Caucaso, ricordando Beslan il futuro è dei giovani

Taymuraz Mamsurov, presidente dell’Ossezia Settentrionale. Foto: Ruslan Sukhushin

Taymuraz Mamsurov, presidente dell’Ossezia Settentrionale. Foto: Ruslan Sukhushin

Intervista a Taymuraz Mamsurov, presidente dell’Ossezia Settentrionale: “Avremo un lungo periodo di pace grazie alla gioventù che ci guiderà verso un futuro prospero”.

Per quale motivo una famiglia dovrebbe decidere di volare in vacanza nel Caucaso settentrionale invece che optare per un Paese più stabile?

Questa è una barriera psicologica che noi dobbiamo abbattere e ciò richiederà del tempo. Non possiamo vincere il problema solo con una valanga di pubblicità, perché si sortirebbe l’effetto contrario. Ciò che serve è che la gente venga da noi, si diverta e ci raccomandi agli amici.

I Giochi Invernali del 2014 coinvolgono la Repubblica?

Certo. Forniamo molte materie prime e alcuni dei nostri lavoratori edili sono lì. Una volta terminati i Giochi, riceveremo una delle arene del ghiaccio che saranno usate a Sochi, qui a Vladikavkaz. Non sono le Olimpiadi di Sochi, sono le Olimpiadi russe. E non c’è dubbio che noi tutti, da Kamchatka a Kaliningrad, dobbiamo fare la nostra parte per renderle uniche.

La sua regione ha un tasso di disoccupazione relativamente basso, il 12%. Come si spiega?

Il Caucaso ha sempre avuto una forza lavoro in eccesso, anche in epoca sovietica. Allora volevano impiegare tre persone in un unico lavoro, per combattere la disoccupazione. Economicamente parlando, era un disastro, ma la disoccupazione era considerata il problema maggiore.

Quali settori potrebbero guidare l’economia della Repubblica per i prossimi decenni?

Metallurgia e selvicoltura: scelte basate sulle nostre risorse naturali. Queste sarebbero alla base di costruzioni e manifatture, specialmente per strade e mobili. Dobbiamo anche imparare a trarre vantaggi dalla nostra ospitalità attraverso il settore dei servizi. Stiamo investendo risorse e organizzando corsi di formazione manageriale per i nostri giovani.

L’Ossezia Settentrionale sente ancora la ferita di Beslan?

Beslan rimarrà nelle nostre menti per moltissimo tempo. Ci sono cose difficili da dimenticare, altre impossibili. Ci sono cose, invece, che non dovrebbero essere mai dimenticate. Beslan appartiene alla seconda e alla terza categoria. Quei bambini, che allora avevano 4 o 5 anni ricorderanno quel giorno per tutta la loro vita. Dobbiamo sempre ricordare Beslan, anche quando sarà passato così tanto tempo da pensare che una cosa del genere non sarebbe mai potuta succedere.

Ripone fiducia nel piano per sviluppare il turismo nel Caucaso del Nord? Scemerà la violenza?

Sono convinto che avremo un lungo periodo di pace qui, ma non collegherei ciò direttamente allo sviluppo del turismo.

Allora quali potranno essere i fattori che faciliteranno questa pace duratura?

Le ultime generazioni si sono dimostrate straordinariamente versatili, a loro agio in ogni situazione, dando spazio al talento e conservando i propri onorabili valori. Qui abbiamo gruppi di giovani provenienti da Cecenia, Inguscezia e Cabardino-Balcaria, e l’interazione positiva fra loro e i nostri giovani è eccezionale. Questa gioventù ci guiderà verso un futuro prospero.

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