Gli esperti: Mai più Chernobyl, mai più Fukushima

Foto: Reuters/Vostock photo

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L’accorato appello raccolto in una lettera aperta inviata all’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica e firmata dagli scienziati di dieci Paesi.

“La sicurezza dell’energia nucleare è un tema al di sopra delle frontiere nazionali”. Questo è quanto hanno decretato, in seguito agli avvenimenti legati alla centrale di Fukushima, esperti di fama mondiale specializzati nel controllo della sicurezza nucleare provenienti da dieci paesi: Russia, Stati Uniti, Germania, Francia, Spagna, Svezia, Finlandia, Ucraina, Corea del sud e Lituania.

Gli scienziati che hanno firmato la relativa dichiarazione sono convinti che solamente un’energia nucleare che non metta in pericolo la vita, il benessere della popolazione e l’ambiente possa essere considerata accettabile per la società.

Nel documento intitolato Mai più  (Never Again), inviato all’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (Aiea), viene delineata una breve panoramica delle conseguenze dei tre disastri nucleari più gravi della storia : l’incidente alla centrale di Three Mile Island (Usa, 1979), l’esplosione della centrale di Chernobyl (Urss, 1986) e l’incidente alla centrale giapponese di Fukushima Daiichi, avvenuto lo scorso 11 marzo in seguito a un violento terremoto e a uno tsunami.

Di seguito alcuni passaggi del documento. “Da un lato il terremoto che l’11 marzo 2011 ha colpito Tohoku-Chihou-Taiheiyo-Oki dimostra che le centrali nucleari sono in grado di resistere a certe catastrofi naturali meglio di molte altre opere umane. D’altro canto, al momento della scelta sulla collocazione del progetto della centrale di Fukushima Daiichi, non è stato evidentemente preso in considerazione con sufficiente perizia tutto un insieme di fenomeni estremamente improbabili per la loro portata (il più grande terremoto mai visto nella storia del Giappone seguito da uno tsunami di portata massima, i quali hanno messo fuori servizio l’apparato di fornitura energetica della centrale)”.

A dire il vero tutti e tre gli incidenti (degli ultimi anni in Usa, Urss e Giappone, ndr) sono stati provocati dalla mancata considerazione, al momento del progetto, di una possibile combinazione di eventi di portata eccezionale. Inoltre il personale addetto alla riparazione delle conseguenze legate a tali aventi non disponeva della preparazione e delle strumentazioni adatte. Infine il passato insegna che tutti questi incidenti si sarebbero potuti evitare con dei perfezionamenti degli impianti relativamente poco costosi, la cui necessità si sarebbe potuta rilevare grazie ad un’analisi opportunamente approfondita.

“Tali constatazioni ci hanno portato alla conclusione che sarebbe possibile fare molto di più per prevenire incidenti gravi, e limitarne le conseguenze laddove si verifichino inevitabilmente. […] È necessario fare passi avanti nello studio e nelle conoscenze relative alla sicurezza, e rafforzare quest’ultima ad ogni livello di direzione e di regolamentazione dell’energia atomica, inoltre, fare in modo che venga dedicata la massima attenzione ai dettagli, realizzare programmi efficaci di aggiornamento, di analisi e di risoluzione dei fattori che riducono il livello di sicurezza, assicurando una gestione efficace delle conoscenze relative al nucleare.

Deve essere rivolta particolare attenzione alla qualità nella preparazione delle dirigenze del settore nucleare. A tale scopo i Paesi fornitori di centrali nucleari devono istituire dei centri di formazione di specialisti per i Paesi che acquistano tali tecnologie. Per essere in grado di compiere scelte complesse e critiche in situazioni impreviste, gli specialisti del settore dell’energia atomica non devono solo sapere come funziona tale tecnologia, ma anche perché. Inoltre gli organi di regolamentazione devono aumentare il livello di esperienza e dei controlli, e garantire la trasparenza e la correttezza dei risultati di tali controlli alla società civile. I controlli di routine sono indispensabili, ma è ancora più importante essere in grado di rilevare e di risolvere i segnali premonitori di possibili incidenti o dell’avvento di circostanze improbabili.

In aggiunta alle misure di prevenzione successive a gravi incidenti, è indispensabile adottare delle misure volte ad arginare le eventuali conseguenze di tali avvenimenti. È di fondamentale importanza tracciare un’analisi approfondita della vulnerabilità di ogni centrale rispetto ad incidenti di grave portata, e prevedere operazioni di gestione di tali incidenti in tutti i reattori in attività. Le operazioni di gestione degli incidenti devono prevedere l’utilizzo delle strumentazioni tecniche necessarie, di attrezzature di riserva e di procedure di ristabilimento delle funzioni di evacuazione del calore dalla zona attiva volta ad evitare la fusione del combustibile nucleare. Il personale delle centrali deve essere adeguatamente formato a svolgere le operazioni necessarie previste da uno schema flessibile di gestione di un eventuale incidente grave.  

