Nato, uno sforzo comune per la stabilità

Fumetto Niyaz Karim

Fumetto Niyaz Karim

L’area euro-atlantica può diventare una zona di pace stabile, nonostante le tensioni attuali. La guerra del 2008 tra Russia e Georgia dovrebbe servire da monito per il futuro: le cause scatenanti di quella situazione oggi sono meno accese, ma non risolte del tutto. In circostanze diverse potrebbero tornare a farsi sentire. Malgrado tutto ciò che di positivo è stato detto sul nuovo inizio delle relazioni tra Russia e Stati Uniti e sulla nuova forma di partenariato tra entrambe e la Nato, non dovrebbe però essere lasciato spazio all’autocompiacimento.

Al cuore della sicurezza euro-atlantica vi sono due questioni di primaria importanza. La prima è l’incertezza che la Russia nutre nei confronti degli obiettivi ultimi della potenza statunitense. Questa preoccupazione, più di ogni altro atavico istinto imperialistico, sta alla base del nervosismo di Mosca dovuto all’allargamento a Est della Nato. L’altro motivo, speculare al primo, nasce dai timori e sospetti che alcuni Paesi dell’Europa centrale e orientale nutrono nei confronti della natura e delle ambizioni della rinata potenza russa.

Per affrontare questi nodi occorre continuare a lavorare sulla diplomazia tra Usa e Russia, superando i canoni della Guerra Fredda. I due Paesi devono cambiare la natura del loro rapporto strategico e abbandonare la semplice mitigazione delle ostilità attuata con il controllo delle armi.

Risultato che si può ottenere ad esempio con la collaborazione in tema di difesa missilistica. Se Stati Uniti, Nato e Russia riuscissero a mettere a punto una formula realistica di cooperazione in questo ambito, inizierebbero sicuramente a prendere le distanze dalle posizioni strategiche assunte durante la Guerra Fredda. Se tale slancio sarà sostenuto e rinvigorito, col tempo potrebbe portare a una nuova qualità delle relazioni internazionali.

Per risolvere la seconda preoccupazione occorre procedere a una riconciliazione storica e a un riavvicinamento tra la Federazione Russa e alcuni dei suoi vicini europei. Di recente una svolta c’è stata tra Russia e Polonia, ma è necessario che questo processo continui e si rafforzi, seguendo il modello utilizzato con successo tra Germania e Francia, Germania e Polonia o anche Russia e Germania.

Per una relazione forte e pacifica tra la Federazione Russa e i Paesi dell’Ue, la riconciliazione e i buoni rapporti tra russi e polacchi sono un must. La strada da percorrere non si presenta né breve, né agevole, in quanto occorre prima di tutto rimuovere la reciproca diffidenza. Ma la posta in gioco e gli interessi dei singoli Paesi coinvolti rendono non solo opportuno, ma necessario percorrerla per puntare a un nuovo assetto delle relazioni internazionali capace di garantire stabilità nel lungo termine.

L’autore è direttore del Carnegie Moscow Center

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