La Russia ha voglia di Sicilia

Foto: AFP/East News

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Compagnie turistiche dalla Federazione a Catania per conoscere meglio l’isola e promuovere i prodotti siculi nella terra degli zar.

Fu Guy de Maupassant a chiamare la Sicilia il paese delle arance. Ma questa è anche l'isola dei mandarini, delle mandorle, dei pistacchi e di altre dolcezze. Così, proprio a Catania, è arrivata una delegazione di agenti d'acquisto e rappresentanti di compagnie turistiche dalla Russia per approfondire la propria conoscenza dell'offerta turistica dell’isola,ma anche per parlare delle prospettive della vendita di prodotti siciliani in Russia col marchio “Made in Sicilia”.

 

Durante il business forum russo-siciliano, che si è svolto alla Camera di Commercio di Catania, gli italiani hanno messo in mostra specialità culinarie e altre prelibatezze. Mentre il presidente della Provincia Giuseppe Castiglione e il sindaco della città Raffaele Stancanelli insieme all'ambasciatore russo in Italia Aleksej Meshkov e ai rappresentanti delle aziende e delle banche italiane e russe erano impegnati nella seduta plenaria che si svolgeva ai piani superiori, al piano terra il consorzio Etna World Trade aveva raccolto 70 delle miglior aziende locali che presentavano prodotti siciliani d'eccellenza, mentre la Russia, in occasione dell'Anno della cultura russa in Italia e della cultura italiana in Russia, presentava una mostra fotografica di Evgenij Utkin(l’autore del testo, ndr).

 

“Contiamo di portare i prodotti col marchio Made in Sicilia a un livello internazionale. Stiamo cominciando a stabilire le relazioni d'affari internazionali con la Russia, che rappresenta un mercato molto promettente, nel quale vorremmo trovare la nostra nicchia”, ha annunciato durante il forum il presidente del consorzio Etna World Trade, Gigi Saitta. “Abbiamo dei prodotti eccezionali, dal vino all'olio d'oliva - ha aggiunto -, e possiamo proporre alle aziende anche l'aiuto di banche come ad esempio Intesa Sanpaolo”.

 

“La Russia è felice di accogliere sul proprio mercato le aziende siciliane. Esistono già diversi rapporti con alcune aziende dell'isola, e speriamo di poterli ampliare e rafforzare. La creazione di relazioni d'affari a livello delle regioni è alla base della collaborazione italo-russa in generale”, ha sottolineato durante il forum l'ambasciatore della federazione russa in Italia Aleksej Meshkov. “Ogni anno in Italia arrivano 400 mila turisti russi e la Sicilia è una delle regioni migliori per passare le vacanze”. I Paesi verso cui è diretto il maggiore flusso di turisti russi sono la Turchia e l'Egitto, ma l'Italia supera sia la Francia che la Spagna, come ha fatto notare l'ambasciatore. L'unico ostacolo al turismo verso l'Italia è la necessità del visto, che preclude spesso le convenienti combinazioni last minute.

 

“Bisogna creare una piattaforma Sicilia, - spiega Antonio Fallico, capo della sussidiaria di Intesa Sanpaolo a Mosca, - e questa piattaforma sarà la base di partenza per lo sviluppo dei rapporti tra il mercato e le aziende”. Lo scorso anno, proprio per sua iniziativa (Fallico è nato in Sicilia), si è svolto il business forum di Palermo, durante il quale sono state poste le basi per la collaborazione. Fallico si è anche fatto una reputazione come scrittore “russo” di successo, pubblicando con lo pseudonimo di Anton Antonov il romanzo “Leninskij Prospekt” (uscito solo più tardi nella versione italiana di “Prospettiva Lenin”).

 

Il vicepresidente dell'associazione italiana dei proprietari alberghieri Federalberghi, Nico Torrisi ha dichiarato di aver studiato le necessità dei turisti russi. “Deve esserci un hotel in riva al mare, con un ottimo servizio, possibilmente una spa e la possibilità di fare shopping in outlet o negozi alla moda”. E queste sono tutte cose che è possibile trovare in Sicilia. Inoltre Torrisi ha voluto sottolineare la creatività siciliana. “L'anno scorso su 250 idee innovatrici, 60 provenivano da cervelli siciliani, anche se il rapporto tra la popolazione dell'isola e quella del Paese è di 1:20”.

