La ripresa economica promette di sostenere i mercati

Foto Reuters/Vostock Photo

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Il nuovo anno si è aperto in positivo, ma resta da capire se le aspettative hanno già scontato i miglioramenti dei fondamentali o se, invece, resta ancora spazio per crescere.

Nel 2010 il mercato azionario russo è cresciuto del 23 per cento, ma nel solo mese di dicembre ha fatto registrare un balzo in avanti del 18 per cento. Dopo essersi tenuti alla larga dalle azioni russe per buona parte del 2009 - anno in cui l’indice della Borsa russa ha perso circa i tre quarti del proprio valore rispetto al picco fatto registrare nel settembre 2008 e nei sei mesi successivi,  l’anno scorso gli investitori sono tornati in massa, a mano a mano che gli utili negli altri mercati del Bric avevano chiaramente esaurito la loro corsa.

I flussi di capitale nei fondi dell’emergente mercato azionario russo hanno fatto registrare afflussi netti per 33 settimane su 34, ma in realtà solo nella prima metà di gennaio sono arrivati in Russia le più ingenti quantità di capitali degli ultimi tre anni.

La sede moscovita di Renaissance Capital prevede che quest’anno le offerte pubbliche iniziali triplicheranno, dato che le aziende russe ritorneranno sui  mercati azionari per raccogliere capitali freschi da investire.

Anche l’economia sta andando bene. Il governo ha rivisto al rialzo le proprie previsioni per la fine dell’anno relative alla crescita del Pil, portandole al 4 per cento, anche se tra gli analisti prevale un consenso pressoché unanime sul fatto che la crescita quest’anno raggiungerà se non altro il 5 per cento. 

"Una forte crescita ci prospetta ottime possibilità di tornare a essere un luogo sicuro nel quale investire, visti i problemi presenti in Europa e la stagnazione che perdura negli Stati Uniti", afferma Elena Matrosova, direttore del Centro per la ricerca macroeconomica al Bdo in Russia, professando un ottimismo insperato solo qualche mese fa. Anche gli investimenti stranieri tornano a crescere: nel 2010 hanno sfiorato quota 40 miliardi di dollari, tornando ai livelli del 2006, anche se ben distanti dagli 80 miliardi del 2008 che rappresentano il record storico.

Se lo scenario è molto positivo, questo non significa necessariamente che i listini azionari continueranno a correre nei prossimi mesi: solitamente, infatti, gli investitori si muovono sulle aspettative, più che sulle notizie, per cui non è escluso che i rialzi degli ultimi mesi abbiano già scontato tutta (o quasi) la crescita attesa per l’anno in corso.

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