Anno 2011, il sogno dell’ambasciatore italiano in Russia

Foto: Kommersant Photo

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Antonio Zanardi Landi ha illustrato le iniziative e i temi centrali di un Anno all’insegna dell’incontro tra le culture dei due Paesi.

“La decisione di organizzare l’Anno della lingua e della cultura italiane in Russia e un’analoga iniziativa della Russia in Italia è nata dal desiderio dei due Paesi di estendere anche all’ambito culturale gli ottimi rapporti già esistenti nella sfera economica e politica. Come saprete – ha spiegato Antonio Zanardi Landi, ambasciatore italiano a Mosca - l’organizzazione dell’Anno di interscambio rientra nel quadro delle nostre intensissime relazioni politiche ed economiche.    

I colloqui ai massimi livelli si svolgono con grande frequenza. L’anno scorso abbiamo stabilito un record: ci sono stati sei incontri tra i capi di Stato e i loro vice. L’Italia, che è un grande importatore di beni dalla Russia e, soprattutto in campo energetico, sta diventando un buon partner anche dal punto di vista industriale. Per sottolineare il nostro impegno nell’ambito economico e politico abbiamo deciso di portare in Russia ciò che abbiamo di meglio. È un impegno di grande responsabilità, perché in Russia c’è un numero straordinario di conoscitori e di amanti dell’arte italiana che talvolta conoscono la nostra realtà meglio degli italiani stessi.

Portare delle opere dall’Italia in città che hanno la Galleria Tretjakovskij, il Museo Statale Pushkin o l’Ermitage è un’impresa tutt’altro che facile. È difficile portarvi della musica e un balletto del livello necessario per reggere la concorrenza dei vostri. Ma faremo del nostro meglio, e spero molto che riusciremo nel nostro intento.   

Vorrei soffermarmi sugli eventi principali di questo Anno di interscambio e sottolineare un paio di sue caratteristiche.  Innanzitutto, le manifestazioni non saranno limitate a questi 12 mesi, ma continueranno anche oltre il 31 dicembre, vale a dire nel 2012. Ciò è conforme ai nostri intenti: non vorremmo che con il 2011 si concludesse lo scambio culturale tra i nostri due Paesi. In secondo luogo, non si può fare a meno di menzionare il carattere multiforme di questa iniziativa e la sua importanza su diversi piani.  Porteremo in Russia molte opere d’arte e della nostra cultura, ma al tempo stesso non mancheremo di sottolineare anche l’intensa cooperazione nelle sfere tecnico-scientifica e produttiva. Una sezione particolare sarà dedicata all’arte contemporanea, al design e all’industrial design. Vogliamo dare innanzitutto nuova risonanza a dei capolavori che sono già conosciuti, ma forse non abbastanza. Parlo della collaborazione tra i centri di ricerca scientifica, per esempio nel campo dell’astrofisica.        

Io stesso ho scoperto solo qualche settimana fa che nei Laboratori Nazionali del Gran Sasso, in Abruzzo, lavorano circa 80 scienziati russi. È una riprova di quanto sia fertile e profonda la collaborazione tra i nostri due Paesi nel campo della fisica nucleare e delle altre scienze fisiche. In terzo luogo, servendoci di questo anno di interscambio intendiamo moltiplicare notevolmente i contatti tra i cittadini, le associazioni, le scuole, le università e i centri culturali dei due Paesi. Pertanto, lavorando insieme ai colleghi russi, siamo riusciti a convincere il governo a fornire gratuitamente i visti consolari ai cittadini russi che hanno partecipato all’organizzazione dell’Anno di interscambio. Attualmente stiamo esaminando la possibilità di rilasciare dei visti di ingresso gratuiti a validità prolungata. È un piccolo gesto, con cui però vogliamo dimostrare che lo spazio della cultura tra i nostri due Paesi è uno spazio aperto. Anche sotto questo aspetto l’Anno di interscambio possiede per noi un grande significato simbolico.

Alcuni capolavori di eccelso livello artistico, parlo di quadri come il Doppio ritratto di Giorgione o la Medusa di Bernini, saranno esposti all’Ambasciata prima di essere trasferiti al Museo Pushkin. Avremmo voluto fare lo stesso anche con il dipinto di Botticelli Pallade e il Centauro, ma ci siamo accorti in tempo che il quadro non poteva passare dalla porta dell’Ambasciata.  

Abbiamo cercato di coinvolgere nelle iniziative dell’Anno di interscambio il maggior numero possibile di città della Federazione Russa. Sono in programma 32 eventi che si svolgeranno in varie città, oltre a quelli di Mosca. In particolare, abbiamo intenzione di portare a San Pietroburgo delle opere d’arte di altissimo livello, in occasione del Forum economico mondiale che si terrà in questa città a giugno.  

