direttore della ristorazione del Gum. Nel faccia a faccia ci ha raccontato la sua esperienza in Russia e l'importanza che hanno acquisito il gusto e la cucina italiana nella vita dei russi.

Da 11 anni a Mosca lavora nel mondo della ristorazione. Cosa l'ha spinta a trasferirsi dall’Italia in Russia e come mai proprio un italiano è stato scelto alla guida del Food & Beverage dei Gum?

In realtà non è stata per me una scelta difficile. Nel 1999, quando mi fu fatta l'offerta di collaborare per il ristorante “Bosco di Ciliegi” come consulente per aprire un locale italiano in Piazza Rossa, non avevo legami che mi trattenevano in Italia e non esitai ad accettare l'invito. Così nell'agosto del 2000 aprimmo “Bosco café” all'interno del centro commerciale Gum, il primo caffè italiano in Piazza Rossa. Da allora a oggi ci contraddistinguono qualità, servizio e atmosfera. Il gruppo ha poi investito in altri ristoranti e gastronomie dove il prodotto italiano la fa da padrone. Questo è anche il motivo per cui un italiano segue il food and beverage: la nostra cucina piace a molti russi, ma non tutti riescono a cogliere le piccole differenze che creano la nostra alta qualità, per questo il mio lavoro consiste anche nel proporre e far conoscere ai russi i mille sapori che fanno parte del nostro patrimonio culinario.

Dal suo punto di osservazione privilegiato, sa spiegare come mai i russi sono così interessati all'Italia? Cosa amano della Penisola, oltre alla cucina?

Si interessano a noi perché amano il nostro Paese. Per essere più precisi, bisognerebbe, però, chiederlo a loro. Io posso solo supporre, avendo una moglie russa, che ci amano un po’ per tutto ciò di bello che abbiamo da offrire agli stranieri: prodotti gastronomici, moda e luoghi di villeggiatura; e ancora automobili sportive, musica, in particolare molto popolari in Russia sono Adriano Celentano e Toto Cutugno, e architettura. La cucina italiana, invece, per i russi, è una scoperta relativamente recente, dovuta al boom economico degli ultimi dieci anni.

La società “Bosco di Ciliegi”, per cui lavora e che detiene la maggioranza delle azioni dei grandi magazzini Gum, è attivissima nella promozione e nello sviluppo del made in Italy in Russia.Ci sono ancora margini di miglioramento nel settore?

Dal mio punto di vista penso che ci sia sempre margine di crescita per i prodotti italiani in Russia. Noi italiani siamo un popolo in continua evoluzione e sappiamo adattarci bene alle condizioni e alle usanze dei Paesi con cui facciamo affari o in cui decidiamo di vivere. Se vogliamo parlare di cucina, per esempio, ogni giorno si inventano nuovi metodi di conservazione o di cottura, la tecnologia è presente ai fornelli da diversi anni e come i computer sono vecchi già dopo sei mesi lo stesso vale per gli strumenti che aiutano i ristoranti o le gastronomie o i semplici mercati nel loro lavoro, e stare al passo con i tempi è la cosa più importante per essere concorrenziali. Su questo argomento si potrebbe scrivere una intera enciclopedia, qui mi limito a dire che gli chef italiani sono conosciuti in tutto il mondo perché sono sempre attenti a migliorare con fantasia anche i piatti tradizionali. Per questo, per la nostra capacità di adattamento e di continuo auto-miglioramento e per l'amore che i russi hanno verso l'Italia penso che per i prodotti italiani in Russia il futuro sia roseo.

Tutti i diritti riservati da Rossiyskaya Gazeta