 

Il presidente della Camera di Commercio italo-russa Rosario Alessandrello, dal canto suo, ha confermato la piena collaborazione per la promozione dei prodotti siciliani d'eccellenza sul mercato russo.

 

Il vice-ministro degli Esteri Alfredo Mantica ha notato che per l'Italia “la Russia è praticamente un mercato naturale”. Sottolineando la qualità del cibo italiano, Mantica ha ricordato che “i migliori ristoranti di Mosca sono italiani o copia di ristoranti italiani”. Ogni anno aumenta la quantità di visti rilasciati dall'Italia, l'anno scorso ne sono stati emessi 600 mila. “Adesso, poiché il numero di turisti diretti in Egitto, Tunisi e altri Paesi dell'Africa settentrionale e del Medio Oriente si è ridotto, abbiamo la possibilità di reindirizzare parte di questo flusso verso l'Italia”, e in particolare in Sicilia, ha aggiunto Mantica: “Non so per quanto ancora faremo parte del G8, è chiaro che non possiamo competere con la Cina e con l'India. Ma resteremo sempre il Paese della cultura mondiale (metà del patrimonio dell'umanità catalogato dall'Unesco si trova in Italia). Ed è particolarmente significativo che a questo forum non sia rappresentato solo il mondo del business ma anche quello della cultura,- ha continuato Mantica facendo riferimento alla mostra fotografica -. E' la cultura che permette di superare le barriere e gli ostacoli e che avvicina i nostri Paesi”.

 

Al forum sono intervenuti anche i rappresentanti delle banche italiane che lavorano con successo sul territorio russo, Intesa Sanpaolo e Unicredit, Gaetano Casalina di Indesit Company (ha fatto notare che la compagnia occupa circa un quarto del mercato russo di lavatrici) e Alkhaz Khametov, il direttore commerciale della compagnia Lukoil in Italia. Lukoil è il principale investitore straniero in Sicilia, con investimenti per 1,5 miliardi di euro, in seguito all'acquisto di un pacchetto di azioni del complesso per la lavorazione del petrolio a Priolo da Erg. Ora Lukoil è arrivata sul mercato al dettaglio italiano con i primi 13 distributori di benzina (il 13 in Sicilia è un numero fortunato). È ovvio che per essere un giocatore che fa la differenza sul mercato del Paese, bisogna occupare almeno il 5% del mercato, che in Italia, con i suoi 22 mila distributori, vorrebbe dire avere almeno 1000 distributori. I numeri di Lukoil sono ancora molto lontani, ma del resto, questo è solo il primo passo.

 

Clima splendido, mare, la frequente attività vulcanica dell'Etna, capolavori architettonici, prezzi decisamente più bassi rispetto all'Italia del Nord, e assoluto lassismo e negligenza: è così che si può descrivere la Sicilia. Forse nei suoi difetti si potranno trovare aspetti positivi, mettendosi in viaggio senza aspettarsi più di tanto, e allora la realtà sarà sicuramente superiore a tutte le vostre aspettative.

 

La Sicilia poi, a quanto pare, non è così lontana da Mosca e San Pietroburgo. Da maggio a ottobre la Sicilia è collegata dai voli della compagnia low-cost locale Wind Jet, il cui proprietario Antonio Pulvirenti, è di origine catanese.

 

Le regioni russe e italiane continuano a sviluppare i propri legami in modo attivo. Ad esempio col forum economico di Bari, che si svolge ogni anno nella città pugliese, oppure col rapporto particolare stabilito dalla regione Marche con la regione russa di Lipetsk. E di recente, grazie all'interessamento di Antonio Fallico, il sindaco di Verona Flavio Tosi ha firmato un accordo di collaborazione col sindaco di Kazan, Ilsimur Metshiny.

 

Articolo originale pubblicato su "Expert"

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