Un premio per giovani scrittori e traduttori

Foto: Photoxpress

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Al via la seconda edizione del concorso letterario italo-russo Raduga. L’esperienza dei vincitori del 2010.

Giovani scrittori e traduttori, scaldate le penne. Al via il premio letterario italo-russo Raduga per giovani talenti, istituito su iniziativa dell’Associazione "Conoscere Eurasia", in collaborazione con l’Istituto Letterario A. M. Gorky.

Per l’edizione del 2001 il premio auspica di raccogliere e pubblicare un numero elevato di testi di giovani narratori e traduttori di talento. Tale auspicio è condiviso sia dagli organizzatori che dagli sponsor, Banca Intesa, Istituto Italiano di Cultura, Gian Giacomo Feltrinelli Editore e Olma Media Group, nonché dall’Agenzia Federaleper la stampa e le comunicazioni di massa della Federazione Russa Rospechat.

 

Il premio, giunto al secondo anno, offre ai giovani narratori e traduttori italiani e russi non soltanto l’opportunità di ricevere un riconoscimento economico, che ammonta, per i vincitori sia russi che italiani, a 5000 euro per i narratori, 2500 per i traduttori, ma anche di far conoscere agli editori le proprie opere.

 

A tale scopo è già stato pubblicato un almanacco con le migliori opere inviate al concorso e per il futuro si prevede  la pubblicazione di altre raccolte di testi in prosa.

 

Va detto, inoltre, che la commissione giudicatrice accetterà solo racconti brevi (di lunghezza non superiore alle 10 cartelle) e che le opere degli autori italiani potranno essere inviate per posta o via e-mail all’indirizzo info@conoscereeurasia.it. entro il 31 marzo 2011 (ulteriori informazioni su www.conoscereeurasia.it).

 

Subito dopo la selezione, i finalisti, tra i giovani autori e i traduttori, verranno invitati a scegliere un racconto per la traduzione. Un requisito fondamentale per la partecipazione è l’età: il concorso è aperto a giovani tra i 18 e i 30 anni.

 

La giuria, come lo scorso anno, è composta, per parte italiana, da note personalità del mondo culturale (da  Inge Feltrinelli, presidente onorario della Gian Giacomo Feltrinelli Editore, al giornalista del Corriere della Sera Sebastiano Grasso, a illustri russisti, come Adriano Dell’Asta, Maria Pia Pagani e Sergio  Pescatori, al poeta Flavio Ermini) e, per parte russa, da eminenti esponenti della vita letteraria, quali gli scrittori Vladimir Makanin, Aleksej Varlamov, Boris Tarasov,  Evgenij Sidorov ed Evgenij Solonovich (vincitore di prestigiosi premi sulla traduzione a cui si deve, tra le altre, la brillante versione in russo dell’opera di Dante).

 

A tu per tu con i vincitori del 2010


Tra i finalisti della scorsa edizione vi sono stati numerosi concorrenti provenienti dalla profonda provincia russa e proprio uno di loro, Sergej Kubrin, da Penza, si è aggiudicato il primo premio.

 

Così il vincitore russo dell’edizione 2010 si racconta a Russia Oggi. “Il premio, innanzitutto, mi ha convinto che non si deve mai abbandonare la letteratura. A volte ti succede di non riuscire a scrivere in nessun modo e di chiederti se valga davvero la pena, ma basta ricordarsi dell’esistenza di Raduga per cambiare opinione”.

“Non nascondo – aggiunge Kubrin - che nel frattempo la mia consapevolezza si è rafforzata e che la mia scrittura sembra essere cambiata in meglio. Quanto alle case editrici, il discorso è per il momento incerto. Un editore si era interessato a un mio racconto, ma siamo ancora agli inizi. Del resto, io non ho fretta. Non ho ancora consumato tutti i soldi del premio e mi piacerebbe viaggiare un po’ per l’Europa e vedere il mondo”.

Il vincitore italiano, Massimiliano Maestrello, condivide con Kubrin l’intenzione di investire il denaro del premio nei viaggi. Anche nel suo caso la vittoria è servita per consolidare la sicurezza nel proprio talento.

“Contatti diretti con case editrici, al momento, non ci sono stati - racconta Maestrello -, anche perché sto completando la mia raccolta di racconti e non avrei in mano niente di finito e di cui sono soddisfatto da presentare. In questo senso, però, la vittoria al Raduga è stata, oltre che una grande soddisfazione, la molla che mi ha spinto a rivedere tutto quello che ho scritto in maniera più critica: sono sicuro che costituirà un buon biglietto da visita da presentare in futuro alle case editrici”. 

 

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