Mosca torna nel mirino delle grandi aziende

Foto: Reuters/Vostock photo

Foto: Reuters/Vostock photo

Il formarsi della classe media fa crescere rapidamente i consumi delle famiglie. I grandi gruppi internazionali hanno fiutato le potenzialità e stanno investendo nel Paese.

Entro il 2015, la Russia dovrebbe essere il primo mercato europeo dell’automobile con quasi 3 milioni e mezzo di unità vendute. Un traguardo inimmaginabile solo qualche anno fa, e reso possibile dal formarsi della classe media nel Paese e dal contemporaneo rallentamento della domanda nell’Europa Occidentale.

Oggi a Mosca ci sono 250 auto per abitante, metà rispetto alle principali capitali dell’Europa Occidentale, ma il doppio rispetto ai piccoli centri della Federazione. E le stime vengono aggiornate di mese in mese al rialzo.

A conferma delle potenzialità espresse dal mercato locale ci sono gli accordi siglati negli ultimi mesi dalle multinazionali dell’automobile, a caccia di partner locali per crescere attraverso la produzione interna, aggirando così le barriere in arrivo sulle importazioni. Infatti, presto il Cremlino aumenterà i dazi per ogni operatore che non aumenterà la produzione di auto a 300mila unità l’anno. La gara è iniziata con le modifiche al regime fiscale entrate in vigore il 1° marzo, relative alla stretta sulla componentistica proveniente dall’estero. Degli otto produttori internazionali già operanti in Russia, sei hanno presentato proposte, e gli accordi per nuovi investimenti dovrebbero essere firmati entro giugno, ha rilevato Alexander Rakhmanov, direttore del dipartimento di Ingegneria automobilistica e agricola presso il ministero russo dell’Industria e del Commercio, che ha supervisionato il processo. «Non ci aspettavamo una risposta così forte da parte dei produttori», ha aggiunto.

Lo Stato ha concesso un regime fiscale agevolato e l’interruzione dei dazi sull’importazione per le imprese straniere intenzionate a costruire stabilimenti nella metà del decennio scorso, e molti gruppi automobilistici ne hanno tratto beneficio – i più grandi si trovano a San Pietroburgo e Kaluga – mentre la produzione di marchi esteri nelle fabbriche russe è cresciuta al punto che le compagnie internazionali hanno messo a dura prova nel 2008, anche se per breve tempo, il primato dei principali produttori nazionali, vale a dire Avtovaz e Gaz.

Ora il Cremlino è impegnato per completare la riforma di un settore che impiega ben più di un milione di persone.

Se la Russia accederà all’Organizzazione mondiale del commercio quest’anno, dopo 16 anni di tentativi, dovrà abolire tutti i dazi ancora in vigore e questo costituirà una sfida impegnativa, che tuttavia la Federazione appare oggi in grado di vincere.

La crescita del mercato automobilistico è tra i fiori all’occhiello con cui il Cremlino si presenta agli investitori esteri, interessati a capire se l’annunciata modernizzazione dell’economia trova riscontro nei fatti. Ma le ricadute sono molto importanti anche sul fronte dell’occupazione: «Per ogni posto di lavoro che creiamo nel settore automobilistico, ne vanno aggiunti altri 16 in ambiti complementari, spiega Rakhmanov, aggiungendo che la spinta della domanda è ancora forte, per cui non ci sono rischi di saturazione a breve per il mercato.

I recenti investimenti stranieri nel mercato russo delle auto contribuiranno in modo significativo ad accelerare la crescita e anche a migliorare la produttività dell’industria locale, facendo leva sull’esperienza e il know-how maturati in altri mercati.

 

La frase: Warren
Brown (Brown consulting)

" Nell’anno in corso le vendite di automobili in Russia raggiungeranno i 2 milioni e 250 mila unità, con un aumento del 18% rispetto al 2010. Una simile crescita è resa possibile dai cambiamenti positivi intevenuti in campo economico. La crescita del pil, stimata al 4%, sembra contenuta, se confrontata con quella degli altri Paesi compresi nel novero dei Bric”



La nota: Può essere una crescita provvisoria

 

Aleksei
 Zakharov, analista

Sarei cauto con i trionfalismi perché i dati di vendita in Russia co mprendono anche i veicoli commerciali leggeri e perché vanno letti anche alla luce della componente rottamazione. Con questo non voglio mettere in dubbio la crescita in atto, ma solo evitare che si brindi già al primato prossimo venturo.


Anche perché la crisi è stata dura e le vendite del 2010 (1,92 milioni di pezzi) non hanno ancora raggiunto i livelli del 2008 (2,08 milioni). Considerando l’effetto residuo del programma di rottamazione, il mercato del 2011 dovrebbe raggiungere i livelli del 2008 e forse riuscirà anche a superarli (si viaggia verso i 2,2-2,3 milioni di unità). Per altro, a quanto pare, il governo è disposto a prolungare la durata del programma, perciò la crescita potrebbe risultare più netta. Non credo che le nuove regole previste per i produttori stranieri comporteranno una crescita dei prezzi: il nostro non è ancora un mercato maturo e la concorrenza resta elevata. Il mercato, in generale, è determinato dalla domanda e dall’offerta. Se qualcuno non sarà in grado di adeguarsi ai nuovi requisiti, i concorrenti prenderanno il suo posto. Nel suo insieme, l’offerta ne risentirà in maniera molto contenuta.

 (Preparato da Anton Kutuzov)


 

Partnership:

 

Le multinazionali ora corteggiano i produttori locali

L’interesse dei grandi gruppi internazionali per il mercato russo dell’auto è testimoniato dai recenti accordi commerciali nel settore.

Negli ultimi mesi, le statunitensi Ford e General Motors, la tedesca Volkswagen e la giapponese Toyota hanno annunciato investimenti per diversi miliardi di euro con l’obiettivo di incrementare la produzione locale. In tutti i casi si è trattato di accordi con operatori locali, che conoscono il territorio. In particolare, Ford ha raggiunto un accordo con Sollers, che di fatto ha interrotto le trattative in corso tra quest’ultima e Fiat. L’azienda torinese ha fatto sapere, comunque, che non rinuncerà a crescere nel mercato locale. Resta da decidere se lo farà da sola o cercherà nuovi partner.

 

 

Tutti i diritti riservati da Rossiyskaya Gazeta