I russi e la passione per il nero

Foto: PhotoXpress

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Nell’armadio la scelta è monocromatica. Ecco come gli stranieri possono sopravvivere.

Russia Oggi ha pubblicato di recente una storia sugli errori che gli stranieri commettono abitualmente in Russia in fatto di abbigliamento. Mentre apprezzavo tutti i consigli che venivano dati, aspettavo di trovare il punto in cui si diceva “elimina dal tuo armadio tutto ciò che non è nero”.


Ammetto di non essermi trasferita a Mosca da una grande città, quindi posso supporre che se fossi arrivata da New York o Londra sarei rimasta un po' meno scioccata dal sistema monocromatico. Quello che so è che sono arrivata in Russia con una certa varietà di colori nel mio guardaroba e, quando me ne sono andata, ne era rimasto soltanto uno.

La preferenza per i vestiti neri è, in parte, spiegabile col fatto che su di essi lo sporco si vede meno che sui vestiti chiari. Tuttavia, l'irripetibile mistura di ghiaccio sciolto, sostanze chimiche sciogli-ghiaccio e fango che tutti si seminano dietro da novembre a maggio, conosciuta come grjaz, ha una proprietà unica. Su dei pantaloni color kaki sarà visibile sotto forma di macchie nere; su dei pantaloni neri, invece, lascerà delle macchie color kaki. Ogni tessuto può assorbire una quantità incredibile di questo gryaz.

Una volta fui costretta a separarmi da un fantastico cappotto invernale in microfibra lungo fino alla caviglia portato dagli Stati Uniti, perché nella parte posteriore c'era costantemente una macchia sbiadita al centro, proprio sopra alle mie scarpe. Era il punto in cui i miei stivali facevano schizzare il fango, e dopo quattro inverni, non veniva più pulito. Questo non giustifica certo le molte signore in età che mi fermavano continuamente lungo la strada per dirmi che il mio cappotto era sporco e di conseguenza avevo l'aria di una persona che non era capace di mantenere i propri abiti in una condizione decente. (Per voi che parlate russo, la parola che usavano esattamente era nekulturnyj ).

Certo, anche la Washington ufficiale ha la sua uniforme, ma per molti di noi, che viviamo in questa città che fa anche da meta turistica, qualunque cosa può andare bene. Io però ho avuto molte difficoltà a cambiare le mie abitudini moscovite in fatto di abbigliamento. Anche la mia tuta è nera. E' solo che non mi sento a mio agio in nessun altro modo. Una volta, a un collega americano che commentava la mia scelta cromatica, ho detto che vestivo di nero perché mi faceva passare più inosservata. Solo più tardi mi sono resa conto che funziona solo se anche tutti gli altri sono vestiti di nero.


Il mio primo inverno a Washington ho dovuto sostituire il mio parca in microfibra alla caviglia, per un cappotto in tessuto al ginocchio. Dopo molte riflessioni, ne ho trovato uno che adoro. É rosso. Sul nero sta benissimo.

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