Al volante dei capi sovietici

Foto: Vikror Vasenin_RG

Foto: Vikror Vasenin_RG

Da Stalin a Kruscev, saliamo a bordo del parco macchine più esclusivo dell’Urss: modelli a quattro ruote, lussuosi e blindati, a numero limitato.

Il servizio federale di sicurezza ha reso accessibile al pubblico lo straordinario parco macchine del Cremlino. A quanto pare i mezzi a disposizione dei capi sovietici erano automobili incredibili, prodotte in numero limitato.

La nostra prima limousine blindata, la Zis-115, venne creata appositamente per Stalin. Anche se alla base dell'auto russa c'era l'americana Packard, nella realizzazione era stato messo molto di originale e la ciliegina sulla torta, la capsula blindata, era al100% frutto del know-how russo. La capsula, nome in codice “articolo 100”, veniva prodotta in un'industria bellica nei pressi di Podolsk, e veniva recapitata in gran segreto nel reparto speciale della fabbrica automobilistica “Stalin”. La fabbrica Zis verrà ribattezzata in onore di Likhachev soltanto nell'estate 1956.

Ovviamente la qualità di quest'auto era di livello superiore. Tutti i dettagli della blindatura e della carrozzeria, fino al più piccolo, erano numerati e di conseguenza il loro autore sapeva bene che destino lo aspettava se per caso fosse stato scoperto un qualche difetto.

La Zis-115 era di fatto un’autoblindo, ricoperta esternamente da pannelli di carrozzeria. Del prototipo americano vennero copiati soprattutto gli interni: il salone della Packard 180 venne riproposto con ogni scrupolo, perché a Stalin piaceva molto la limousine americana. La carrozzeria venne copiata dalla Buick e il paraurti venne realizzato in stile Cadillac.

Vennero prodotte in tutto 50 auto blindate. Una delle ultime è rimasta in dotazione al Cremlino, come scrivono gli storici dell'Accademia del Servizio Federale di Sicurezza nel libro dedicato al 90° anniversario del Garage Speciale, fino al 1982. Al giorno d'oggi esistono non più di 10 esemplari di questo modello di Zis.

Le prime due auto avevano finestrini con uno spessore di 95 millimetri, che però sono stati sostituiti ora da vetri da 70 millimetri, per abbassare almeno un po' il peso dell'auto, che si aggira intorno alle 4,2 tonnellate. Ma anche in versione “sottile” i vetri pesano quasi mezzo quintale e possono essere alzati e abbassati solo con l'aiuto di martinetti idraulici.

La segretezza dell'epoca staliniana, venne sostituita da una maggiore apertura. Nikita Kruscev aveva a disposizione due auto a trazione integrale Zis-110P, con carrozzeria aperta, tipo torpedo. Entrambe venivano utilizzate per gite fuoristrada o anche per i terreni agricoli. La torpedo di Kruscev aveva un telaio originale e una scatola di rinvio con cambio a scalare copiata da quella dell'autocarro Gaz-63.

La passione per le auto scoperte, nella storia russa, risale già a Nicola II: lo zar era infatti convinto che “il popolo deve vedere il proprio zar”. La guardia di sicurezza si opponeva come poteva.

La moda mondiale degli zar accessibili allo sguardo del popolo, come fanno notare gli storici dei servizi speciali, iniziò a decadere dopo l'omicidio di Kennedy nel 1961. Nella LincolnX-100 su cui viaggiava il presidente non c'era il condizionatore e, a causa del caldo, la capote venne abbassata. E' curioso il fatto che nella Zis di Stalin, progettata durante la Seconda Guerra Mondiale, il condizionatore invece era presente.

L'apertura al popolo venne abbandonata definitivamente nel 1981, in seguito all'attentato a Papa Giovanni Paolo II da parte del turco Ali Agca.

Tutti sanno quanto Leonid Breznev fosse appassionato di automobili. C'è invece un fatto meno noto: alla fabbrica Gaz venne creata per il segretario generale un'auto apposta per le battute di caccia. La Volga Gaz-24-95 a trazione integrale su gomme fuoristrada pesava 1,6 tonnellate ed è classificabile come “berlina-anfibia”. L'asse motore anteriore, la scatola del cambio e il cardano di questa berlina sono stati presi dalla Gaz-69.

La Volga di Breznev si distingue in effetti per una tenuta di strada favolosa, che permette di scavalcare senza problemi un albero caduto o di superare piccole paludi .

Esistono in tutto cinque di queste auto, soltanto una delle quali si trova nel garage di Breznev. Altri proprietari di queste Volga anfibie furono il ministro della Difesa Dmitri Ustinov e il direttore della Gaz Ivan Kiselev. A metà degli Anni '70 non esisteva al mondo nulla di simile. Le Audi Allroad e le Honda Cr-V arriveranno sul mercato solo molti anni dopo.

 

La blindatura

Le capsule blindate delle Zis venivano testate al poligono di tiro con diversi tipi di armi. I segni delle pallottole rimasti sul rivestimento blindato di queste auto sono stati all'origine di voci su attentati contro i capi sovietici che sarebbero stati tenuti segreti. In realtà all'epoca del culto della personalità nessuno cercò mai di scagliarsi contro le auto blindate: il sistema di sicurezza statale funzionava alla perfezione.

Nel 1969 il terrorista V. Ilin, presso la porta Borovizkaja del Cremlino di Mosca, aprì il fuoco di due pistole contro un'auto che accompagnava degli astronauti, uccidendo l'autista del Garage Speciale (l'attentatore credeva che sulla macchina ci fosse Breznev). Si trattava però di una Zil-111G non blindata.

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