“Un’arte di livello altissimo”

Foto: Juri Belinskij

Foto: Juri Belinskij

La dichiarazione congiunta dei ministri russo e italiano della Cultura all’apertura dell’Anno di interscambio.

La cooperazione in campo culturale tra Russia e Italia vanta  una lunga e feconda tradizione. Sin dai tempi del granduca Ivan III giunsero nel Principato di Moscovia i più illustri architetti e maestri costruttori italiani e la Russia divenne per molti di loro una seconda patria.

Nell’edificazione del Cremlino furono coinvolte diverse generazioni di maestri costruttori italiani, da Mark Frjazin (Marco Ruffo) a Pietro Antonio Solari e Anton Frjazin (Antonio Gilardi). I maestri italiani lasciarono la loro indelebile nell’edificazione di alcuni dei più straordinari monumenti del Cremlino quali il campanile di Ivan il Grande e le cattedrali della Dormizione e dell’Arcangelo Michele.

Al genio di Antonio Rinaldi, Carlo Rossi, Giacomo Quarenghi, Bartolomeo Rastrelli e di numerosi altri architetti di origine italiana si deve la costruzione dei più famosi palazzi e complessi architettonici di San Pietroburgo.

Pittori, musicisti, cantanti d’opera e artisti italiani sono stati da sempre ospiti graditi in Russia. Molti di loro vi si stabilirono definitivamente, dando un notevole contributo allo sviluppo culturale del nostro Paese.

A sua volta l’Italia attirò, fin dagli inizi del XIX secolo, artisti e intellettuali russi, tra cui pittori diplomati all’Accademia di Belle arti di Pietroburgo che soggiornarono a Roma con borse di studio e ottennero grandi riconoscimenti pubblici. Il paesaggista Sil’vestr Shchedrin, che ha immortalato nelle sue tele le vedute di Napoli, rimase in Italia fino alla fine dei suoi giorni. Il ritrattista Orest Kiprenskij espose l’autoritratto alla Galleria Pitti di Firenze. Aleksandr Ivanov dipinse in Italia la sua geniale tela L’apparizione di cristo al popolo. E Karl Brjullov col suo  quadro Gli ultimi giorni di Pompei fece sensazione non soltanto in Italia, ma anche nel resto d’Europa.

Anche ai nostri giorni l’interesse reciproco dei due popoli verso le rispettive culture non sembra diminuire; negli ultimi anni la cooperazione di organizzazioni ed enti culturali dei nostri Paesi si è intensificata a vantaggio del pubblico russo e italiano. L’idea di celebrare l’Anno della lingua e della cultura russa in Italia e della lingua e della cultura italiana in Russia nel 2011, avanzata da parte russa nel corso del summit del novembre 2008 a Mosca, è stata accolta con entusiasmo dai colleghi italiani e ha raccolto ampi consensi in quanti intendono sostenere la lunga e gloriosa tradizione del nostro interscambio culturale.

Nel 2009 i ministri della Cultura d’Italia e della Federazione Russa hanno siglato il protocollo e il memorandum d’intenti che sono serviti da base giuridica per l’organizzazione e la realizzazione concreta delle iniziative in programma.

Va rilevato che la proclamazione del 2011come Anno della lingua e della cultura nei due Paesi ha suscitato un sincero e vivo interesse tra gli esperti russi e italiani dei diversi ambiti culturali e tra i rappresentanti più qualificati del mondo dell’arte, che hanno espresso il loro desiderio di partecipare attivamente alle iniziative garantendone la massima qualità.

Il programma delle iniziative dell’interscambio  culturale tra Russia e Italia prevede un vastissimo calendario di eventi tra i più  eterogenei,  tra i quali la mostra Deineka. Il maestro sovietico della modernità, inaugurata a Roma il 16 febbraio 2011 alla presenza del presidente russo Dmitri Medvedev e del presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi, e il concerto di gala degli artisti del Teatro alla Scala di Milano che si esibiranno sullo storico palcoscenico del Teatro Bol’shoj a chiusura delle celebrazioni.

Inoltre gli spettatori russi avranno l’opportunità di vedere al Museo di Belle arti Pushkin di Mosca il capolavoro di Botticelli Pallade e il centauro e alcune prestigiose opere di Caravaggio.

Nel programma sono adeguatamente rappresentate anche le regioni russe. Così, per esempio, il Museo delle arti di Ivanovo presterà la sua collezione di opere delle avanguardie  russe e il Parco museo di Kizhi in Carelia le icone della mostra I cieli del Lago Onega. 

Siamo certi che la straordinaria rassegna teatrale nell’ambito del Festival internazionale Cechov e la tournée dell’Orchestra popolare italiana con i suoi strumenti tradizionali attireranno l’attenzione dell’esigente pubblico russo. Mentre ci auguriamo che in Italia otterrà altrettanto successo la tournée della compagnia teatrale di Boris Eifman e del Teatro delle Nazioni.

Anche gli eventi cinematografici, che si svolgeranno sia in Russia che in Italia, saranno parte integrante del programma: i  festival di Roma, Bari, Bolzano, Mosca, Kursk, Vologda e naturalmente la Mostra del Cinema Venezia, nota in tutto il mondo.

Il programma dell’anno della cultura per il 2011, che si  presenta ricco e diversificato, vedrà coinvolte le migliori forze creative dei nostri Paesi. A legare i rappresentanti italiani e russi è l’amore per l’arte e il profondo reciproco rispetto per le ricchissime culture e tradizioni dei rispettivi Paesi. Tutto ciò ci consente di confidare nel grandissimo successo e nella vastissima eco che le iniziative otterranno nella Federazione Russa che nella Repubblica Italiana.

Fonte: Rossijskaja Gazeta

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