Racconti dal fronte

E’ disponibile in libreria il libro «La guerra di un soldato in Cecenia» di Arkadij Babcenko, edito da Mondadori per la collana «Strade Blu». L’autore, 33 anni, lavora oggi come corrispondente speciale per la Novaja Gazeta, lo stesso giornale per cui scriveva Anna Politkovskaja.

 

Arkadij racconta la sua esperienza di guerra in Cecenia, la prima volta come militare di leva a 18 anni, la seconda come soldato a contratto, descrivendo un esercito in pieno degrado sconvolto da un nonnismo endemico di una violenza inaudita.

 

Con la mente lucida nonostante le esperienze che ha vissuto, e che ancora segnano la sua vita, l’autore espone il percorso che porta i soldati a diventare «mangiatori di carne umana». Il libro riunisce le specificità del contesto russo-ceceno, le campagne militari di Eltsin e di Putin, il famigerato generale Shamanov, i russi che hanno combattuto con i ceceni e i ceceni che hanno combattuto con i russi, l’assalto di Groznij, le offensive e le ritirate.

 

Il tutto condito dagli interrogativi universali che ogni guerra porta con sé, su chi vive e su chi muore, su cosa c’è dopo la guerra, sempre che questa terribile esperienza lasci ancora la voglia di essere raccontata da chi vi ha preso tristemente parte.

 

L’esperienza letteraria di Arkadij Babcenko non si esaurisce, comunque, con il suo primo libro. Insieme ad altri veterani di guerra, infatti, cura e dirige il progetto “Iskusstvo Vojny - Art of war”, una piattaforma letteraria per la riabilitazione dei veterani di guerra, che hanno sperimentato la scrittura come modo per liberarsi dall’oppressione della esperienza vissuta in prima persona, curarsi e recuperare un po’ di normalità. Insomma, far uscire la guerra da dentro di sé.

 

Tra l’altro, il suo eccezionale reportage fotografico sulla guerra osseto-georgiana dell’agosto 2008 ha vinto la menzione speciale di Frontline Club.

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