Se si punta sulla moda per investire in Asia

Il direttore creativo di Iceberg, Paolo Gerani, parla delle prospettive del mercato russo. E traccia paragoni con l’entusiasmo italiano di qualche decennio fa.

Foto: Max Avdeev


«Il mercato russo? Forse abbiamo trovato un nuovo El Dorado». Parole di Paolo Gerani, 48 anni, direttore creativo di Iceberg, nei giorni scorsi ospite con la sua nuova collezione Autunno Inverno 2011-2012 al Mercedes-Benz Fashion Week di Mosca, appuntamento clou per l’alta moda russa. «La Russia, insieme al Medio Oriente, rappresenta la nuova frontiera per la moda italiana», spiega Gerani al termine della sfilata. «D’altronde qui i soldi ci sono. E ce ne sono tanti».

Ma questo El Dorado, a quanto pare, Gerani lo aveva scrutato all’orizzonte già diversi anni fa, decidendo di aprire proprio a Mosca due nuovi negozi che, insieme ai punti vendita di Kiev, Dubai e Riyadh (quest’ultimo in Arabia Saudita), gli hanno spalancato le porte sui nuovi mercati emergenti. Tutt’altro che avari. «L’entusiasmo che si percepisce in questi Paesi», dice, «mi ricorda l’atmosfera che su respirava da noi in Italia 30 anni fa: le prime sfilate, i progressi delle grandi firme. Il tasso di crescita di questi mercati è buono. Da noi invece la crescita è bassa, se non addirittura negativa. E, a mio parere, nella cosiddetta Old Europe non si può sperare in un futuro particolarmente roseo».

Del resto, il comparto della moda si è salvato dagli effetti disastrosi della crisi globale. E se piano piano in lontananza si inizia a scorgere il sereno, lo si deve anche alle esportazioni verso la Russia, unico paese Bric che, secondo i dati Istat elaborati da Sistema Moda Italia, figura tra i primi dieci acquirenti di moda maschile italiana, al settimo posto con una quota del 4,5% dopo Francia (in cima alla lista con una quota del 13,5% sul totale), Germania (9,2%), Svizzera (9,2%), Spagna (7,9%), Stati Uniti (7,5%) e Regno Unito (7,1% «Lo Stato non percepisce la potenza di questo settore. Non solo questo governo, ma anche quelli precedenti hanno sempre dato poca importanza a un settore che dà lavoro a milioni di famiglie, che fattura più della Fiat. Il problema è che spesso non veniamo ascoltati. E questo, a mio parere, è un errore gravissimo». Troppo scarsi, secondo Gerani, anche gli incentivi dati dallo Stato ai designer emergenti. «E così ci ritroviamo noi stessi ad aiutare i giovani di talento. Nel tempo – spiega – abbiamo lanciato marchi come DSquared, Gianbattista Valli e Frankie Morello». Investimenti che richiedono non solo grande qualità del prodotto, ma anche capacità di scelta. «Davanti a noi vedo un futuro tosto», confessa. «L’importante sarà fare gli investimenti giusti, innovare il prodotto e innalzare il livello di percezione dei marchi. Cercando poi di riuscire a intercettare i gusti dei mercati emergenti, come Russia e Cina: capire i loro gusti, dare loro ciò che vogliono, compatibilmente con la nostra identità. Dobbiamo poi renderci conto che questi sono mercati da capire, non semplicemente da riempire».

E così la nuova collezione Iceberg è stata presentata al più importante evento di moda di tutto l’Est Europa, da sempre conosciuto come Russia Fashion Week, solo da poco ribattezzato con il nuovo nome accostato al marchio Mercedes-Benz. Un evento così importante da attirare i più autorevoli stilisti dei paesi vicini, come Ucraina e Bielorussia. Ma anche grandi firme inglesi, tedesche, spagnole. In passerella, la collezione ispirata al film anni Settanta “Ultimo tango a Parigi”, che ne ha suggerito i colori neutri e i ricami barocchi, tra linee minimal e accessori ridotti.

A seguire la sfilata, anche celebri volti legati al mondo della moda russo, dalla modella Karolina Kurkova alle attrici Olesya Sudzilovskaya e Olga Kabo. «Questa settimana della moda per loro è molto incoraggiante: c’è un bell’entusiasmo, anche se hanno ancora molto da imparare – conclude Gerani – Per quanto riguarda la nostra azienda, il 2010 è stato un anno stabile. Abbiamo un fatturato di oltre 100 milioni di euro e lavoriamo per crescere ancora di più. Per farlo, ovviamente, punteremo sulla Russia».

Paolo Gerani

Biografia: 

Nazionalità: Italiano 

Età: 48  

Attività: Imprenditore


Paolo Gerani è nato nel 1963. L’anno precedente i suoi genitori avevano fondato la Gilmar, che produce e distribuisce i marchi di abbigliamento “Iceberg” e “Gerani”. Paolo ha assorbito lo spirito dell’azienda, basato su lavoro, passione e determinazione.  


Entrato in azienda giovanissimo, si sente subito attratto dalla creatività del business: non tanto dalla creazione vera e propria delle collezioni, quanto dallo studio e dalla ricerca delle tendenze, dei tessuti e dei colori, ovvero dalla complessa, difficile arte di prevedere le tendenze della moda e dare forma ai desideri e alle aspettative del consumatore. Da qui nasce la sua passione per la pubblicità.


Il made in Italy può sfondare

Tatiana Souchtcheva (Societa Italia):

In Russia c’è una grande ripresa in vari settori, tra cui la moda, fiore all’occhiello del made in Italy. Dalla crisi i russi hanno imparato molto: l’atto di acquisto si è evoluto, sono attenti al rapporto qualità/prezzo, fanno molta attenzione al visual dei loro spazi e al merchandising. Inoltre investono molto nella formazione perché dalle professionalità dipende una quota importante del successo nei mercati internazionali. Hanno iniziato a curare la qualità del servizio incrementando così business. C’è entusiasmo e voglia di migliorarsi, innovarsi, costruire un futuro migliore.

Bisogna comunque dire che è finito il tempo dell’euforia in Russia, quando i soldi non si contavano e si spendeva con leggerezza. L’Italia ha tante opportunità di sviluppo nei rapporti commerciali. Anche in settori collaterali al fashion: come il merchandising, il consulting nell’assortimento prodotti e le boutique multibrand. Inoltre, i due Paesi sono accomunati dalla passione per la cultura, il cinema e la buona cucina. Le aziende della Penisola possono avere successo nella Federazione, ne sono certa, ma a una condizione: riuscire a proporre il made in Italy come uno stile di vita onnicomprensivo.

Tutti i diritti riservati da Rossiyskaya Gazeta