L’Anno dell’interscambio culturale è suddiviso in 10 sezioni: arte, cinema, balletto, musica, teatro, lingua e letteratura, spiritualità, sport, scoperte e soluzioni d’avanguardia e regioni dell’Italia.  

Nel campo delle arti figurative tra gli eventi principali l’esposizione del dipinto Dama con liocorno al Museo Pushkin fino al 10 maggio. La mostra è stata realizzata su iniziativa dell’Ambasciata e si intitola “Dal Rinascimento al Barocco”.  L’11 maggio sarà sostituita dalla tela di Botticelli Pallade e il Centauro. È impossibile esprimere a parole l’effetto che produce questa tela messa accanto all’altra dello stesso autore già custodita nel Museo Pushkin. Dal 18 maggio al 24 giugno sarà sottoposta al giudizio del pubblico russo l’arte italiana del XX secolo proveniente dalle collezioni del Castello di Rivoli. In quel periodo l’Unione Sovietica e l’Italia erano già vicine, tra i due Paesi c’era un’attiva cooperazione.

Dal 29 maggio al 24 luglio, poi, nei musei del Cremlino di Mosca sarà esposta la collezione dal titolo “I tesori dei Medici”.  Si tratta di una collezione molto interessante, che comprende manufatti di avorio e di cristallo. È assai rappresentativa delle propensioni della famiglia Medici e del collezionismo dallo scorcio del XVI secolo alla fine della loro dinastia. Dal 16 settembre al 20 novembre presso la Galleria Tretjakovskij si terrà una mostra su Antonello da Messina. Se Raffaello è stato scelto come emblema della pittura italiana, questo artista di altissimo livello in Russia è ancora poco conosciuto.    

Dal novembre 2011 al gennaio 2012 all’Ermitage di San Pietroburgo resterà aperta la mostra “L’Ottocento italiano”. Da parte nostra è stato un atto di coraggio, perché abbiamo dovuto confrontarci con i grandi artisti russi della stessa epoca.  Il XIX secolo in Italia è studiato meno dei periodi che lo precedono.  Eppure abbiamo scelto proprio quest’epoca, anche per sottolineare come l’Unità d’Italia fu realizzata proprio allora. A conclusione della sezione dedicata alle arti figurative si terrà una mostra su Caravaggio, ospitata al Museo Pushkin dal dicembre 2011 fino al febbraio 2012.     

Ci saranno moltissime iniziative dedicate al cinema. Dal 17 al 20 febbraio si è tenuto il Grande Festival del cinema di Venezia.  Il 14 marzo si è concluso il Festival del Nuovo Cinema Italiano. Da giugno a dicembre di quest’anno sarà in corso un’iniziativa dal titolo “Il cinema italiano tra memoria e futuro”.

Non posso tralasciare di parlare della sezione dedicata a musica e balletto. Al Teatro Mariinskij abbiamo portato il Nabucco.  Il 4 e il 5 aprile nella Sala concerti Cajkovskij si terranno due concerti diretti dal Maestro Zubin Mehta. Il 6 aprile il concerto si terrà nella Sala maggiore della Filarmonica Shostakovich di San Pietroburgo.  

L’Anno dell’interscambio culturale prevede numerosi spettacoli teatrali. La sezione del teatro si aprirà con la partecipazione di alcuni nostri spettacoli al Festival internazionale Cechov, il 28 maggio e il 14 giugno. Dal 27 settembre fino al 20 ottobre 2011 a Nizhnij Novgorod, Kazan, Samara, Ufa, Cheljabinsk ed Ekaterinburg sarà in tournée la commedia di Carlo Goldoni Arlecchino servitore di due padroni. In autunno queste città riceveranno la visita delle maschere del teatro della Commedia dell’arte.  In ottobre a San Pietroburgo e a Ekaterinburg si terranno alcuni spettacoli del teatro delle marionette.   

Ma l’iniziativa più interessante sarà probabilmente quella intitolata “Poesia in metrò”. A partire da giugno, quattro vagoni di un convoglio della linea rossa saranno decorati con brani delle opere dei nostri autori contemporanei.

Insomma, quest’Anno ci riserva molte sorprese e non sarebbe giusto svelarle tutte adesso. Siamo sinceramente contenti del fatto che i russi non solo dimostrano un enorme interesse per le nostre iniziative congiunte, ma spesso si rivolgono all’Ambasciata per presentare le loro proposte.  Siamo pienamente convinti che l’Anno dell’interscambio culturale farà da presupposto a un grandissimo numero di nuovi contatti e a una proficua collaborazione destinata a durare molto più di dodici mesi.  A tale proposito, stando ai dati dell’Istituto di cultura italiana in Russia, nel Paese le richieste di studiare la lingua italiana nell’ultimo anno sono raddoppiate. Non l’ho ancora detto a nessuno, ma il sogno a cui tengo di più è che in un futuro molto prossimo la domanda raddoppi ancora”.

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