“I russi? Da semplici abitanti a veri cittadini”

Mikhail Fedotov. Foto: Sergei Golovach

Mikhail Fedotov. Foto: Sergei Golovach

E’ il progetto di trasformazione della società civile ideato dal capo del Consiglio presidenziale per i diritti dell'uomo Mikhail Fedotov.

L’aria di novità investe la società russa. Il Consiglio per i diritti dell'uomo presso il Presidente della Federazione Russa ha intenzione di presentare al capo dello Stato un programma a più punti per la costruzione della società civile. Il piano d'azione sarà costituito da un elenco di iniziative di legge e atti normativi, che andranno a toccare praticamente tutti gli aspetti della vita sociale e politica del Paese e serviranno a trasformare i russi da semplici abitanti in veri cittadini. Il programma, per la sua ambizione e la sua portata, ha già ricevuto il nome convenzionale di “Piano Marshall” per la società civile. A illustrarlo è il suo ideatore, Mikhail Fedotov, a capo del Consiglio.

Che tipo di documento state preparando?

 

Dev'essere un programma di grande portata grazie al quale verranno articolate fra loro varie misure che permetteranno di creare le condizioni per lo sviluppo di una società civile che garantisca il rispetto dei diritti umani. Questi provvedimenti saranno volti a creare le condizioni mentali per la modernizzazione del Paese, che non è perseguibile senza una modernizzazione della coscienza, delle relazioni sociali e degli stereotipi comportamentali. Perché anche se il sistema sovietico ha smesso di esistere ormai da vent'anni i suoi stereotipi sono ancora qui.

Quali sono le proposte nello specifico?

 

Adesso siamo solo nella fase iniziale di preparazione del programma. L'importante è definire i valori di base, che devono essere il fondamento di questo programma. Ad esempio, ciò di cui ho parlato col Presidente e cioè che, prima di tutto, è molto importante dare all'individuo la possibilità di vivere in una società effettivamente equa, e, in secondo luogo, la possibilità di conoscere la verità su tutto quello che accade intorno. Terzo punto, la possibilità di sentirsi libero. Altrettanto importante è poi la sensazione reale di equità, verità e libertà. Perché a volte capita anche che una persona non si renda conto della sua effettiva libertà, non la percepisca ed è per questo che non riesce a districarsi dal labirinto di divieti non scritti in cui è abituato a vivere.

Di recente ha annunciato di voler proporre al Presidente un pacchetto di legge che permetterà di mettere davvero in pratica la Costituzione Russa. Quali sono le norme costituzionali che necessitano di un sostegno legislativo più adeguato? Cosa c'è di già pronto?

 

Si tratta del secondo capitolo della Costituzione. I nostri esperti di diritto hanno approntato per ora soltanto delle bozze riguardo a due articoli: il famoso articolo 31, che garantisce ai cittadini il diritto di riunione, e l'articolo 21, che afferma che nulla può giustificare l'umiliazione della dignità umana. Il nostro obiettivo è quello di preparare delle proposte di legge che facciano sì che queste norme costituzionali vengano applicate in modo reale e non solo formale, lavorando sul riequilibrio di diritti, doveri e misure di responsabilità dei soggetti.

Si intende la responsabilità dei rappresentanti del potere di fronte alla società?

 

La responsabilità reciproca delle istituzioni e del singolo cittadino. Per noi è importante che il cittadino abbia un atteggiamento responsabile nei confronti della sua missione sulla terra. E' per questo che parliamo della necessità di “civilizzazione” della popolazione, che dovrebbe così trasformarsi in quella popolazione multietnica della Russia di cui la nostra Costituzione parla come della fonte superiore del potere. E di sicuro è molto importante far sì che lo Stato si occupi in modo efficace degli interessi della società. Uno Stato che assomiglia a un formicaio burocratico non può avere degli interessi propri: è solo un'organizzazione politica della società, nulla di più.

Ma il nostro Stato è qualcosa di più?

 

Uno Stato che si preoccupa solo di perseguire i propri obiettivi, separati dagli interessi della società, entra per forza in conflitto con la propria funzione e, in fin dei conti, fallisce sempre. La società però non deve approfittarsene. Il suo compito è quello di far sì che lo Stato si occupi dei suoi interessi in modo efficace. Anche l'enorme quantità di problemi irrisolti, basta fare un giro in un poliambulatorio di quartiere per valutarne la portata, è in gran parte frutto dell'assenza di pressione sullo Stato da parte della società, della mancanza di iniziativa della società in fatto di auto-organizzazione per arrivare a soddisfare molti dei propri bisogni in modo autonomo. Emerge quindi un obiettivo preciso: insegnare ai cittadini l'auto-organizzazione, sostenere la creazione di strutture civili autonome, affidare loro parte delle funzioni statali insieme a risorse, poteri e responsabilità.

L'articolo 31 della Costituzione viene ormai associato ai sit in di Piazza Triumfalnaja, che ad esso si ispirano. Saranno semplificate le pratiche?