[…] È indispensabile delineare le regole in materia di sicurezza per le future centrali nucleari, al fine di garantire il corretto funzionamento dei sistemi di raffreddamento di emergenza, che devono essere efficaci per un lungo lasso di tempo in seguito ad un’interruzione completa dell’alimentazione elettrica. Le future centrali devono essere in grado di ristabilire rapidamente o di compensare un’eventuale mancanza di alimentazione elettrica. Per le nuove centrali è necessario utilizzare sistemi passivi e tecnologie efficaci nella costruzione dei sistemi e nella messa a punto del materiale, delle informazioni e delle relazioni.

Le nuove centrali devono nascere in zone distanti dai siti ad alto rischio di disastri naturali o di natura tecnica. La valutazione dei rischi e la loro gestione devono essere finalizzate all’ottimizzazione dei progetti e dello sfruttamento delle centrali, ma non devono sostituire i fondamenti consolidati in materia di sicurezza. Le centrali di prossima generazione devono garantire la sicurezza anche nell’eventualità in cui il personale sia impossibilitato ad effettuare azioni immediate in seguito ad un incidente.

La responsabilità e la qualificazione dei funzionari pubblici e privati preposti a prendere decisioni che esercitano un’influenza sulla sicurezza nucleare devono essere rafforzate in relazione alle tematiche che lo richiedono. Le strutture pubbliche, in particolare gli organi di regolamentazione in materia nucleare, devono rendere conto alla società dei loro risultati in termini di sicurezza e dar prova di trasparenza nei confronti della collettività, di cui devono conquistare la piena fiducia. È indispensabile assicurarsi che gli organi nazionali di regolamentazione in materia nucleare di tutti i paesi siano completamente indipendenti nel prendere decisioni relative alla sicurezza nucleare, e che siano in possesso delle competenze, delle risorse e dei poteri necessari. Le spese dei proprietari di centrali nucleari investite nell’assicurazione di sicurezza civile devono essere proporzionate ai loro risultati in termini di sicurezza delle centrali.

La sicurezza dell’energia nucleare è un tema al di sopra delle frontiere nazionali. In relazione al risultato dei dibattiti tenutisi in seno alla Convenzione sulla sicurezza nucleare, per l’Aiea e organi più localizzati quali l’Ue o le organizzazioni industriali quali l’Associazione Mondiale di Operatori del Nucleare (Wano) è indispensabile elaborare e introdurre misure volte a garantire un rafforzamento del regime internazionale di sicurezza nucleare. Un aspetto essenziale è rappresentato dallo studio e la definizione delle più efficaci misure per raggiungere un alto livello di sicurezza nucleare in tutto il mondo.    

Possono tali misure portare all’istituzione di nuove strutture internazionali come ad esempio un’agenzia internazionale di regolamentazione, dotata di poteri che le consentano di introdurre norme internazionali vincolanti e di realizzare dei controlli obbligatori, oppure portare al perfezionamento e al rafforzamento delle strutture esistenti con un’attenzione particolare alla responsabilità dei paesi, il tutto correlato a verifiche internazionali rigorose? È auspicabile che la conferenza internazionale convocata dall’Aiea a Vienna il prossimo giugno funga da trampolino di lancio per le discussioni su tali misure.

È essenziale elaborare e integrare nel regime internazionale di sicurezza nucleare delle linee guida rivolte ai paesi che desiderano intraprendere una strada di sviluppo dell’energia atomica. Tali paesi devono dare prova della loro disponibilità a soddisfare standard internazionali elevati in tema di sicurezza nucleare e fisica e dichiarare la non-proliferazione di armi nucleari per l’intera durata dei loro programmi nucleari. […]”.

Gli esperti che hanno partecipato all’elaborazione della dichiarazione e acconsentono alla sua pubblicazione : Adolf Birkhofer (Germania), Agustin Alonso (Spagna), KunMo Chung (Repubblica di Corea), Harold Denton (USA), Laeorgui Koptchinski (Ucraina), Jukka Laaksonen (Finlandia), Salomon Levy (Usa), Roger Mattson (Usa), Viktor Mourogov (Russia), Nikolaï Ponomarev-Stepnoï (Russia), Viktor Sidorenko (Russia), Nikolaï Steinberg (Ucraina), Pierre Tanguy (Francia), Jurgis Vilemasurg (Lituania).

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