Roma celebra Cirillo e Metodio

Nella giornata dedicata all’invenzione dell’alfabeto cirillico, grande festa all’ombra del Colosseo in onore dei due santi ideatori

Grandi festeggiamenti a Roma in onore dei santi Cirillo e Metodio nella giornata dedicata all’alfabeto cirillico; ogni anno, in occasione del 24 maggio, istituzioni e delegazioni dei Paesi slavi, ringraziano Cirillo e Metodio per aver creato l’alfabeto e per averli evangelizzati.

Il primo ad aprire le celebrazioni in onore dei fratelli di Salonicco è stato il Circolo Slavistico dell’Università di Roma Tre che, per il nono anno consecutivo, ha organizzato la Giornata di Studi Cirillometodiani; lo scorso 20 maggio 2011, nell’aula Ignazio Ambrogio del Dipartimento di Letterature comparate, si sono dati appuntamento i più noti slavisti e russisti italiani e stranieri per una giornata di studi dal titolo “Le Vite Paleoslave dei Santi Cirillo e Metodio: tradizione manoscritta, edizione critica, interpretazione”.

I festeggiamenti dedicati agli apostoli degli slavi sono continuati il 24 maggio nella Basilica di San Clemente a Roma, nella quale si trovano le reliquie di San Cirillo. La prima delegazione a rendere omaggio ai santi evangelizzatori è stata quella bulgara, seguita da quella macedone, per la consueta deposizione dei fiori sulla tomba di San Cirillo e per la preghiera di ringraziamento. Il pomeriggio è stata la volta del clero russo che, nella cappella dedicata ai Santi Cirillo e Metodio, ha celebrato una suggestiva funzione alla presenza di molti fedeli.

I santi Cirillo e Metodio sono considerati patroni di tutti i popoli slavi, molto venerati anche dai Paesi di fede cattolica come Slovacchia, Repubblica Ceca, Slovenia e Croazia; dal 1980, per volontà di Papa Giovanni Paolo II, Cirillo e Metodio sono patroni d’Europa insieme a San Benedetto da Norcia.

Cirillo e Metodio

I fratelli Cirillo e Metodio nacquero a Tessalonica, l’odierna Salonicco, nei primi decenni del IX secolo; fin da piccoli dimostrarono la loro fede e la loro grande erudizione, tanto che Costantino, che prenderà il nome di Cirillo solo dopo essere diventato monaco, fu il precettore del futuro Patriarca Fozio.

Quando il re della Grande Moravia, Rastislav, chiese all'imperatore di Bisanzio Michele III di inviare missionari, la scelta ricadde proprio sui due fratelli, che si recarono nelle terre morave per convertire il popolo. Per questa missione Cirillo creò l’alfabeto detto “glagolitico”, che successivamente sarebbe diventato l’alfabeto “cirillico”, in modo da poter evangelizzare il popolo slavo nella propria lingua.

Successivamente, i due fratelli si recarono a Roma, dove il 14 febbraio 869, San Cirillo morì, e per volere di Papa Adriano II  fu sepolto a Roma nella Basilica di San Clemente.

Foto: Lavinia Parlamenti

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