Il terrorismo non ferma il Caucaso. Ora si punta sul turismo d’alta quota

Ufficio stampa del Presidente di Adigheia

Ufficio stampa del Presidente di Adigheia

Tra i progetti in agenda, la realizzazione di cinque piste da sci. Per attirare non solo i turisti locali, ma anche gli stranieri. E per rilanciare l’immagine della regione.

Sergei Mishchenko, sciatore professionista con un’esperienza di 15 anni nello sci, racconta che l’uccisione dei tre turisti avvenuta in febbraio ai piedi del monte Elbrus nella Kabardino-Balkaria lo ha costretto ad annullare il suo viaggio nel Nord del Caucaso. «Le montagne sono bellissime, ma ho paura per la mia famiglia. È una meta che va bene solo per chi ama il rischio», ci dice. Le autorità hanno letto l’attentato come un tentativo di bloccare l’ambizioso progetto turistico che coinvolge il Nord del Caucaso e che dovrebbe risollevare l’economia di questa complessa regione.

 

 

Tra le altre cose è prevista la costruzione di cinque importanti stazioni sciistiche. Una di esse sorgerà sull’altopiano di Lago-Naki, un plateau di 650 chilometri quadrati, che occupa il 95% del territorio dell’Adighezia, a due ore e mezzo di viaggio da Krasnodar; la repubblica più tranquilla del Nord del Caucaso, sfuggita alla minaccia della guerra e agli attentati terroristici. Le autorità dell’Adighezia e della regione di Krasnodar, con cui la repubblica dell’Adighezia divide il plateau, sono convinti del successo della nuova stazione sciistica e ritengono che nel 2019 potrà attirare dai 20 ai 25 mila visitatori al giorno e che potrà competere per qualità con le stazioni sciistiche delle Alpi.

 

 

«In Russia non ci sono località turistiche attrezzate, ma esiste solo un turismo selvaggio», spiega la coordinatrice dell’Associazione dei tour operator russi Maja Lomidze.

 

 

La nuova realizzazione di Lago-Naki potrà diventare un modello solo quando le autorità dell’Adighezia e della regione di Krasnodar riusciranno ad accordarsi tra loro e con gli ambientalisti. Per il momento esistono due differenti opzioni di sviluppo della zona turistica.

 

 

In ogni caso, il progetto della nuova stazione turistica prevede un impatto minimo sull’ambiente. Il presidente della repubblica dell’Adighezia Aslan Tkhakushinov e il presidente della North Caucasus Resorts Company (Ncrc), Akhmed Bilalov, hanno sottoscritto in febbraio un accordo di collaborazione per la costruzione della stazione. Nel piano di costruzione è previsto l’utilizzo di tecnologie “verdi”, il trasferimento nei villaggi montani avverrà su veicoli elettrici e le piste da sci verranno raggiunte agevolmente con le funivie.

 

 

Durante l’inverno il suolo sarà coperto da molti metri di neve e si suppone che in estate i turisti raggingano le piste da sci con le funivie. Inoltre esistono antichi sentieri che portano dalle montagne fino al Mar Nero. Le autorità prevedono che le stazioni turistiche daranno lavoro a decine di migliaia di persone, mentre le attuali tariffe potrebbero attirare masse di turisti, in primo luogo russi, che per l’80% non sono in possesso di passaporti validi per l’estero.

 

 


 

Gli investimenti privati verranno messi a disposizione in tre tranche. Il loro volume totale si aggirerà su una somma pari ai 190 milioni di euro

90 mln euro

Prima fase: i fondi saranno erogati dal 2011 al 2013

 

37 mln euro

Il volume degli investimenti previsti dal 2014 al 2016

 

62 mln euro

La tappa finale: l’ultima tranche va dal 2017 al 2019

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