Alla poetessa Stepanova il premio Lerici Pea

A Mosca la quarta edizione del prestigioso riconoscimento letterario che sancisce i legami culturali tra Italia e Russia. Ex aequo allo slavista e traduttore Remo Faccani.

Echi culturali italiani a Mosca grazie alla cerimonia di premiazione del Lerici Pea, che si è svolta nella Sala Ovale della Biblioteca di letteratura straniera Rudomino. Il prestigioso riconoscimento letterario esiste in Italia dagli Anni '50 del secolo scorso, dove viene assegnato ogni anno a settembre nella cittadina di Lerici.

 

La sezione russa del premio, che si svolge a Mosca, non vanta una storia altrettanto lunga, ma come hanno spiegato il presidente del premio Lerici Pea, Adriana Beverini e il presidente della giuria Giovanni Perrino, la scelta della capitale russa è tutt'altro che casuale. I legami letterari tra la Russia e l'Italia sono sempre stati solidi e fertili ed è per questo che si è sentita la necessità di continuare a sostenerli, promuovendo i giovani autori e traduttori di entrambi i Paesi.

 

A proposito dell'importanza e del valore di questo singolare “ponte poetico” (una serata di poesia con questo titolo si è svolta alla vigilia della premiazione tra le mura dell'Istituto Italiano di Cultura) hanno parlato anche il direttore dell'Istituto Italiano di Cultura, Adriano dell'Asta, e il noto traduttore russo dall'italiano,nonché membro della giuria, Evgenij Solonovich.

 

La sala della biblioteca era piena di persone che volevano non solo ascoltare le poesie dei vincitori (purtroppo Remo Faccani non è riuscito a raggiungere Mosca per un imprevisto), ma anche avere la possibilità di vedere coi propri occhi un “classico” vivente della poesia italiana, Giuseppe Conte, ospite d'onore della premiazione. Per lo stupore dei presenti il maestro ha letto non solo alcune delle sue vecchie poesie, come ad esempio “Non finirò di scrivere sul mare” o il sonetto “Poeta”, ma ha condiviso col pubblico una creazione assolutamente fresca, scritta in Russia, sulle impressioni suscitate da una passeggiata sulla Piazza Rossa.

 

“Di certo la correggerò ancora molte volte, ma ho deciso di leggervela lo stesso”, ha detto il poeta. L'inattesa bufera marzolina di Mosca ha ricordato a Conte le sensazioni legate al mare, elemento al quale si sente profondamente legato. Conte visitò Mosca per la prima volta quando era ragazzo nel 1970 e poi di nuovo nel 1987, invitato dall'Unione degli Scrittori dell'Urss. Da allora molte cose sono cambiate.

 

Per questo, nella poesia intitolata per ora “La Piazza Rossa” lo “spirito parigino dei Gum” e le mura rosse del Cremlino si accompagnano alla sofferenza che l'eroe poetico prova sentendo le violente raffiche del vento del nord sul suo viso. La poesia, ha comunque un finale ottimistico, in armonia col carattere italiano: “Credo soltanto in primavera che viene e in terra che la salverà”.

 

Le poesie della vincitrice del premio Lerici Pea – Mosca 2011, Maria Stepanova, hanno invece un tono completamente diverso: quando la poetessa legge le sue poesie, l'espressione del suo volto cambia, diventa furiosa e a tratti patetica. Anche durante il discorso che la Stepanova ha rivolto al pubblico dopo aver ritirato il premio sono risuonate note apocalittiche, legate in parte ai difficili momenti che stiamo passando (i disastri che hanno colpito il Giappone, la Libia e il Medio Oriente in genere).

 

Secondo la Stepanova tutto quello che ci capita durante la vita serve a ricordarci la natura effimera della nostra stessa esistenza. Quasi a illustrare le sue parole, soltanto una rosa rossa occupava la poltrona sulla quale alcuni anni fa, in prima fila, era seduta la grande poetessa russa Bella Akhmadulina (nel 2008 vincitrice del premio Lerici Pea e deceduta lo scorso anno).

 

Tuttavia, nonostante le sfide che ci pone l'esistenza, l'uomo è portato a non perdere la speranza, una speranza che emerge anche nelle poesie di Maria Stepanova e di altri vincitori del premio. La speranza che la poesia continuerà a vivere e a riempire le sale di appassionati e, infine, la speranza che il premio Lerici Pea 2012 ci faccia scoprire nuovi talenti. Anche le catastrofi in fondo si possono guardare da un'altra angolazione: perché è pure nel dolore, per se stessi, per gli altri, per il destino del mondo, che il vero poeta trova nutrimento.

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