Giustizia, la via della mediazione

Foto: Photoxpress

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La nuova pratica, in vigore in Russia e in Italia, dovrebbe contribuire al miglioramento delle relazioni d'affari tra partner stranieri.

Dal 1° gennaio 2011 in Russia è entrata in vigore la legge federale (193-FZ) “Sulla procedura alternativa per la risoluzione dei conflitti con la partecipazione di un mediatore (procedura di mediazione)”. Quasi contemporaneamente, un'iniziativa simile è stata intrapresa in Italia: infatti dal 20 marzo 2011 l'Italia si conformerà ufficialmente alla Direttiva 2008/52/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 21 maggio 2008.

Questo significa che i cittadini russi e quelli italiani adesso potranno risolvere le proprie dispute in fase extra-giudiziaria, in modo più rapido ed economico, il che dovrebbe senz'altro migliorare il clima degli investimenti in entrambi i Paesi. Russia Oggi ha chiesto agli esperti russi e italiani in che cosa consiste la procedura di mediazione e perché questa istituzione del diritto civile dovrebbe col tempo diventare molto popolare.

La procedura di mediazione delle controversie, deriva dal sistema giuridico anglosassone e negli ultimi anni è entrata a fare parte della pratica giudiziaria di molti altri Paesi come la Francia, il Brasile, l'Argentina, il Portogallo e, dal 2011, anche Russia e Italia.

“Gli italiani sono molto litigiosi, - sottolinea Eugenio Zappalà, avvocato e fondatore dell'Associazione Internazionale di Arbitrato e Conciliazione e-Mediation (www.emediation.it) -,

quindi da noi i mediatori possono essere molto utili: per lo meno adesso gli imprenditori non saranno costretti a spendere anni della propria vita e quantità di denaro enormi in processi”.

Il business dovrebbe così avere vita più facile anche in Russia, dove tra l'altro la procedura di mediazione dovrebbe durare al massimo 60 giorni, contro i quattro mesi previsti dalla legge italiana. A partire da quest'anno, la procedura in Italia sarà obbligatoria per alcuni settori del diritto (abitazione, proprietà, ripartizione quote societarie contratti assicurativi, finanziari e bancari), mentre in Russia, anche con la nuova legge, la mediazione resterà comunque una pratica facoltativa.

Altre piccole differenze di interpretazione di questo istituto, riguardano le caratteristiche della persona che può fare da mediatore. In Russia qualunque cittadino russo al di sopra dei 18 anni avente capacità giuridica, senza carichi penali può fare da mediatore (anche se solo i laureati in legge con età superiore ai 25 anni possono far parte di associazioni professionali di mediatori), mentre in Italia i mediatori vengono scelti in modo più selettivo: il mediatore può essere solo un laureato o uno specialista iscritto a un Albo, Collegio o Ordine professionale, mentre per occuparsi professionalmente di conciliazione è obbligatorio portare a termine uno degli appositi corsi di formazione ministeriali e superare un esame.

I servizi dei mediatori non professionisti in Russia vengono retribuiti a discrezione delle parti, mentre i mediatori professionisti hanno l'obbligo di esigere una retribuzione per il servizio reso. Il costo della trattativa di mediazione dipende dal tipo di disputa (in Italia, secondo quanto affermano gli specialisti della e-Mediation, dovrebbe essere possibile usufruirne gratuitamente, secondo i termini del Gratuito Patrocinio), e la somma viene corrisposta da entrambe le parti su basi paritarie, salvo diverse indicazioni del contratto.

Tzisana Shamlikashvili, presidente del Centro di mediazione e diritto (www.mediacia.com) e presidente della sottocommissione per la Risoluzione Alternativa delle Controversie e Mediazione dell'Associazione dei Giuristi Russi, sostiene che “la mediazione, se si parla di dispute commerciali, non può essere a buon mercato, ma resta comunque meno costosa del procedimento giudiziario. La parcella del mediatore viene calcolata in ore o giorni”.

Il costo della procedura resta comunque di molte volte inferiore rispetto alle spese complessive necessarie per il dibattimento giudiziario, conferma anche il collega italiano Eugenio Zappalà.

Come ha sottolineato la Shamlikashvili, gli imprenditori italiani che hanno affari in Russia possono usufruire della mediazione sia sul territorio russo che nelle controversie transfrontaliere.

“Uno strumento come quello della mediazione permette di trovare soluzioni meno traumatiche e più efficaci per le dispute famigliari nelle famiglie di coppie miste italo-russe” ( a differenza dell'Italia, in Russia si potrà usufruire della mediazione per risolvere la maggior parte delle questioni di diritto famigliare, tra cui anche quelle per l'affidamento dei figli). “L'integrazione dell'istituto della mediazione nel sistema giuridico russo e di un giro d'affari fondato su basi giuridiche solide, permetterà ai cittadini stranieri e alle persone giuridiche di dipendere meno dalle strutture del potere e dal sistema giuridico statale”, fa notare la Shamlikshvili, facendo riferimento soprattutto al problema della corruzione che riguarda tutti gli strati della società russa. A suo avviso la mediazione è destinata a contribuire all'eliminazione di questo problema, e l'approvazione della nuova legge può essere considerata come il primo serio passo compiuto dal governo russo in tale direzione.

I mediatori stessi affermano che il loro lavoro è ancora più complesso di quello giudiziario, perché il raggiungimento del risultato dipende dalla loro capacità di trovare una soluzione che soddisfi tutte le parti coinvolte nella trattativa tanto da spingerle ad accordarsi di propria volontà (nel caso in cui questo risultasse impossibile, ci si potrà comunque rivolgere a tribunale).

Comunque, prima che la procedura di mediazione diventi parte integrante della normale pratica giuridica in Italia, come in Russia, bisognerà aspettare anni. C'è da notare che in risposta all'approvazione della direttiva in Italia verrà organizzato uno sciopero degli avvocati, mentre in Russia la nuova legge non ha incontrato nessun detrattore. C'è però un altro problema: pochi sono a conoscenza della possibilità della mediazione, anche fra i giuristi stessi.

Nonostante questo, gli esperti russi hanno espresso la speranza che questo vuoto informativo venga presto colmato, anche grazie al supporto dei partner stranieri. “Ancora prima che la legge entrasse in vigore, c'erano molti colleghi e ditte straniere che, lavorando sul mercato russo, si rivolgevano a noi per usufruire del processo di mediazione. Adesso il loro numero è destinato a crescere”, spiega la Shamlikashvili. “La tendenza dei colleghi stranieri a risolvere le proprie controversie civili con l'aiuto di un mediatore è uno stimolo importante per gli imprenditori russi che non sono abituati a servirsi della mediazione. Quando è il collega straniero a proporre la mediazione, il partner russo è costretto a prendere confidenza con questa nuovo strumento che, come ha dimostrato la pratica, viene poi sfruttato volentieri anche dai russi”.

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