 

Delle proposte in questo senso arriveranno senza dubbio nelle prossime fasi di lavoro sul progetto. Per adesso stiamo ancora cercando di formulare in modo preciso gli obiettivi e di definire il sistema di mezzi che ci aiuteranno a raggiungere tali obiettivi. Dopo di che si parlerà delle risorse, dell'ordine in cui devono essere fatti i vari passi e così via. Alla fine, dovremo consegnare al presidente un documento che conterrà indicazioni del tipo: bisogna approvare la data legge, emettere il determinato decreto, in modo che essi prevedano questo e quello.

Quanto pensate che ci vorrà per sradicare gli stereotipi che sono andati formandosi nel corso dei secoli?

 

A questo proposito, c'è da notare che i bolscevichi riuscirono a farlo in tempi brevissimi. Gli stereotipi comportamentali nella Russia zarista erano completamente diversi da quelli che assunsero proporzioni di massa dopo appena vent'anni di potere sovietico. Adesso dovremmo operare una trasformazione della coscienza sociale analoga per efficacia, ma completamente diversa per contenuto morale, metodi e obiettivi.

Noi non dobbiamo mettere in riga le persone per ottenere la vittoria dello stato di diritto sociale e democratico descritto dalla nostra Costituzione. Dobbiamo insegnare alle persone le regole dell'autodisciplina e dell'auto-organizzazione, ad essere intraprendenti e a non “stare sdraiati sulla stufa”. Bisogna rendersi conto che la fiaba popolare di Emelia, che riusciva a realizzare i propri desideri grazie a un luccio pescato per caso, è un modello sbagliato per una società che vuole diventare moderna. Va bene per una società che vuole restare arcaica e continuare a vivere sognando il luccio che riuscirà a trasformare la stufa in una fuoriserie. Ma non arriverà nessun luccio e la stufa cadrà a pezzi per la vecchiaia.

Crede che la società russa contemporanea voglia davvero questo tipo di autonomia?

 

Per adesso nella società prevalgono gli atteggiamenti parassitari. Si sentono dappertutto richieste, tipo: datemi dei soldi, datemi un alloggio … Noi vogliamo che cambi la motivazione e di conseguenza il carattere delle richieste. Perché ci sia intraprendenza serve libertà, per la fornitura auto-gestita di servizi sociali servono risorse, perché questi servizi funzionino serve responsabilità. Per questo è importante stimolare le persone a impegnarsi per gestire gli affari della società e a richiedere invece quello che non possono ottenere solo con le proprie forze, cioè le risorse.

Una società più autonoma ha il diritto di pretendere maggiore libertà politica. E’ a favore di una modernizzazione economica che vada di pari passo con una modernizzazione del sistema politico?

 

Certo. Ma la richiesta di cambiamenti politici deve venire dal basso, non dall'alto. I partiti politici devono crescere durante il processo di auto-organizzazione della società. Noi vogliamo che la società si svegli e non solo che faccia finta di essere “ben sveglia e allegra”. E bisogna smetterla di mostrare alla società sogni propagandistici nei quali potersi crogiolare. L'ideologia dell'obbedienza passiva deve essere sostituita dall'ideologia della modernizzazione. E' per questo che il Consiglio è molto preoccupato per le questioni che riguardano l'istruzione, l'educazione, la formazione di una visione adeguata del mondo tramite i mezzi di informazione di massa. Provate a guardare i programmi dei canali televisivi nazionali. Vi sembra che stimolino l'intraprendenza? No di certo, la nostra è una televisione per casalinghe.

Anche le casalinghe possono spingere il Paese alla modernizzazione?

 

Non vedo perché una casalinga non possa contribuire alla modernizzazione. Potrebbe ad esempio entrare a far parte della compagnia dei proprietari immobiliari, o del movimento dei difensori della pulizia delle strade, aprire un blog dedicato all'educazione dei figli. Così, piano piano, da semplici casalinghe le nostre concittadine si trasformerebbero in padrone della nostra grande casa comune, la Russia.

Adesso invece sono solo ospiti?

 

No, sono persone a carico.

E la classe politica è pronta a cambiare?

 

Secondo me, no. La classe politica, oggi, è pienamente soddisfatta della sensazione generale di stabilità. E’ convinta che gli alti livelli dei prezzi del petrolio continueranno a garantire la stabilità. Ma non è su queste basi che si può costruire una politica a lungo termine degna di uno Stato moderno. La situazione in Libia, tra parentesi, dimostra che i prezzi del petrolio non sono in grado di mantenere da soli la stabilità politica.

Ha tratto queste conclusioni dalla reazione alle sue proposte dei funzionari?

Non si può dire che i funzionari entrino volentieri in contatto col Consiglio per i diritti umani. Ci capita regolarmente di avere problemi con dei dicasteri che in teoria applicano le indicazioni del Presidente basate sulle nostre proposte.

Ha da poco annunciato che inizierà la perizia pubblica sul secondo processo a carico di Mikhail Khodorkovskij e Platon Lebedev e che verranno coinvolti anche esperti stranieri. Perché?

 

A noi non interessa che gli esperti siano stranieri o meno. A noi importa sapere che siano davvero esperti d’alto livello in scienza giuridica e che siano indipendenti oppure di parte.

Ci sono altri processi per cui avete intenzione di organizzare perizie analoghe?

 

Un lavoro analogo si sta già svolgendo sul processo a Sergej Magnitskij.

Il materiale è pubblicato in versione ridotta

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